1a Divisione Gr. A: Andreas Bernard, Mair e Teofoli nel dopo Italia-Kazakistan

di Tony Puma e Miki Faella

(Cracovia) – Su Andreas Bernard erano riposte le speranze di avere portiere capace di fare le veci dei suoi predecessori. Le prestazioni sfornate in questo Mondiale ne hanno dato conferma, tanto da convincere coach Mair a sceglierlo tra gli MVP della squadra.

Una partita risolta da due contropiedi e un rigore.

E’ la prima volta che vedo una squadra vincere senza far niente; noi, invece, abbiamo fatto troppi errori e abbiamo concesso contropiedi e così abbiamo perso.

E’ soltanto dovuto all’inesperienza di una squadra giovane?

Non abbiamo la loro esperienza e con essa i kazaki hanno realizzato i goal. Loro hanno aspettato che noi facessimo degli errori. Secondo me i giovani crescono quando commettono errori, penso che il prossimo Mondiale andrà bene.

Da questa esperienza l’Italia esce fuori con uno dei penalty killing migliori.

Penso che in passato abbiamo fatto bene col penalty killing. Le prime due partite abbiamo giocato molto bene, poi con l’Ungheria, nel primo tempo, siamo “rimasti” mentalmente negli spogliatoi. Secondo me con i giovani abbiamo disputato un bel Mondiale.

Come giudichi il tuo Mondiale?

Era il primo da titolare. Sono soddisfatto di come ho giocato, poteva andare anche meglio ma va bene così..

Della tua esperienza in Finlandia cosa puoi dirci?

Il Campionato è bello, sono dei professionisti; sto cercando di rimanere lì. Settimana prossima saprò se giocherò ancora lì e ne saprò di più sul nuovo contratto.

 

2015_04_25 italia kaz 004 mairAl termine di Italia-Kazakistan, coach Mair analizza la gara partendo dal goal dell’1-0 incassato durante il primo tempo in cui il Blue Team è parso ombroso, ma che ha saputo cambiare marcia dal secondo periodo, nonostante gli asiatici abbiano tagliato loro le gambe con il rigore del definitivo 0-3.

Non ci voleva quel cambio in difesa sul primo goal, siamo rimasti con un solo terzino e c’hanno puniti. Nel secondo tempo abbiamo avuto tante occasioni, anche nello slot. E’ lo specchio di questo torneo: se si analizza ogni singola partita, tralasciando gli ultimi dieci minuti col Giappone, caratterizzati da due errori individuali, e i primi dieci minuti con l’Ungheria, abbiamo giocato alla pari con tutti. Abbiamo dominato le prime due partite, poi è subentrata un po’ di stanchezza mentale: in passato c’erano molti oriundi che portavano avanti la squadra togliendo parecchia responsabilità ai nostri, ora non possiamo pensare che, da un momento all’altro, possa essere tutto perfetto per i tanti ragazzi che per la prima volta hanno giocato cinque partite in sette giorni.

Una Nazionale che, ad ogni modo, dimostrato di avere un ottimo penalty killing.

Considerato come ha giocato la squadra e come è stata disciplinata in pista, posso affermare che si sono comportati molto bene. La mancanza di uno sniper sottoporta è dovuto al fatto che per anni i ruoli principali, in campionato, sono stati coperti da italo o stranieri. Adesso paghiamo il prezzo di queste scelte. Volevamo portare Bentivoglio e Scandella, ma per motivi personali non sono potuti venire; con uno o due innesti in più la squadra avrebbe ottenuto almeno un risultato positivo in più.

Prima di pensare da dove dovrà ripartire la Nazionale nell’immediato futuro, è necessario, a dischi fermi, analizzare quanto costruito in questa stagione.

Adesso dobbiamo rimanere coi piedi per terra. Ho accettato di proposito questo incarico solo per un anno, perché dobbiamo essere convinti di quello che facciamo, dobbiamo tenere ampia la rosa dei giovani. Ricordo che sono rimasti a casa Simon Kostner ed Enrico Miglioranzi, abbiamo giovani interessanti come Lambacher ed alcuni elementi dell’Under 20. La nostra volontà è quella di ampliare il nostro gruppo a 30-35 giocatori dando loro la possibilità di avere delle esperienze a livello internazionale con delle amichevoli importanti. Solo così possono crescere e questo non succede da un momento all’altro.
Dopo questo torneo tutti verranno analizzati: giocatori, lo staff di supporto e l’allenatore che è colui che è responsabile del risultato.  Io mi assumo la piena responsabilità di questo risultato, sono contento di come si sono comportati i ragazzi. Ho parlato con altri allenatori e sono al corrente dei problemi che hanno altre nazionali: la Germania è stata retrocessa con gli Under 20, con gli Under 18 e la femminile. Questo significa che non siamo gli unici che devono lavorare sulla base. Non giudico i ragazzi dal risultato, ma da come si sono battuti partita dopo partita, dal ruolo che gli ho affidato e se è riuscito a coprirlo o meno. Diamo tempo, mettere ora tutto in discussione non servirebbe a nulla, non facciamo processi.
Per come si sono battuti, i ragazzi meritavano una medaglia di bronzo.

2014_06_27 teofoliTommaso Teofoli, a fine torneo, traccia il bilancio del primo Mondiale di Prima Divisione da Responsabile Hockey della FISG:

Questo risultato è un punto di partenza e non è uno di arrivo. Bisogna ringraziare i ragazzi e lo staff per quello che hanno fatto dimostrando altissima professionalità mettendoci l’anima: basta vedere come hanno giocato, i tiri che hanno effettuato in ogni partita. Non abbiamo segnato, non siamo riusciti a concretizzare maggiormente, tuttavia per questo ci vuole tempo; i ragazzi devono imparare, ma lo sapevamo, come sapevamo che è un progetto duro, difficile. Siamo consci che è un progetto che dura quattro anni e che dobbiamo arrivarci. Non siamo distanti, assolutamente. E’ chiaro che questo genere di tornei sono diversi dai campionati, diversi dai playoff: devi avere più freddezza, una mentalità diversa; la Federazione farà di tutto per far sì che i ragazzi possano avere di più di quello che hanno adesso. Comunque la base di partenza è ottima e questo bisogna dirlo, perché questa è la verità. Non partiamo da un gap enorme, ci sono nazioni che sono partite molto più in basso di noi. Mi complimento con tutto lo staff tecnico che li ha messi in condizione di lavorare bene e sono positivo per il futuro. Io ed il Presidente Gios, che mi ha chiamato, è positivo per il futuro.

A proposito di futuro, a febbraio si disputerà uno dei turni preliminari di qualificazione alle Olimpiadi 2018.

Ricordiamoci che noi abbiamo creato il progetto 2022, ed è quello il nostro obiettivo: tutti gli passi che dobbiamo fare prima, servono a raggiungerlo; anche l’esperienza di arrivare alle Olimpiadi sono esperienze importanti, quindi va bene il torneo di febbraio e settembre 2016, vanno bene le amichevoli che contribuiranno a far crescere a livello internazionale.