Gregor Lanziner, parola di goon: “La squadra è una famiglia, e la famiglia va protetta”

E’ l’ultimo arrivato, ma sul ghiaccio si è già fatto notare. Con una rete (il terzo gol nel 5-3 contro il Val Venosta) e già 10 minuti di penalty-in-minutes, Gregor Lanziner ha mostrato al popolo rossoblù tutto il suo carisma e il desiderio di farsi valere come goon della squadra, ruolo che due anni fa era appartenuto a Devin DiDiomete.

Dopo le tue prime quattro partite, un commento su questo Milano.

Quest’anno siamo una squadra giovane, abbiamo il tempo di crescere e dobbiamo concentrarci bene per dare il massimo e giocare come contro il Merano. Qui a Milano è una bella esperienza, conosco già alcuni giocatori con cui avevo giocato in Nazionale, Piroso e Lancsar, gli altri li ho conosciuti adesso e c’è un bel gruppo, anche con il coach va tutto bene.

Lanziner Gregor milanoIl tuo stile di gioco: sei sempre pronto a mettere le mani e difendere i compagni con aggressività…

Si cerca di dare il massimo e bisogna essere pronti in qualsiasi occasione. Non penso di difendere nessuno ma se c’è da litigare io sono l’ultimo che si tira indietro.

Quindi nella squadra vuoi avere il ruolo del goon?

Sì certo, anche perché grazie a mia mamma e mio padre ho preso la statura e il fisico, e così sono diventato un po’ il goon italiano che giocava in America. E poi lo faccio perchè la squadra per me è la famiglia, questo in ogni squadra in cui ho giocato, e la famiglia la proteggi, non va toccata.

E’ ancora presto per dirlo, ma secondo te dove può arrivare questo Milano?

Con un po’ di impegno, di duro allenamento e di tattiche del coach potremo fare bene e sicuramente puntare anche ai playoff, comunque c’è molto talento nella squadra.

E le tue impressioni su questa serie B?

E’ un campionato non male, ci sono un paio di team che sono forti, non è una lega con molto fisico e sicuramente è diverso dall’America, dove ogni partita c’era un “fight”

Con uno scontro in ogni partita, in due stagioni sei stato il giocatore più penalizzato…

Sì sì, ero quello che faceva a botte, giocavo anche in power-play e magari a volte il coach mi faceva entrare per fare a botte, lì è come un ruolo, qui questa cosa non esiste.

Lanziner Gregor hcmiQuanto ti è servita l’esperienza americana?

Sono stato lì tre anni, due a Boston (al Cape Cod Islanders, ndr) ed uno a Minneapolis (all’Alexandria Blizzard, ndr). Questi tre anni mi hanno fatto maturare tanto, lì è più fisico, impari a giocare più strong, le dai e le prendi. Lì dicono step up, ed è il ruolo di un leader che se qualcuno ha problemi interviene e chiede se vuoi fare rissa perché è pronto, se no niente rissa e levati [mi dice sorridendo]. Rispetto all’Italia ci sono tre principali differenze: velocità, aggressività e stickhandling. Ma anche in Finlandia (dove ha fatto un try-out estivo, ndr), sono davvero veloci, molto veloci, la Finlandia è la squadra più veloce del mondiale, a parte i canadesi e i vari McDavid, quelli sono incredibili! Pensa che McDavid è più bravo di Crosby quando aveva la sua età.

In che cosa pensi di poter migliorare?

Beh c’è sempre da migliorare, anche quelli della NHL hanno sempre da migliorare qualcosa, l’importante è riuscire a leggere il gioco ed impostarlo bene come leader della terza linea, adesso sto giocando con Marini in terza linea.

Al tuo primo gol in rossoblù hai baciato la maglia o qualcosa di simile…

Sì, ho preso la mia maglia dal petto per far vedere che io sono con i tifosi, sono con il Milano e mi piace indossare la maglia del Milano. Milano ha una storia enorme, ha i tifosi più importanti d’Italia, è la curva più bella di tutta l’Italia. Se il Milano ritorna in A mi piacerebbe continuare a giocare per il Milano.

Sarai squalificato per la rissa con Ingemar Gruber: ma cosa è successo?

La rissa fa parte dell’hockey, fa parte del gioco ed è lo show. Però quando è finita la partita, sportivamente ci si dà la mano e si inizia già a pensare alla prossima partita.

Nel prossimo match contro il Chiavenna (in programma venerdì 30/10 all’Agorà) Gregor Lanziner sarà in tribuna osservando il turno di squalifica imposto sia a lui che a Gruber, ma per la causa del Milano il numero 33 è pronto a mettere tutto il suo impegno, e le sue mani. D’altronde l’ha detto lui stesso,

“la squadra è una famiglia, e la famiglia va protetta”.

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