Gli avversari dell’Asiago: Herning Blue Fox

La Continental Cup è diventata una vera e propria ossessione ad Herning, in casa dei Blue Fox. Club fondato nel 1947 e professionalizzatosi, un po’ come tutti i clubs danesi, alla fine degli anni ’90, i gialloblu si sono imposti come una delle forze dominanti dell’hockey danese solamente negli ultimi anni, ma se gli appassionati fans, che certamente non mancheranno ad Asiago, hanno dovuto aspettare un po’ per festeggiare campionati e coppe, in compenso sono state pochissime le volte negli ultimi anni in cui non hanno visto un trofeo dalle parti della Kvik Arena: 13 dei 16 titoli danesi sono arrivati negli ultimi 20 anni, conditi da 7 coppe nazionali, l’ultima conquistata l’anno scorso che ha dato diritto alla partecipazione in Continental. Dal 1991 solamente in quattro occasioni – 1999, 2004,  2006  e 2013 – i Blue Fox non hanno finito la stagione nelle prime quattro posizioni. Autentico Re Mida del club è stato Todd Bjorkstrand, americano arrivato come uno dei primi stranieri nel club nel 1998 dai Fort Wayne Komets e diventato da allora il simbolo in tutto e per tutto dei Blue Fox: 550 partite con 627 goals e 572 assists in 14 anni in Danimarca, con 7 titoli e 3 coppe nazionali, farcite da 5 titoli di top scorer e tre di giocatore dell’anno. Appesi i pattini al chiodo nel 2002 e passato direttamente dal ghiaccio al pancone, Bjorkstrand non ha perso l’abitudine alla vittoria: 6 campionati e due coppe come coach prima di lasciare Herning alla fine della stagione scorsa per mettersi alla prova fuori dalla propria zona di conforto in EBEL ai Graz 99ers. Una stagione e spiccioli come coach e Sports Director, prima di essere esonerato lo scorso ottobre. Bjorkstrand ha lanciato nell’hockey che conta anche i due figli Oliver – oggi agli Lake Erie Monsters in AHL – e Patrick, dalla stagione passata punto di forza del Medvescak Zagreb, ma entrambi cresciuti sul ghiaccio della Kvik Arena. La scomoda eredità di un mostro sacro come Bjorkstrand è passato la stagione scorsa allo svedese Linus Fagemo, a cui non è bastata la coppa nazionale vinta e l’essere stato uno dei Bjorkstrand boys in passato per conservare il posto, passato quest’anno alla vecchia conoscenza dei tifosi dell’Asiago Mario “Bomber” Simioni, tornato ad allenare in Danimarca dopo la non fortunata parentesi a Bolzano. Con Odense e soprattutto SønderjyskE Simioni si è costruito una solida fama nel paese, ma sa benissimo di essere seduto su una delle panchine più esigenti che esistano in Metal Ligan e soprattutto che il club, con due posti a disposizione, pretende la qualificazione alle Superfinals come obiettivo stagionale, anche perchè il deludente attuale 7mo posto in campionato mette già in dubbio la permanenza del coach. “Andiamo in Italia per vincere o comunque per andare alle finali – dice Simioni – se riuscissimo a qualificarci faremmo la storia del club e per me sarebbe un onore”. Un onore o un onere per il simpatico Mario?

La squadra

Squadra giovane, con un’età media del roster di 24 anni, nei Blue Fox le star indiscusse sono però degli ultra-trentenni: il canadese Jerred Smithson, 36 anni e 606 partite in NHL, giunto quest’anno in Danimarca dopo un anno di pausa, il capitano e nazionale Daniel Nielsen, il finlandese con passaporto americano Tomas Sinisalo ed il portiere slovacco, ma ormai in Danimarca da oltre un decennio Lubos Pisar. Tra i giovani interessanti cresce bene il nazionale Under 18 Kristoffer Søgaard Jensen, il centro 21enne Kristoffer Lauridsen, forgiato nella Superelit svedese a Malmo ed il coetaneo Sebastian Andersen, figlio di quel Ernst Andersen, un’altra legenda dell’hockey ad Herning, con una carriera infinita nei gialloblu, attuale preparatore dei portieri della nazionale U20.