Shannon Szabados, la ragazza olimpica corteggiata dall’NHL

di Marco Depaoli

Alla vigilia dell’8 marzo il mondo dell’hockey festeggia un traguardo importante per le ragazze. Su Shannon Szabados, portiere canadese di 27 anni con già due ori al collo (Vancouver 2010 e Sochi 2014) hanno messo gli occhi addosso i marziani della National Hockey League.

Gli Edmonton Oilers, la squadra che consegnò alla leggenda Wayne Gretzky, assieme al nuovo portiere svedese Viktor Fasth ha invitato ai suoi camp di allenamento anche la giovane canadese nativa proprio di Edmonton.
Tutto è nato con una campagna su Twitter martedì scorso dopo la gara contro Ottava, nata per portare Szabados nella panchina degli Oilers come backup del goalie titolare Ben Scrivens. In quell’occasione Ilya Bryzgalov non era disponibile e Fasth non sarebbe stato in grado di raggiungere la squadra in tempo.

Il GM Craig MacTavish non prese sul ridere l’idea, sostenendo che potrebbe considerare l’idea, ma non è questo il momento (gli Oilers non viaggiano certo in una bella posizione in classifica).
La società ha deciso alla fine di pescare dai Golden Bears dell’Università dell’Alberta il portiere Kurtis Mucha, ma per Szabados c’è la soddisfazione di essersi allenata con i giocatori tra i migliori del mondo. Il clamore della sua popolarità l’ha comunque portata a firmare un contratto con i Columbus Cottonmouths nel campionato SPHL (Southern Professional Hockey League), lega maschile del Nord-Est americo-canadese. E’ la prima ragazza che affila i pattini in questa lega, in passato la campionessa olimpica ha calcato le piste delle leghe maschili AMHL, AJHL, WHL e infine CCAA, con i ragazzi insomma da 12 anni.

Non è il primo caso che una ragazza si “intrufoli” tra i maschi, a parte nei campionati juniores dove la promiscuità di ragazzi e ragazze è la prassi. A fare da apripista sono stati due portieri: Manon Rheaume Erin Whitten. La prima a metà Anni 90 girò in alcune amichevoli con il Feldkirch poi campione d’Europa. Precedentemente vide persino l’NHL, difendendo la porta dei Tampa Bay Lightning contro i St. Louis Blues in un’amichevole del 1992 e contro i Boston Bruins in un match di preseason nel 1993. Erin Whitten in quel periodo difese per quattro incontri la gabbia dei Dallas Breeze.
Si pensava che un conto fosse stare in porta, un altro giocare in pista e affrontare le cariche degli arcigni difensori avversari. Tutto smentito da Hayley WickenheiserHayley Wickenheiser (foto a sinistra), leggendaria giocatrice canadese prima e unica a segnare punti in una lega senior maschile. Dal 2002 al 2004 ha disputato 22 partite con l’HC Salamat, prima in terza divisione e poi in Mestis Liga. 4 punti frutto di un gol e tre assist. Nel 2008 tornò in Scandinavia per aggiungersi ai Linden Hockey in seconda lega svedese. In 21 partite ha realizzato un gol e due assist. Hayley, che è stata la portavoce degli atleti al giuramento delle Olimpiadi di Vancouver, è la cugina dello sfortunato Doug, ex giocatore dell’Asiago deceduto nel 1999. Venne contattata anche dal Merano di Hansjörg Brunner ma la federazione italiana e le società misero il veto contrario.
Se il Canada infrange un tabù, lo devono fare anche gli americani. Ed ecco la risposta dell’altra icona nord-americana, Angela Ruggiero (foto a destra), che nel 2005 fa scrivere per la prima volta un nome femminile nell’almanacco del campionato CHL realizzando un assist per i Tulsa Oilers.

L’anno prima delle Olimpiadi di Vancouver alla domanda «quali sono i tuoi obiettivi?» Shannon Szabados rispose che vorrebbe giocare a hockey il più a lungo possibile con un oro olimpico conquistato in pista, e la possibilità di giocare in un campionato maschile professionistico. Il primo desiderio venne subito esaudito, ora siamo vicini al secondo. 

freccia L’intervista di hockeytime.net nel 2010 e la sua biografia
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