NHL: anche Simon Gagné dice basta

Un’altro pezzo da 90 della NHL appende i pattini al chiodo: infatti in questo 2015 oltre a Martin St.Louis, attaccante nell ultime 2 stagione in forza ai New York Rangers (ma in precedenza colonna portante dei Bolts) e Rich Peverley, ex-Bruins che è passato dal ghiaccio agli uffici dei Dallas Stars dopo il collasso in panchina durante il match del 10 marzo 2014 contro i Columbus Blue Jackets, a dire basta è Simon Gagné. Per il giocatore quebecois, vincitore della Stanley Cup del 2012 con i Kings, la decisione di dire basta arriva dopo 14 stagioni (822 presenze in regular season e 109 ai playoff) tra i Pro nordamericani, divise tra Philadelphia (691), squadra che lo aveva draftato nel 1998 come 22esima scelta assoluta, Tampa (63), Los Angeles (45) e Boston (23) con cui ha chiuso la carriera nella stagione andata in archivio nel giugno scorso. I tifosi dei Flyers ricorderanno a lungo Gagné per il suo apporto nella conquista, da parte del team della “città dell’amore fraterno”, delle Stanley Cup Finals del 2010 (poi perse 4-2 contro i Chicago Blackhawks con il famoso goal di Patrick Kane all’ overtime di gara6) in cui tornato da un’infortunio in gara4 delle Eastern Conference Semifinals, con Boston avanti 3-0 nella serie, prima realizza l’overtime goal che permette ai Flyers di prolungare la serie almeno a gara5 e poi realizza la rete decisiva nel terzo periodo di gara7 (i Bruins erano avanti 3-0 dopo la prima sirena). Gagnè è stato anche una delle colonne del Team Canada con il quale ha vinto la medaglia d’oro a Sault Lake City 2002 nella Olimpiade passata alla storia per il Lucky Loonie (la moneta da un dollaro canadese “sotterrata” a centroghiaccio che si dice abbia portato fortuna al Team Canada, vincitore in quella edizione dei giochi di entrambe le medaglie d’oro, maschile e femminile). Il giocatore di Sainte-Foy ha sfiorato il Triple Gold Club senza entrarvi con la medaglia d’argento conquistata ai mondiali austriaci del 2005.

Commentando la sua decisione Gagné ha detto che ora darà una mano alla moglie con i tre figli ma gli piacerebbe in futuro tornare nel mondo dell’ hocckey come commentatore o magari chissà.