LNA FG4: Berna sul 3-1 nella serie

(da hclugano.ch) – Lo stato d’animo è il medesimo di quello provato dopo gara 3 alla Resega.

Anzi, ancora più nero. Da tre partite consecutive il Berna s’impone con un gol di scarto, due volte al supplementare. E lo fa, esibendo un hockey di qualità. Da tre partite consecutive però decisioni o non decisioni arbitrali prese o non prese sul ghiaccio, ispirano e spianano la strada alla vittoria degli Orsi.

Partiamo da gara 2. La carica da tergo con tanto di taglio al volto di Beat Gerber su Hofmann al 53.11 viene sanzionata come un’ostruzione con due soli minuti di penalità. Scaduta da pochi secondi la penalità minore del difensore bernese, Rüfenacht trova il pertugio buono per decidere la sfida.

Gara 3. A pochi minuti dalla terza sirena, una bastonata sulla mano impedisce a Brunner, lanciato a tu per tu con Stepanek, di finalizzare l’azione. Rigore evidente. Nulla di nulla. Il gioco prosegue e all’overtime Scherwey ammutolisce la Resega.

Ieri sera alla Postfinance Arena. Al 63esimo Bodenmann colpisce Brunner al volto sotto lo sguardo di un arbitro. Il numero 98 bianconero cade, cozza duramente con la testa contro la balaustra a fondo pista e per qualche istante resta sul ghiaccio svenuto. Anche in questo caso nessuna decisione da parte dei direttori di gara. Al 75.10 viene punito Hofmann per bastone alto. Il giocatore bernese sanguina e la sanzione decretata è di quattro minuti. Immediatamente la mente corre all’episodio descritto in gara 2. Dove sta la parità di trattamento? Sullo slancio i padroni di casa siglano in powerplay il gol della vittoria grazie a Conacher.

Episodi decisivi insomma. O chiamiamoli episodi sfortunati.

Ad Hirschi e compagni resta ora una sola cosa da fare. Crederci fino in fondo. Ed essere consapevoli che una cavalcata straordinaria come quella che dall’ultimo posto in classifica ad ottobre ha portato alla conquista della finale ad aprile non merita di chiudersi in malo modo. La squadra e lo staff hanno dimostrato cuore, fame, orgoglio e attributi. Ed è il momento di continuare a farlo. Per essere più forti delle malefatte degli arbitri.

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