Misteriosa morte di Elvis Beslagic

Al tifoso della vecchia guardia, quello fortunato che ha vissuto l’hockey degli anni 90, balenerà subito alla mente il nome di Elvis Beslagic. L’abbiamo visto a ogni stagione della rimpianta Alpenliga in quelle formazioni slovene che rappresentavano una novità sulle nostre piste, in un momento storico in cui il mondo stava cambiando.
Giovanissimo, l’abbiamo notato prima con la maglia della nativa Acroni Jesenice dal 1991 al 1995, e poi con l’ambiziosa Olimpija Ljubljana per due stagioni, per poi tornare a Jesenice a disputare le ultime edizioni del torneo transfrontaliero che qualcuno oggi vorrebbe riprendere ancora in mano. Elvis Beslagic era un difensore roccioso con i suoi 186 cm per 88 kg, e anche grazie a lui la Slovenia, appena nata dalla disgregazione della Yugoslavia, percorse quel cammino che la portò dal gruppo C al gruppo A nel 1997.

Alle soglie del nuovo millennio Beslagic si trasferì in Germania per cambiare vita e rinunciò così alla nazionale. La sua carriera oscillò tra la Bundesliga e l’Oberliga cambiando casacca quasi ogni anno (Iserlohn, Ratinger, Selb, Wolfsburg, Bietigheim-Bissingen, Fischtown Pinguins, Wolfsburg, Essen e Monaco) senza mai vedere la DEL. La sua fu più che altro una scelta di vita: prese la cittadinanza tedesca e cambiò il suo cognome in Elvis Reese. A 39 anni la voglia di giocare era ancora viva e nonostante le prime esperienze a dirigere il gruppo dalla panchina, il giocatore di Jesenice calcava ancora il ghiaccio. Inserito di recente nella Hall of Fame slovena, Beslagic ha vinto 6 campionati sloveni e ha vestito 115 volte la maglia del suo Paese.
Nelle scorse ore è girata la notizia della sua morte, per cause che nessuno è riuscito a spiegare. Beslagic/Reese lascia una moglie e un figlio di appena 6 mesi.

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