Ambrì dirompente, Lugano da registrare

Chi ha ancora negli occhi l’Ambrì formato 2016/17 deve cancellare presto quell’immagine, perché Cereda, nel corso dell’estate, ha trasformato quella squadra arrendevole in una formazione difensivamente granitica con un super Conz tra i pali, arricchita di un cinismo utilizzato con spregiudicatezza. Con questa tattica i biancoblù hanno espugnato una Resega sold out nella prima giornata di National League. Il Lugano, dal canto suo, deve fare ammenda su un attacco sterile e dalla mira annebbiata.

I padroni di casa, subito aggressivi, tentano la prima conclusione della partita con Lajunen; l’Ambrì, prese le misure agli avversari, lascia pochi spazi di manovra agli avversari che, seppur spesso in zona d’attacco trovano la via del goal ostruita da una selva di gambe. Il primo intervento Conz lo deve effettuare sul diagonale di Lapierre respinto il disco con il gambale, seguito poco dopo da Vauclair, il quale aggirata la gabbia non inganna l’estremo difensore leventinese. Dalla parte opposta il collega bianconero è chiamato a neutralizzare un’innocua palombella di Monnet al 7.39. Nonostante il continuo forechecking il primo giocatore ad essere penalizzato è Klasen per sgambetto: superiorità sprecata malamente dall’Ambrì, mai al tiro. Una carica di Bianchi alla balaustra della panchina ospite su Ulmer scalda gli animi. Ottenuta la superiorità, il Lugano non sfonda sancendo la robustezza del boxplay, questa volta sopracenerino. Al primo affondo la formazione di Cereda trova il vantaggio con D’Agostini, finalizzatore del taglio orizzontale di Zgraggen. Nel finale il Lugano ha a disposizione un nuovo power play, Sannitz, da buona posizione non centra il varco tra palo e portiere. Il primo tempo si chiude contraddistinto da una notevole circolazione del disco e pochi tiri nello specchio delle gabbie da ambo le parti.

Nel secondo tempo il Lugano torna a spingere abbozzando una reazione, tuttavia il leit motiv della gara non cambia fino al pareggio in superiorità di Hofmann al termine di uno scambio con Lapierre e Fazzini. Nei minuti successivi i leventinesi recriminano per una traversa colpita da Müller. I biancoblù giocano senza timore reverenziale: Berthon e Plastino, messi in condizione di uno contro zero, sprecano malamente. Nel finale la gara s’infiamma con continui capovolgimenti di fronte e il palo colpito da Romanenghi, seguiti dall’occasionissima di Bürgler, sprecata a tu per tu con Conz. Se l’Ambrì macina penalità, i bianconeri mostrano un power play tutt’altro che rodato, ma i leventinesi  sanno essere cinici e ad 1’40” dal secondo riposo tornano in vantaggio con Emmerton lesto a sorprendere Merzlikins sul taglio di Berthon.

Alla ripresa del terzo tempo il Lugano deve rifare tutto, se nonché Jelovac, con il suo diagonale, prova a complicare i piani di rimonta dei padroni di casa che faticano ad imporsi sia nel gioco che in fase conclusiva. Vanificata l’ennesima situazione di uomo in più, la loro rincorsa risulta ancora più irta al terzo goal realizzato da Emmerton che infila il disco da posizione defilata nell’unico spiraglio possibile. Il Lugano subisce il colpo rischiando di capitolare nuovamente, Lajunen e Klasen si caricano la squadra sulle spalle e con un rapido scambio la mantengono sulla linea di galleggiamento. I bianconeri, ringalluzziti, prendono nuovamente d’assalto la gabbia di Conz, ma il goal, a porta vuota, lo firma D’Agostini. L’ultimo sussulto della partita è di Walker, in mischia, a 14” dalla sirena. Troppo tardi per aspirare al desiderato pareggio.

Lugano – Ambrì Piotta 3-4 (0-1; 1-1; 2-2)
Lugano: Elvis Merzlikins (Daniel Manzato); Philippe Furrer – Bobby Sanguinetti – Julien Vauclair – Stefan Ulmer – Massimo Ronchetti – Alessandro Chiesa – Sébastien Reuille – Thomas Wellinger; Linus Klasen – Maxim Lapierre – Luca Fazzini – Gregory Hofmann – Jani Lajunen – Dario Bürgler – Giovanni Morini – Raffaele Sannitz – Julian Walker – Alessio Bertaggia – Luca Cunti – Matteo Romanenghi. Coach: Greg Ireland
Ambrì Piotta: Benjamin Conz (Sascha Rochow); Jesse Zgraggen – Nick Plastino – Christian Pinana – Michael Fora – Marc Gautschi – Igor Jelovac – Franco Collenberg – Patrick Incir; Dominic Zwerger – Cory Emmerton – Matt d’Agostini – Thibaut Monnet – Jeff Taffe – Noele Trisconi – Adrien Lauper – Marco Müller – Lukas Lhotak – Elias Bianchi – Diego Kostner – Eliot Berthon. Coach: Luca Cereda
Arbitri: Ken Mollard e Marcus Winnerborg Linesmen: Roman Kaderli e Balazs Kovacs
Penalità: Lugano 4 (4/0/0) – Ambrì Piotta 14 (6/6/2)
Tiri: Lugano 30 (8/11/11) – Ambrì Piotta 29 (6/11/12)
Marcatori: (0-1) 15.58 Matt D’Agostini (Jesse Zgraggen – Nick Plastino); (1-1) 24.43 Gregory Hofmann (Raffaele Sannitz – Maxim Lapierre) PP; (1-2) 38.20 Cory Emmerton (Eliot Berthon – Matt D’Agostini); (1-3) 50.57 Cory Emmerton (Dominic Zwerger – Matt d’Agostini); (2-3) 54.27 Linus Klasen (Jani Lajunen); (2-4) 59.04 Matt D’Agostini ENG; (3-4) 59.45 Julian Walker (Gregory Hofmann – Luca Cunti)
Spettatori: 7.200
MVP: Gregory Hofmann (Lugano) e Marco Müller (Ambrì Piotta)

 

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