Continental Cup: la seconda qualificata è l’Olimp Riga

Il girone di Budapest non aveva un chiaro favorito alla vigilia e si è in effetti confermato molto equilibrato, con ben tre squadre arrivate a pari merito, con i campioni di Lettonia dell’Olimp Riga a strappare il pass per le semifinali grazie ad un complicato gioco di differenza reti e scontri diretti. Ma per quello che si è visto sul ghiaccio della Tucksesarnok Arena, piccolo ma moderno impianto sulle rive del Danubio, anche i padroni di casa del Ferencvarosi e gli ucraini del Sokil Kyiv avrebbero meritato il passaggio del turno. Vaso di coccio tra questi tre vasi di ferro, gli estoni del Valk Tartu, arrivati dal gruppo di qualificazione giocato a Vilnius in settembre. Pur arrivando ultimi senza nemmeno una vittoria, hanno giocato bene ed impegnato sia gli ungheresi che i lettoni, dimostrando però, più che un gap in termini tecnici, una differente preparazione fisica, colpa probabilmente del poco allenante campionato estone, cedendo alla distanza, dopo aver giocato alla pari coi più quotati avversari per metà delle gare e mettendo in mostra due giocatori di qualità superiore, il lettone Kriss Lipsbergs ed il russo Ivan Akimov ed un interessante Harri Koll, giovane e  tecnico attaccante che un paio di anni fa sembrava promettere molto.

Nella prima giornata sono è il Ferencvarosi a inaugurare il torneo, affrontando il Valk. Dopo un primo periodo ben controllato dagli estoni, che chiudono in vantaggio 1-0, gli ungheresi prendono decisamente il comando delle operazioni, segnando a ripetizione e chiudendo con un significativo 8-1. Una vittoria che però non viene festeggiata a dovere causa il brutto infortunio occorso al finlandese Rasmus Kulmala, vittima di una tremenda carica da parte del difensore Ivan Troshkov, che gli costa un’uscita in barella ed una corso in ospedale, dove per fortuna non vengono registrati danni seri, a parte una temporanea perdita di memoria, col giocatore,che è sempre rimasto cosciente, non in grado di ricordare cosa fosse accaduto.

In serata l’Olimp Riga, squadra creata due stagioni fa nella capitale e capace subito di imporsi per due anni consecutivi in campionato, grazie ad un roster composto da diversi ex giocatori della Dinamo Riga e della nazionale, tra i quali il difensore Georgi Pujacs, letale dalla blu e gli attaccanti Kirils Tambijevs, Mihalis Redlihs ed Edijs Brahmanis, affronta la riedizione di uno dei club più iconici dell’hockey europeo. Il Sokil Kyiv è stato infatti rifondato a partire dal settore giovanile, tenuto in vita grazie all’eccezionale lavoro di diversi ex giocatori, dopo il fallimento del club qualche anno fa, oppresso dai debiti. La nuova denominazione infatti riporta la sigla MHK, acronimo russo per Hockey Club Junior, ma può utilizzare il vecchio glorioso logo ed i colori biancoblu. La sfida è probabilmente la miglior partita vista nel weekend del torneo ed il risultato sarà decisivo per la classifica finale. Si impongono abbastanza nettamente i lettoni, 4-1 con un hattrick di Pujacs, sfruttando la maggiore esperienza del roster. Brilla tra gli ucraini la stella di Mikhaylo Simchuk, 19eene dotato di ottima tecnica e senso del gol

Nella seconda giornata arrivano altri tre punti per l’Olimp, che batte il Valk rimontando dallo 0-2 nel secondo periodo ed eliminando matematicamente gli estoni, mentre nel pomeriggio il Sokil scende sul ghiaccio completamente trasformato e domina letteralmente il Ferencvarosi con un gioco aggressivo che porta gli attaccanti molto vicini alla gabbia avver saria, piuttosto che cercando il tiro da fuori.

Si arriva così alle ultime gare con una situazione ancora aperta, anche se con l’Olimp favorito. Il Ferencvarosi deve battere i lettoni con almeno tre gol di scarto, risultato che rimetterebbe in corsa anche il Sokil, che dovrebbe a quel punto goleare il già eliminato Valk. Sembra uno scenario non troppo realistico, ma gli ungheresi, spinti dal rumoroso pubblico, ci credono e dopo due periodi giocati con entrambe le squadre molto guardinghe, con una grande prova collettiva, trascinati dal capitano Gergo Nagy, si portano sul 3-0 nel tripudio generale. Ma gli esperti lettoni non si lasciano travolgere dal nervosismo, mettono tutta l’esperienza dei loro veterani sul ghiaccio e trovano il gol qualificazione ad un minuto e mezzo  dal termine con una giocata individuale di Edijs Brahmanis, bravo a battere il portiere Gergely Arany, non esente da qualche colpa, con un preciso tiro all’incrocio. La rete è una mazzata tremenda per i padroni di casa che provano un disperato assalto finale, sbattendo sul muro eretto dal portiere russo Bonch-Bruevich, una delle rivelazioni del torneo. Festeggiano i lettoni e mastica amaro il Ferencvarosi, arrivato ad una manciata di secondi dall’impresa. In serata, Sokil – Valk diventa poco più di un’amichevole, con gli ucraini subito avanti 4-0 ed infine vincitori 9-4, con tanti rimpianti per aver completamente sbagliato l’approccio della prima partita. In semifinale l’Olimp sarà comunque un cliente difficile, anche se non pare attrezzato per puntare al piatto d’argento della Continental.

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