Mastini Varese: Edoardo Raimondi ritorna alle origini

Un altro giocatore del Milano Rossoblu lascia il capoluogo lombardo per trasferirsi ai Mastini Varese: Edoardo Raimondi segue le orme di Andrea Vanetti e sarà il quindicesimo uomo dell’attacco giallonero; un opzione in più per coach John Cacciatore che gli consente di disegnare maggiori varianti tra le linee.

Nella scorsa stagione il trentunenne a Milano si è dimostrato giocatore duttile, aiutando il reparto difensivo quando necessario, grazie anche al fisico strutturato (180 cm per 80 kg.), mentre in attacco ha dimostrato di saper creare gioco che l’hanno portato a realizzare 13 punti (5 goal e 8 assist) 28 partite di IHL e 2 goal in 3 gare di Coppa Italia.

A Varese Raimondi ritroverà Mauro Grisi, compagno di squadra di lungo corso a Chiasso; l’esperienza elvetica l’ha plasmato sviluppando capacità realizzative che gli hanno consentito di inanellare statistiche rilevanti.

“Per me è un po’ come il primo giorno di scuola, con l’entusiasmo per una nuova avventura – afferma l’attaccante –. Sono ritornato a Varese, città nella quale ho giocato fino a 12 anni e quindi conosco già alcuni giocatori. Ho visto gran voglia di ricostruire qualcosa di importante e spero di riuscire a portare la mia esperienza, non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto sotto l’aspetto della disciplina, della mentalità e della dedizione al lavoro durante la settimana. La mentalità e l’atteggiamento devono essere sempre quelli più giusti per prepararsi con umiltà a disputare la partita del fine settimana. Mi sento un giocatore disciplinato sul ghiaccio – prosegue –, specialmente sotto l’aspetto tattico. Nasco ala pura, ma se il coach mi chiede di svolgere un altro genere di lavoro lo faccio e mi metto a disposizione della squadra, perché penso che questa venga prima di tutto e di tutti. Ho una buona pattinata e mi piace molto lavorare per i compagni, poi non importa se a finalizzare sia io oppure altri. Questo dipenderà dalla composizione delle linee, dalla disposizione della squadra e da ciò che mi verrà richiesto. Sono quindi a disposizione dell’allenatore Cacciatore, che tra le altre cose ho avuto modo di conoscere e l’ho visto molto preparato. Le parole poi contano poco. Sta a noi giocatori parlare sul ghiaccio con i fatti, ma serve un po’ di pazienza, soprattutto all’inizio”.

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