Stecche al cielo per Franco Viale

La notizia è di quelle che non ti aspetti, che colpiscono in una tranquilla domenica primaverile, mentre ancora si assapora la giornata hockeistica del sabato appena trascorsa, e ci si proietta agli eventi che verranno da lì a breve; incredulità e stupore prendono il sopravvento: Franco Viale, mitico portiere degli anni ‘60 e ’70 del Bolzano e dei Diavoli Milano, si è spento all’età di 71 anni.

Bolzano e Milano, le due città di Viale: due città che il destino ha saputo unire nel giorno del suo debutto in Serie A; era il 20 dicembre 1961, il Bolzano era ospite dei Diavoli, lui, diciannovenne, fu gettato nella mischia, davanti alla bolgia famelica del Piranesi. Come da copione fu una battaglia sportiva di tutto rispetto; causa difesa “ballerina” Viale fu chiamato a fare gli straordinari, malgrado ciò gli altoatesini vennero sconfitti 6-5. Igino Larese Fece fu il primo avversario a violare la sua gabbia.

Franco Viale e Renato Brivio, compagni di innumerevoli battaglie

Franco Viale e Renato Brivio, compagni di innumerevoli battaglie


L’estremo difensore dei gialli (questo era il colore delle divise dei bolzanini) ebbe modo di rifarsi nella stagione successiva, quando il Bolzano, sotto la guida dell’allenatore-giocatore Carmine Tucci, vinse il primo scudetto della sua storia. Nel capoluogo altoatesino rimase fino alla stagione 1964/65; motivi di lavoro lo dirottarono a Milano, Gino Bestagini e Aldo Federici, rispettivamente general manager e direttore sportivo dei Diavoli del Presidente Tullio Monzino, non si lasciarono scappare l’occasione di trovare l’accordo economico con l’estremo difensore. L’esordio con la maglia dei meneghini avvenne il 18 dicembre 1965, l’avversario di turno (e qui il destino ci mise ancora una volta lo zampino) fu il Bolzano. Diversamente da quanto accaduto quattro anni prima, Viale uscì dalla pista da vincitore. Con i Diavoli rimase undici anni, vivendo il lento declino dei milanesi che culminò con la chiusura della squadra nell’estate del 1975.
FrancoVialeL’attività sportiva del portiere continuò a Cortina, dove si trasferì con la famiglia dando la possibilità alla moglie Petra, maestra di pattinaggio, di trovare impiego. L’esperienza ai piedi del il Monte Cristallo durò un anno, trasferitosi nelle file del Valpellice, il bolzanino trovò in squadra l’ex capitano dei Diavoli Renato Brivio, tuttavia la permanenza durò poco, la stagione, condita da veleni in seno alla squadra, fu fallimentare.  Come l’araba fenice i Diavoli risorsero dalle proprie ceneri e Viale tornò dove il cuore era sempre stato. La limitazione del numero degli stranieri tesserabili indusse il Presidente Mino Pastorelli a chiudere bottega dopo sole due stagioni; rimasto senza squadra Viale tornò in Veneto, destinazione Asiago, dove concluse la sua carriera.

Renato Brivio, Pelacchi (massaggiatore e Franco Viale in Nazionale

Renato Brivio, Pelacchi (massaggiatore) e Franco Viale in Nazionale

Considerato uno dei migliori portieri del suo periodo agonistico, Viale vestì anche la maglia Azzurra debuttando, a Bolzano, il 21 novembre 1963 nell’incontro che vide la Selezione Italiana contrapposta a quella canadese (1-9 il risultato). L’ultima presenza al Mondiale Gruppo B del 1976, disputati in Svizzera, nel ruolo di backup di Giorgio Tigliani nella gara conclusiva contro l’Olanda persa 9-3. In tredici anni Viale ha vinto tre campionati del Mondo Gruppo C (1970, 1972 e 1974).

Lo staff di Hockeytime esprime le più sincere condoglianze alla famiglia Viale.

 

Foto per gentile concessione di Patrizia Cavallotti