Italia-USA: post partita con coach de Bettin, Frank e Frigo

Concluso il Mondiale tra numerose difficoltà, nel post Italia-USA coach Giorgio de Bettin, il Capitano Daniel Frank e Frigo tracciano il bilancio del torneo degli Azzurri e anche personale.

Coach Giorgio de Bettin

Sotto l’aspetto dei risultati, non abbiamo vinto neanche una partita e non abbiamo fatto nessun punto, il bilancio non è positivo. Lo è se guardo nel complesso dal raduno al Mondiale: i ragazzi sono cresciuti in ogni partita, hanno lottato; abbiamo avuto solo un passaggio a vuoto contro il Kazakistan nel terzo tempo. Ci siamo subito rialzati, abbiamo lottato. Quindi per me, con le premesse del Covid, con le premesse del periodo duro senza amichevoli, con pochi allenamenti, i ragazzi hanno risposto, hanno dimostrato l’attaccamento alla Nazionale.
I ragazzi devono avere più fiducia in sé stessi, l’hockey è uno sport che ti permette di lottare, ottenere dei buoni risultati, margini di miglioramento enormi. Purtroppo, come succede da molti anni, il livello che affrontiamo in un Mondiale è troppo diverso da quello a cui quasi tutti i ragazzi sono abituati durante la stagione; è solo con la continuità che potrebbero migliorare. Dal punto di vista umano, le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare e le situazioni particolari di qualcuno li hanno fatti crescere da ogni punto di vista.
Avere un’altra squadra in ICE Hockey League, e in futuro aggiungerne qualcuna, avere dei giocatori che giocano a livelli più alti aiuta. Aiuterà sicuramente il progetto di sviluppo con i camp svolti a maggio, daranno risultati nel futuro. Alzare i livelli dei campionati non è facile, dobbiamo trovare delle soluzioni alternative. Si deve crescere, i ragazzi lo meritano, dobbiamo lavorare tutti insieme per dargli un’opportunità e godere di queste esperienze più spesso.
E’ stato un anno difficilissimo, ho sofferto molto a stare lontano dai campi; non ho avuto la possibilità di svolgere i raduni con l’Under 20. L’inconveniente del Covid mi ha dato questa opportunità, mi ha ripagato completamente. Sono soddisfatto dell’opportunità avuta, ringrazio la Federazione che ha avuto fiducia in me, non ha cercato una soluzione esterna. Ho un contratto per una stagione, dopo questo Mondiale sono contento di averlo firmato, mi sento ancora più legato. Dal punto di vista dello scouting mi ha dato l’opportunità di crescere dal punto di vista professionale e  di avere una conoscenza del nostro hockey più ampia. Spero che il fattore Covid termini per avere la possibilità di seguire i nostri ragazzi all’estero e allargare ancora di più i nostri orizzonti. Questo Mondiale è una delle più grandi gioie sportive avute, ringrazio anche staff e ragazzi che mi sono stati vicini

Daniel Frank

I ragazzi sono stati bravi, tanti sono giovani, tanti che non hanno disputato un Mondiale. Neanche io ne ho giocati molti, mi hanno aiutato Trivellato e Frigo. E’ stata dura, abbiamo trascorso dodici giorni in hotel, non sapevamo quando saremmo partiti, i ragazzi sono rimasti positivi, hanno fatto tutti un buon lavoro.
In partita si sono viste più cose positive che negative. E’ mancato il ritmo, nelle ultime si è visto. Il sistema di gioco per tanti compagni di squadra era nuovo.

Luca Frigo

Tanti ragazzi li conoscevo già, il gruppo principale c’è. Tanti inserimenti nuovi, il gruppo è stato unito sin dal primo giorno, siamo tutti soddisfatti del lavoro che siamo riusciti a svolgere. Anche tra noi veterani siamo stati uniti riuscendo a tenere i giovani in riga per queste partite di così alto livello.
Fadani ha fatto un Mondiale molto bello. Non è stato facile per lui, la partita dopo (contro il Canada, nda) è entrato con la voglia di farsi veder, di difendere la porta. La parata (su Jones, nda) di oggi è solo la ciliegina sulla torta che dimostra la sua qualità di portiere.