Le interviste del dopo derby

SONY DSCdi Roberto Vedani

Il Lugano espugna la Valascia tornando a vincere il derby (il primo nel 2013), dopo quattro sconfitte consecutive. La rete decisiva è stata messa a segno dal neo acquisto svedese Fredrik Pettersson. A parlarne è Roland HABISREUTINGER, D.S. del Lugano

Un grande acquisto questo PETTERSSON?

“Siamo molto contenti! Abbiamo ricevuto la licenza solo un’ora e mezzo prima della partita e fino a quel momento non sapevamo se il giocatore poteva disputare questa partita. Ha giocato un buon match dimostrando tutte le sue qualità, però anche lui, così come gli altri stranieri, avrà bisogno di un po’ di tempo per essere integrato al meglio nel nostro sistema e siamo felici di averlo con noi a Lugano”.

Un gol e un assist, ma soprattutto un gol anche per te che l’hai portato qui?

“Sono tre punti fondamentali per la squadra che ha veramente lottato questa sera ed ha meritato di vincere la partita”

Avete finalmente sfatato il tabù derby quest’anno? E’ arrivata una vittoria in questa partita dove forse lo meritavate di meno?

“I derby sono le classiche partite che vengono al momento giusto, a volte, per cambiare l’inerzia di un momento negativo. Sono partite speciali nelle quali una squadra può arrivare al massimo della forma e perdere, così come l’altra arrivare invece in evidente difficoltà e imprimere un cambio di marcia alla sua stagione. La volta scorsa siamo usciti dalla pista con tanta frustrazione, oggi magari con qualche regalo dalla fortuna. Questi sono i derby!”

MERZLIKINS sempre più protagonista? Quando potremo intervistarlo ?

“Vogliamo aspettare un po’ di tempo, in modo tale che lui possa rimanere concentrato sul suo lavoro e non ricevere solo complimenti da parte dei giornalisti. Nel momento in cui le cose non dovessero andare nel verso giusto c’è il rischio che le eventuali critiche possano compromettere la sua crescita”.

A parte queste considerazioni, ha giocato comunque una grande partita anche considerando le importanti assenze in difesa di questa sera, due su tutte quelle di HIRSCHI e VAUCLAIR ?

“Sono situazioni queste, nelle quali i giocatori che giocano meno hanno l’occasione di mettersi in mostra e questa sera l’hanno fatto con un ottimo lavoro. E’ chiaro questa sera anche la fortuna è stata dalla nostra parte, ma è quello che serve per vincere un derby”

Perché questo Lugano vince di più in trasferta piuttosto che in casa?

“Vorrà dire che la prossima volta faremo un giro con il bus prima di giocare alla Resega….”

Adesso i prossimi impegni vedranno la squadra impegnata giovedì nella trasferta di Zugo e poi domenica sarà di nuovo derby questa volta in casa?

“Adesso dobbiamo ragionare partita dopo partita. Sicuramente nel derby avremo la pista piena di gente e la cosa non può che renderci felici. Il fatto che questa partita si disputi alle 14,00 è una cosa strana, ma darà una chance soprattutto ai bambini di poter vedere per una volta un derby.”

Penso meriti qualche considerazione anche il pubblico. I 300/400 che hanno seguito la squadra questa sera vi hanno sostenuto e tornano a casa contenti. Vengono finalmente ripagati dopo qualche delusione di troppo ?

“Penso che un complimento vada fatto a tutto il pubblico questa sera, così come nell’ultimo derby. Non credo di aver mia visto una partecipazione così appassionata  e corretta come quest’anno. Credo che sia un’ottima pubblicità per l’hockey svizzero e ticinese in special modo”.

Speriamo di poter assistere ad un “tutto esaurito”  anche domenica

“Speriamo”.

 

KOSTNER DIEGO2Attaccante della Nazionale italiana, Diego KOSTNER è oramai una realtà consolidata nel roster del Lugano

Finalmente è arrivata la vittoria nel derby?

“Penso davvero sia stata una grande partita la nostra, soprattutto in 5 contro 5 siamo riusciti a metter loro una grande pressione, sfruttando al massimo il nostro power-play e realizzando entrambi i gol, ma soprattutto in box-play non concedendo loro tante occasioni”.

Cosa dici della penalità ingenua che hai commesso ai danni di TRUNZ, che poteva costarvi cara nel momento decisivo del match?

“Ho cercato di alzare il bastone del difensore avversario, purtroppo si è incastrato e lui è caduto. Ammetto, me la potevo risparmiare ma è andata bene”.

Il vostro power-play ha fatto la differenza. In due occasioni su tre avete realizzato il gol, mentre per l’Ambrì  uno su sette, oltre ad una grande prestazione del vostro portiere?

“Chiaramente come ho già detto gli special-team sono stati decisivi oggi. Oltre ad avere capitalizzato in power-play, in inferiorità numerica siamo stati bravi a non concedere loro tanti tiri dalla linea blu, limitando notevolmente il loro potenziale offensivo”.

Oggi tanto cuore e tanta voglia, vi siete buttati su tutti i dischi, per acquisire un risultato importantissimo per la vostra classifica e il vostro morale, dopo le ultime due partite decisamente sottotono

“Ci voleva sicuramente una reazione. Soprattutto lo dovevamo ai nostri tifosi che già avevano assistito quest’anno a due sconfitte in entrambi i derby e adesso cerchiamo di proseguire su questa strada”.

Oggi avevate assenze importanti come quelle di VAUCLAIR e HIRSCHI, ma avete sopperito con un grande cuore. Perché vincete più facilmente lontano dalla Resega?

“Non te lo so davvero spiegare. Oggi abbiamo giocato una grande partita in difesa, ma anche noi attaccanti abbiamo contribuito con tanti check a far fare al meglio il loro lavoro”.

Domenica è di nuovo derby

“Lo so! E vogliamo ripeterci con una nuova vittoria”.

 

curva_ambri_valasciaMarco BARON, ex portiere e commentatore televisivo, ha rilasciato le sue riflessioni sul derby del Ticino

Ma quanto è bravo il portiere bianconero MERZLIKINS?

“Bravissimo! La squadra ha vinto la partita ma lui sicuramente ha avuto la maggior parte del merito”.

Con una difesa dimezzata viste le assenze di due giocatori della forza di HIRSCHI e VAUCLAIR.

“Assolutamente! Però è proprio in queste situazioni che vedi le reazioni di una squadra. Per il Lugano stasera non è stato un problema. Sono stati concessi pochissimi due contro uno, il portiere è stato protetto molto bene lasciando pochissimi rimbalzi. Il box-play ha fatto la differenza, l’Ambrì ha avuto tante situazioni di power-play ma non è riuscito a segnare. Non ha fatto tanti tiri pericolosi, il portiere si è preoccupato di respingere il primo tiro mentre del secondo se ne è sempre occupata la difesa. E poi il portiere ha davvero una grandissima tranquillità per la sua giovane età. Veramente bravo”.

Questo terzo derby stagionale è stato forse quello vinto dalla squadra che lo meritava di meno?

“In effetti è vero perché soprattutto il secondo periodo è stato dominato dall’Ambrì che ha giocato bene. Non si può dire che la squadra di casa non meritasse la vittoria, tuttavia la partita vive spesso su episodi e stasera è l’esempio. Il portiere è stato grande, l’Ambrì non è riuscito a segnare, mentre il Lugano ha segnato quando poteva. Questo è l’hockey!”.

Sembra cambiata un po’ la politica delle due squadre rispetto al passato. Lugano che punta sui giovani e Ambrì che lascia più spazio a giocatori di una certa esperienza?

“Quello che mi piace del Lugano è che ha un allenatore come FISCHER dalle idee molto chiare e viene sostenuto dalla società e sta mettendo in pratica il suo credo, pian piano i risultati si vedono, i giocatori si impegnano e dalla parte dell’Ambrì, che sta disputando un grande campionato, c’è un amalgama tra vecchi e giovani che è perfetta”.

Cosa pensi di questo calendario di partite così  strano?

“Giocare 50 partite nell’arco di un campionato sembra tanto, ma poi così non è, se ci rapportiamo al Nordamerica, dove ne giocano molte di più, disputando tre e a volte addirittura quattro o cinque partite alla settimana. Qui in Svizzera quello che si potrebbe evitare è che magari dopo una trasferta a Ginevra non si giochi poi il giorno successivo. E poi ci sono i diritti televisivi.”

A volte capita anche di giocare due partite consecutive contro la stessa squadra una volta in casa e poi in trasferta? Non è  controproducente per il pubblico?

“Penso al pubblico interessi vedere solo la propria squadra. E’ vero anche che si fosse uno spazio temporale tra una partita e l’altra sarebbe meglio, ma adesso è così, i giocatori sono dei professionisti si devono adeguare e devono giocare. Tutto sommato però le trasferte in Svizzera non sono così dannose, i giocatori hanno normalmente tempo per recuperare, i viaggi non sono a parte un paio, così lunghi”.

Dove potranno arrivare le squadre ticinesi quest’anno?

“Penso che entrambe possano fare i playoff. Oggi ho visto un bel Lugano concreto, che ci crede e l’Ambrì assolutamente l’ha già dimostrato nel corso di quest’anno. Anche se ha perso stasera, dispone di grande talento, ha grande tranquillità mentale, quattro linee equilibrate e un buon portiere. Il  Lugano ha anche tanti infortunati che speriamo quando rientrano possano far fare un salto di qualità a questa squadra nella seconda parte della stagione”.

Due parole sul nuovo acquisto PETTERSSON , autore di un ottimo esordio?

“Non puoi chiedere di meglio ad un esordio. Gol della vittoria, un terzo tempo di maggior concretezza con più partecipazione alle fasi del gioco, più velocità. Da non dimenticare che in Russia ha giocato poco, se non sbaglio questa è la sua sesta partita stagionale. L’abbiamo visto con la nazionale svedese, è un ottimo pattinatore, dotato anche di un gran tiro e penso che il Lugano ne abbia bisogno”

Speriamo che entrambe le squadre possano fare i playoff e magari assistere ad una riedizione della finale Ambrì-Lugano?

“Speriamo! Sarebbe bello per tutto il Ticino”.

SONY DSCSpazio anche ai vinti con il capitano Paolo DUCA

Dei tre derby di quest’anno forse è il derby che avete interpretato meglio, ma avete perso?

“Stasera abbiamo veramente raccolto troppo poco. Zero punti dopo una partita così combattuta. Peccato! Penso che abbiamo fatto un’ottima prestazione, abbiamo messo tanta grinta, tanta energia sul ghiaccio, abbiamo messo il Lugano sotto pressione, ma non siamo riusciti a concretizzare le tante chances che si siamo creati mentre loro hanno fatto la differenza con due gol in power-play”.

Oltre al vostro power-play non all’altezza, forse il portiere del Lugano e PETTERSSON vi hanno sbarrato la strada?

“E’ logico che quando non riesci a segnare buona parte del merito va al portiere avversario, però penso che da parte nostra si possa ancora migliorare soprattutto con una maggior presenza davanti alla porta, perché è evidente che se il portiere vede tutto è molto più facile. Peccato perché stasera abbiamo speso davvero tante energie, contenti per aver dimostrato un grande reazione dopo la scialba prestazione di Zurigo, però delusi solo dal risultato negativo”.

Avere cinque stranieri da ruotare nell’arco della stagione, può essere un fattore negativo?

“Assolutamente no. Nello sport le cose cambiano molto spesso e molto velocemente, quindi bisogna sempre essere bravi ad adattarsi alle situazioni, infortuni, alti e bassi di forma fisica, tante cose che possono succedere e portare a cambiamenti, e bisogna essere bravi a gestire i cambiamenti”.

Cosa c’è di PELLETTIER in questa squadra?

“Tantissimo del merito è suo. Da quando è arrivato lui l’anno scorso a metà campionato abbiamo una media punti buona, il campionato è ancora lungo però per adesso abbiamo migliorato molto il nostro gioco, abbiamo cominciato ad essere più concreti portando a casa spesso i risultati riuscendo a muovere la classifica in quasi tutte le partite. Per fortuna siamo riusciti a cominciare quest’anno come abbiamo finito quello scorso e, con l’entusiasmo dell’anno scorso, abbiamo avuto un ottimo inizio e tanto merito va all’allenatore”.

Avere un allenatore “svizzero” può essere un vantaggio?

“Lui è un canadese diventato svizzero, non penso che la nazionalità sia il fattore decisivo per determinare la bravura di un allenatore, però fa piacere che sia uno dei nostri. Questo è un business dove si lavora con tanta gente di tante provenienze diverse per cui non penso davvero sia determinante”.

Ti stai abituando all’idea di fare playoff dopo diversi anni?

“Sarebbe molto bello, onestamente non ci pensiamo ancora perché è talmente tanto in là nel tempo che è più importante concentrarsi sul presente. Adesso abbiamo perso due partite e ci preme di più invertire la rotta già da sabato nella partita interna contro il Losanna. Alla fine del campionato vediamo dove saremo arrivati. Sarebbe bello essere tra le prime otto”.

E poi domenica è di nuovo derby?

“Archiviata la pratica Losanna, cominceremo a pensare al derby”.