SFG3: Vincono le squadre ospiti. L’Asiago si conquista un match point.

(massimo gasperi) Il Lustenau che non ti aspetti vince alla Hala Tivoli e riapre – a sorpresa – la serie di semifinale contro l’Olimpija Ljubljana. La gara, si è decisa nel terzo di mezzo, nel quale i Leoni giallo-verdi sono andati in goal due volte. Fuori Marc-Olivier Vallerand e dentro Anthony Morrone: queste le principali novità nei roster delle formazioni di Lubiana e Lustenau che si incontrano, per gara, tre alla Hala Tivoli. Le due variazioni hanno avuto, sul ghiaccio, un opposto impatto sul rendimento delle formazioni in questione. Mentre – da una parte – l’assenza del trentunenne attaccante canadese ha avuto un netto contraccolpo negativo sul gioco d’attacco degli sloveni, il rientro a difesa della gabbia giallo-verde del ventiduenne portiere italo-quebecchese, ha, di contro, dato una insperata solidità alla formazione del “Ländle”. Inoltre, la formazione del presidente Miha Butara, ha forse preso “sottogamba” il match e, quando ha cercato di correre ai ripari, si è trovata di fronte un Anthony Morrone in grande serata, pronto a chiudere, a doppia mandata, ogni spiraglio della sua porta.

Con la vittoria ospite, la serie si riapre ed i neo campioni Austriaci, giovedì sera, hanno la ghiotta possibilità, vincendo sul ghiaccio di casa, di mettere addirittura in discussione l’accesso degli sloveni alla finalissima.

Martedì, 13.04.2021, ore 18:00: Hala Tivoli di Lubiana/ Ljubljana
HK SZ Olimpija Ljubljana – EHC Lustenau 1 – 2 (0-0, 1-2, 0-0)
Arbitri: Tilen PAHOR, Gregor REZEK, Giudici di linea: Tadej Arlic, Matej Snoj.
MARCATORI: 25:05 0:1 EHC Christopher D’Alvise (Elias Wallenta); 26:54 1:1 HKO Nik Simsic (Miha Zajc – Juuso Pulli); 32:38 1:2 EHC Timo Demuth (Stefan Hrdina);
Scontri diretti assoluti in Alps: 11:3 per il Lubiana – Tiri in Porta: 4 : 5 / 18 : 9 / 12 : 4 / = / 34 : 18 /

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L’Asiago vince una partita bella, agonisticamente ben giocata e, lasciatecelo dire, non adatta ai tifosi deboli di cuore. Il match ha avuto, nei tre tempi, altrettante fasi di gioco, totalmente diverse l’una dall’altra. E’ partito a razzo l’Asiago, giocando benissimo e dando l’impressione di poter fare un sol boccone della formazione slovena. Due reti a zero dopo appena sette minuti di gioco lasciavano pensare ad una passeggiata dei ragazzi di Mattila. Invece, piano piano, lo Jesenice ha preso ghiaccio e dopo aver segnato il goal del 1-2, nel secondo drittel, ha totalmente ribaltato il risultato, dominando peraltro la scena. Nel terzo tempo, si è assistito ad un nuovo totalmente diverso capitolo del match. L’Asiago ha trovato due reti in appena ventinove secondi, grazie alla sua spavalderia offensiva, poi, ha saputo difendere il vantaggio con ordine davanti al prevedibile assedio dei padroni di casa. Il 5-3 è arrivato, a sancire la preziosissima vittoria dei Veneti, a porta vuota, ed a giochi oramai – praticamente – fatti.

L’Asiago gioca splendidamente per almeno quindici minuti ed annichilisce i Red Steelers che, per un quarto d’ora non riescono proprio a trovare il bandolo della matassa. La formazione di Petri Mattila, parte fortissimo e dopo 4 minuti e 40 secondi va in goal. La marcatura porta la firma di Alex Frei, giunto al “settimo sigillo” in questi playoff. Il suo tiro, da posizione angolata, si insacca tra il palo ed il gomito di Zan Us che, pur conoscendo la straordinaria capacità balistica dell’attaccante di Caldaro, non ci pare, nell’occasione, del tutto scevro da responsabilità. Il goal mette le ali ai giallo rossi, mentre per i padroni di casa il puck pare pesare …. una tonnellata. Al 6:53 Magnabosco è messo in ottima posizione per segnare, ma il suo tiro risulta troppo centrale. L’Asiago è totalmente padrone del ghiaccio ed il raddoppio pare ineluttabile. La rete, infatti, arriva al 7:37; ed è ancora la seconda, splendida, linea asiaghese ad essere protagonista. Circa trenta secondi prima del segnatura, Daniel Mantenuto spezza la stecca, ed è costretto ad uscire, sostituito dal giovane Davide Dal Sasso. “Alex Frei da Caldaro” riesce a mettere il suo marchio anche in questa occasione. L’attaccante, da dietro la gabbia, imbocca il giovane asiaghese che, abilmente, tocca il puck, sotto porta, quel tanto che basta per farlo infilare tra i gambali di Zan Us. Il tempo prosegue con i veneti saldamente in sella. Poi a cinque dalla sirena, gli sloveni paiono riprendersi dallo shock. E’ Erik Svetina (14:14) a suonare la sveglia per i suoi ed un suo tiro da buona posizione, si infrange sulla figura di Vallini. I padroni di casa sono lesti ad approfittare del cambio di inerzia della gara e, appena trenta secondi dopo, trovano il goal. L’azione nasce da un tiro dalla blu di Andrej Hebar, il puck, “sporcato” sotto porta da una deviazione di Mirko Dumic, beffa Vallini. Al 16:50 un colpo di bastone di Enrico Miglioranzi sullo stesso Dumic, costringe gli ospiti a giocare con un uomo in meno per i successivi due minuti. Il penalty killing asiaghese è comunque valido. Gli sloveni (17:10) con Sodja avrebbero l’occasionissima per pareggiare ma il tiro dell’attaccante colpisce il corpo di Vallini. Nell’ultimo minuto di gioco si segnalano due occasioni: una per parte. Prima, Frei in tandem con Mantenuto impegna Us (19:07) poi, Saso Rajsar, non trova la giusta deviazione, sotto porta, su un rebound di Vallini.
Nel secondo drittel, a sorpresa, gli sloveni ribaltano il risultato. L’Asiago ha il demerito di farsi pressare, di subire, troppo, la fisicità dei padroni di casa. Le reti, non è un caso, nascono entrambe, dalla stessa situazione tattica: con gli avanti di casa a pressare anche fisicamente, ed i difensori a subire la loro forza fisica. Parte bene lo Jesenice che al 24:02 con Sturm chiama alla grande parata Vallini. Ancora Sturm, trenta secondi più tardi, impegna il portiere veneto con un tiro dalla blu. L’Asiago si fa in avanti con il solito Alex Frei che fa il giro porta e serve un disco invitante al compagno di linea Stefano Marchetti la cui conclusione, non trova il bersaglio. Al 30:17 un bastone alto di Mirko Dumic colpisce al volto Ginetti. L’Asiaghese perde sangue dal naso e la conseguente penalità è doppia (2+2). I quattro minuti non sono sfruttati dai veneti nel modo opportuno, anzi, dopo centoventi secondi, gli ospiti, nello spazio di poco tempo, si beccano due penalità, con Magnabosco e McParland. Gli episodi, annullano la superiorità numerica sul ghiaccio e costringono la formazione di Mattila a difendersi con l’uomo in meno. Il goal del pareggio arriva, infatti, proprio durante questo power play; Mirko Dumic serve sulla linea rossa il compagno di linea Jaka Sodja, questi tona un po’ indietro e, con un rovescio infila il puck sotto la traversa, a filo del secondo palo, (quello di sinistra della gabbia di Vallini). Il goal esalta gli sloveni che ad un minuto dalla sirena, dopo una conclusione di Macparland (36:18), trovano anche il vantaggio. La rete la sigla Jaka Sturm che fa il giro gabbia ed infila l’angolino alto sul secondo palo, facendo una sorta di fotocopia del goal precedente, dalla posizione opposta.
Il terzo drittel inizia con un tiro di (40:47) di Saso Rajsar stoppato dal corpo di Lorenzo Casetti. Lo stesso difensore (41:33) impegna poi Zan Us nel successivo ribaltamento di fronte. Al 43:09 i veneti pareggiano: il merito del goal va tutto ad Alexander Gellert che spara un tiro da posizione molto defilata (accanto alla balaustra) ed infila il puck sotto la traversa. Passano 29 secondi e l’Asiago cala il poker. La rete è di Josè Magnabosco, lasciato colpevolmente solo, ma furbo e lesto a tirare, da posizione centrale. Il disco passa tra i gambali di Us che non ci pare irreprensibile nemmeno in questa occasione. Gli sloveni prima subiscono il colpo poi, dal 45° di gioco in avanti, infilano una serie di tiri verso la gabbia di Vallini che si erge a vero e proprio protagonista del match. Sul mio taccuino ho segnato prima le conclusioni di Sousek (47:58) e Tomasevic (48:02); poi, al 48:58, Patrick Rajsar serve Svetina nello slot, ma sua conclusione va fuori. 51:01 Masic infilatosi nello slot, tira sulla figura di Vallini. Al 52:31 e 53:01 prima Urkalo poi Saso Rajsar cercano invano il colpo vincente. A 7:10 dalla sirena il match si tinge di giallo e gli arbitri debbono consultare la prova televisiva per decidere sull’esito dell’azione offensiva slovena. Zan Jezovsek, tira, da distanza ravvicinata, Vallini respinge. Lo stesso portiere e Gellert, sullo slancio, finiscono in fondo al sacco, il rebound è ripreso da Tomasevic la cui conclusione a parere dei giudici, non varca la linea di porta. Gli sloveni insistono ed un tiro di Stojan (55:01) è parato da Vallini col guantone. Al 55:29 e 55:39 per due volte di fila Andrej Hebar saggia i riflessi dello stesso portiere asiaghese. A 2:44 Michele Marchetti si becca una penalità per bastone alto. Ma lo Jesenice da l’impressione di aver finito il carburante e l’unico tiro dei centoventi secondi seguenti è quello di MacParland (58:00). A 70 secondi dalla sirena Coach Mitja Sivic, toglie Zan Us per cercare, in 6 vs 4, di pareggiare i conti. L’Asiago regge l’urto e, anzi, proprio con Michele Marchetti, appena rientrato dal pancone dei puniti, segna, a 34 secondi dalla sirena, il goal che fa sognare lui, i suoi compagni di squadra e tutta la tifoseria vicentina.
Martedì, 13.04.2021, ore 20:30: Dvorana Podmežakla Jesenice
HDD SIJ Acroni Jesenice – Migross Supermercati Asiago Hockey 3 – 5 (1-2, 2-0, 0-3)
Arbitri: GROZNIK, LESNIAK, Giudici di linea: Bergant, Miklic.
Scontri diretti assoluti in Alps: JES – ASH 12:14 – Tiri in Porta: 9 : 14/ 15 : 7 / 18 : 8 = 42 : 29.
MARCATORI: 4:40 0:1 ASH Alex Frei (Alexander Gellert – Daniel Mantenuto); 07:37 0:2 ASH Davide Dal sasso (Alex Frei); 14:44 1:2 JES Mirko Dumic (Andrej Hebar – Patrick Rajsar); 34:42 2:2 PP1 JES Jaka Sodja (Mirko Dumic); 38:50 3:2 JES Jaka Sturm (Erik Svetina – Saso Rajsar); 43:09 3:3 ASH Alexander Gellert (Simone Olivero – Stefano Marchetti); 43:39 3:4 ASH Josè Magnabosco (Steven McParland – Marco Rosa); 59:26 3:5 EN ASH Michele Marchetti (Steven McParland – Lorenzo Casetti).

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