EIHC: i rigori sorridono all’Italia

(Budapest) – “Do you belive in miracle?” chiedeva Al Michaels, commentatore americano, al termine di USA-URSS, meglio conosciuto come “Miracle On Ice”. Con le dovute proporzioni del caso, agli appassionati di hockey italiani c’è da chiedere se credono in questa Nazionale, giovane, sperimentale, ma che ha già mostrato di aver stoffa. Certo, da imbastire, ma lo staff tecnico scelto dalla nuova dirigenza federale è di “haute couture”.

ITA_HUN_EIHC_2014_Budapest_03In avvio la gara vive una lunga fase di studio, Martine rompe il ghiaccio, gli Azzurri rispondono con il diagonale di Trivellato. Nell’azione successiva Magosi scocca un tiro dalla blu, Casetti devìa involontariamente verso la propria porta mettendo a dura prova i riflessi di Kosta pronto a bloccare il puck. Tuttavia, anche nella terza gara del torneo le penalità sono la spada di Damocle per il Blue Team che paga dazio sulla botta dalla blu di Sziranyi. L’Italia, di contro, non sfrutta la prima situazione di uomo in più in favore, per di più Vincze, uscito dal penalty box recupera il disco e s’invola verso Kosta, ma la mira è imperfetta. Gli Azzurri vivono il loro miglior momento nella seconda parte della frazione di gioco: Peruzzo davanti allo slot tira di prima intenzione, il goalie ungherese devìa goffamente di spalla, 30” più tardi è il turno di Michael Zanatta dalla blu; la fortuna non assiste neanche Hofer che trova le vie centrali precluse da Rajna. Nonostante il computo dei tiri sia a favore dell’italia il periodo si chiude con il vantaggio magiaro.

ITA_HUN_EIHC_2014_Budapest_02Nel secondo tempo gli Azzurri cambiano passo gettandosi subito in avanti con la doppia conclusione di Frei, seguito a breve distanza dal diagonale di Peruzzo. Dopo un ingaggio Wunderer sfila il puck ad un magiaro nel terzo difensivo, la triangolazione con Andergassen lo porta a richiedere l’intervento di dell’estremo difensore avversario. Gli ungheresi interrompono il buon momento degli Azzurri favoriti da una fase di superiorità, durante la quale il Blue Team se la cava egregiamente; a parti invertite è Willeit impegna Rajna. La frazione di gioco si colora sempre più di Azzurro, molte conclusioni, ma poca concretezza. L’Ungheria si affaccia dalle parti di Kosta al 38’ con Kovacs. L’insistenza e l’abnegazione dell’Italia è ripagata al 39.24 dal goal di Willeit dalla blu in power play.

ITA_HUN_EIHC_2014_Budapest_04Gli Azzurri continuano a macinare gioco e a cingere d’assedio il terzo d’attacco anche nell’ultimo periodo, Willeit e Hofer sono gli esecutori dei primi tentativi. I ragazzi guidati da Zanatta si fanno apprezzare anche per la buona circolazione del disco. Manca solo una mira migliore che non tarda ad arrivare: al 44.57, in power play, Hofer opera il sorpasso finalizzando il passaggio da fondo pista di Iori, nella stessa situazione di gioco, Andergassen allunga ribadendo in rete un suo precedente tiro. Nell’assolo Azzurro c’è spazio anche per Kosta reattivo su Sarpatki. Gli ungheresi appaiono spenti, incapaci di sfruttare una doppia superiorità accorciano con l’uomo in più con Kovacs. A rinvigorire maggiormente i magiari si somma il fallo di Luca Zanatta punito con penalità partita al 53.38 che costa all’Italia il pareggio sottoporta di Nagy. A 32” dalla fine Iori reclama per un goal non assegnato, gli arbitri ribadiscono che il disco ha colpito il palo senza avvalersi della prova TV.

Le due formazioni si danno battaglia anche nell’overtime, ma tocca ai rigori derimere la contesa: Kovacs e Hari falliscono i loro tentativi, mentre Simon Kostner e Caletti vanno a segno e il nuovo corso incassa il primo successo.

Nel pomeriggio la Corea del sud ha superato la Polonia, vincitrice del torneo, per 6-3 (3-0; 3-1; 0-2). L’Italia chiude al quarto posto a quota 3 punti, ma con un baglio di esperienza importante.

Ungheria-Italia 3-4 so (1-0; 0-1; 2-2; 0-0; 0-1)
Ungheria: Miklós Rajna (Bence Bálizs); Balázs Goz – Bence Szirányi – Attila Reiter – Nathan Martine – Attila Orbán – István Mestyán – Tamás Pozsgai – Adrián Hüffner; Csaba Kovács – János Hári – Péter Vincze – Balázs Sebok – András Benk – Bálint Magosi – Attila Rafaj – Karol Csányi – Ladislav Sikorcin – Tamás Sárpátki – Krisztián Nagy – Martin Turbucz. Coach Rich Chernomaz
Italia: Philipp Kosta (Alex Caffi); Luca Zanatta – Michael Zanatta – Christian Willeit – Armin Hofer – Alex Trivellato – Daniel Glira – Alexander Sullmann – Lorenzo Casetti; Marco Insam – Anton Bernard – Alex Frei – Diego Iori – Edoardo Caletti – Tommaso Goi – Michele Marchetti – Paolo Nicolao – Daniel Peruzzo – Peter Wunderer – Simon Kostner – Raphael Andergassen. Coach: Ivano Zanatta
Arbitri: Vladimir Babic (Slovacchia) e Márton Nèmeth (Ungheria) Linesmen: Chang Sung-Kuk (Corea del Sud) e Balázs Somos (Ungheria)
Penalità: Ungheria 12 (2/6/4/0/0) – Italia 39 (4/4/31)
Tiri: Ungheria 26 (4/9/12/1/0) – Italia 39 (9/15/9/5/1)
Marcatori: (1-0) 07.02 Bence Sziranyi (Ladislav Sikorcin) PP; (1-1) 39.24 Christian Willeit (Armin Hofer – Simon Kostner) PP; (1-2) 44.57 Armin Hofer (Paolo Nicolao – Diego Iori) PP; (3-1) 48.24 Raphael Andergassen PP;  (3-2) 52.06 Csaba Kovacs (Janos Hari – Ladislav Sikorcin) PP; (3-3) 57.27 Tamas Sarpatki (Krisztian Nagy – Ladislav Sikorcin) PP; (3-4) 65.00 Simon Kostner (rigore)
Spettatori: 2.000
MVP: Csaba Kovács (Ungheria) e Anton Bernard (Italia)

Classifica finale: Polonia p.ti 6; Corea del sud p.ti 5; Ungheria p.ti 4; Italia p.ti 3