Il Lugano nelle Top 4

Serviva un successo al Lugano per non perdere il treno delle Top 4; contro il Davos i ragazzi d Fischer centrano l’obiettivo vincendo 4-2 lo scontro diretto, vittoria che permette loro di superarli in classifica. La formazione capitanata da Ambühl incassa la quarta sconfitta consecutiva confermando il periodo di crisi che li ha colpiti nel momento clou della stagione.

L’alta posta in palio dà vita ad una gara intensa sin dalle prime battute, il Davos cinge d‘assedio la zona neutra senza consentire al Lugano di oltrepassare la blu d’attacco, la tattica iniziale porta Hofmann alla prima conclusione della partita maturata da un’iniziativa personale a cui si oppone Manzato. Il Lugano rende inefficace la strategia di Del Curto sfondando le linee avversarie con il tiro dalla blu di Vauclair bloccato da Gennoni; è la scintilla che accende il quintetto di movimento sottocenerino costantemente presente in attacco e pericoloso, soprattutto, con lo scambio Steinmann-Chiesa il cui esito non trova la via del goal. Qualche minuto più tardi non ha migliore fortuna Kienzle. Il breakaway grigionese si materializza sulla stecca di Kindschi, Manzato, attento, sventa senza particolari problemi. La prima penalità della partita è a carico del gialloblù Marc Wieser, il Lugano, seppur con qualche errore in fase d’impostazione mette Simek in condizione di segnare davanti allo slot, Genoni neutralizza bloccando il disco; la formazione ospite sorprende i bianconeri con il contropiede di Dino Wieser, il cui fendente non inquadra lo specchio della porta. Al 15.33, da un pasticcio difensivo bianconero, nasce il vantaggio del Davos: Hirschi litiga con il disco, Jörg lo sfila al difensore mirando, e bucando, il five hole di Manzato. Goal convalidato dopo il ricorso degli arbitri alle immagini televisive, su richiesta dei locali che lamentano che il puck non abbia superato la linea di porta.

L’avvio del secondo tempo è al fulmicotone: al 3’ Klasen lavora il disco in zona neutra, il passaggio per Brunner permette all’ex NHL di bucare la gabbia di Genoni con un diagonale imprendibile; neanche il tempo di gioire e il Davos si riporta in vantaggio con una penetrazione per vie centrali di Simion, il quale cede il disco a Jörg per il nuovo vantaggio. I grigionesi si dimostrano formazione cinica, pronta a sfruttare ogni errore avversario; dopo una discussa penalità inflitta a Klasen, il Davos ha la possibilità di cercare il raddoppio con l’uomo in più, vanificato da un cambio errato della panchina gialloblù; in quattro contro quattro i sottocenerini pareggiano con Chiesa al termine di uno scambio con Brunner. Nei minuti successivi Genoni è chiamato a mettere in mostra le proprie doti annullando lo slap, a botta sicura, di Brunner; il Lugano vive un buon momento esaltato anche da un cinque contro tre, tuttavia i bianconeri, sprecata la doppia superiorità, trovano il vantaggio con il fendente, dall’area d’ingaggio di destra, di McLean in power play semplice. Con l’intento di dar respiro ai propri giocatori e spezzare il ritmo avversario, coach Del Curto chiama il timeout. La mossa argina gli attacchi bianconeri, inoltre i grigionesi vanno vicini al pareggio con Simion, tuttavia Manzato mette la pinza sulla traiettoria del disco sventando il pericolo.

Il Lugano apre il terzo tempo in superiorità, la carica con il bastone di Du Bois costa ai grigionesi il quarto goal realizzato, sul rebound di Genoni, da Simek. Con il doppio vantaggio in cassaforte, i bianconeri possono controllare il gioco agevolmente, mentre il Davos tenta un’accelerazione a metà periodo, seguita da un incursione di Simion interrotta da Manzato. La retroguardia di casa non dorme sonni tranquilli e deve fare i conti anche con il diagonale da posizione defilata di Kindschi terminata sul palo esterno, il disco è ripreso da Jörg la cui conclusione attraversa tutto lo slot lambendo il palo alla sinistra dell’estremo difensore luganino. Col trascorrere dei minuti i gialloblù premono con maggiore insistenza, Koistinen e Dino Wieser impegnano Manzato da ogni posizione. I canonici 2’ comminati a Forster tagliano le gambe agli ospiti, il Lugano potrebbe chiudere la partita con Pettersson, se il palo non si fosse frapposto tra lui e il goal. A 15” dalla fine, il diagonale di Ambühl, bloccato da Manzato, chiude una partita largamente dominata dal Lugano.

Raggiunto il quarto posto, i ragazzi di Fischer non dovranno distrarsi nel turno di sabato contro il Rapperswil, ultimo in classifica.  Nel mirino, ora, c’è il terzo posto occupato dallo Zugo, senza dimenticare che il Davos rimane alle calcagna ad un punto.

Lugano – Davos 4-2 (0-1; 3-1; 1-0)
Lugano: Daniel Manzato (Elvis Merzlikins); Julien Vauclair – Stefan ulmer – Steve Hirschi – Calle Andersson – Lorenz Kienzle – Alessandro Chiesa – Riccardo Sartori – Diego Kostner; Linus Klasen – Tommi Paakkolanvaara – Fredrik Pettersson – Juraj Simek – Brett McLean – Damien Brunner – Alessio Bertaggia – Janick Steinmann – Julian Walker – Sebastian Reuille – Raffaele Sannitz – Luca Fazzini. Coach: Patrick Fischer
Davos: Leonardo Genoni (Vincent Sauter); Felicien Du Bois – Simon Kindschi – Beat Forster – Fabian Heldner – Ville Koistinen – Samuel Guerra – Claude Paschoud – Noah Schneeberger; Dino Wieser – Andres Ambühl – Marc Wieser – Marcus Paulsson – Samuel Walser – Gregory Hofmann – Tino Kessler – Enzo Corvi – Gregory Sciaroni – Mauro Jörg – Marc Aeschlimann – Dario Simion. Coach: Arno Del Curto
Arbitri: Danny Kurmann e Tobias Wehrli Linesmen: Franco Espinoza e Roman Kaderli
Penalità: Lugano 6 (0/2/4) – Davos 12 (2/6/4)
Tiri: Lugano 26 (11/11/4) – Davos 31 (10/10/11)
Marcatori: (0-1) 15.33 Mauro Jörg (Dario Simion – Gregory Hofmann); (1-1) 22.04 Damien Brunner (Linus Klasen); (1-2) 22.20 Mauro Jörg (Dario Simion); (2-2) 25.47 Alessandro Chiesa (Damien Brunner)(4 contro 4); (3-2) 27.22 Brett McLean (Juraj Simek) PP; (4-2) 40.51 Juraj Simek (Brett McLean – Stefan Ulmer) PP
Spettatori: 5.587
MVP: Damien Brunner (Lugano) e Marco Jörg (Davos)

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