KHL: Dynamo Mosca e Bars Kazan avanti 2:0 nelle finali di Conference

Con le finali di Conference giunte a gara-2 sulle sette possibili, torniamo ad occuparci del secondo massimo campionato mondiale. Riprendiamo tuttavia da dove eravamo rimasti, ovvero dalle semifinali di Conference, che ci hanno riservato più di qualche sorpresa.

Conference Ovest

SKA San Pietroburgo (1) – Severstal Cherepovets (5) 4:0 [7:4, 4:1, 4:0, 4:2]
Iniziamo dall’unica serie in cui c’è ben poco da raccontare. Ancora una volta, lo strapotere dello SKA è stato incontenibile, e gli uomini di San Pietroburgo hanno conquistato il passaggio del turno senza troppa fatica. Eccezion fatta per gara-1, ben più combattuta di quanto il punteggio lasci immaginare, e gara-4, in cui i rossoblù già non c’erano più con la testa,  la superiorità è stata netta e indiscutibile.

CSKA Mosca (2) – Dynamo Mosca (3) 1:4 [0:3, 2:1, 2:3OT, 1:2OT, 0:2]
Il derby di Mosca, che tanta attenzione ha attirato durante questa settimane, è stato decisamente all’altezza delle aspettative. Si sa, quando sul ghiaccio c’è la Dynamo Mosca, è spettacolo per intenditori veri: è una coreografia di passaggi secchi e precisi, di marcature a zona, di cambi linea puliti e ordinati. Niente giocate da moviola, nessun assolo alla Datsyuk e pochissime azioni che vi faranno saltare sulla poltrona. Ancora una volta, la solidità dei moscoviti biancoblù ha avuto la meglio: il CSKA c’ha provato, ha messo sul ghiaccio tutte le carte a propria disposizione, ma come lo SKA l’anno scorso, è rimasta imbrigliata nella ragnatela tessuta da coach Znarok, capace di proteggere un Yeryomenko comunque sempre pronto e in grado pure di pungere e segnare goals pesantissimi con dei terzini in “libera uscita” come Filip Novak.

Conference Est

Bars Kazan (1) – Salavat Yulaev Ufa (5) 4:3 [2:3, 0:2, 3:0, 5:3, 4:3OT, 3:4OT2, 4:3]
Difficile dire chi, tra queste due corazzate, meritasse di più il posto in finale. Guardando ai risultati della stagione e alle prestazioni in generale, viene spontaneo rallegrarsi per la vittoria del Bars Kazan, che durante tutt0 l’anno non è mai sceso sotto la quarta posizione in classifica. Guardando ai roster invece, e ai salari dei giocatori, dispiace che il Salavat Yulaev non sia riuscito a sovvertire il pronostico e proseguire in una stagione comunque da incorniciare, iniziata nella maniera peggiore, passata attraverso dei pesanti cambiamenti nella dirigenza del team, e conclusasi ad un passo dalla finale. Le sette gare e, in particolar modo, i due overtime di gara-6, hanno evidenziato una sostanziale parità tra le due squadre. Alla fine, è risultata determinante l’esperienza delle tigri bianche di Kazan, superlative nel rimanere concentrate in una difficilissima gara-7, in cui per ben tre volte si sono ritrovate a dover inseguire gli avversari, prima di portarsi in vantaggio all’inizio della terza frazione di gioco.

Avangard Omsk (2) – Traktor Chelyabinsk (3) 1:4 [0:5, 0:3, 0:3, 3:1, 0:4]
La delusione di questi playoff 2013 risponde al nome di Avangard Omsk. I falchi siberiani hanno disputato una serie di partite imbarazzanti, giocando in maniera sconclusionata e disorganizzata, facendo emergere delle lacune inspiegabili e insospettabili fnio a due settimane fa. Nello spazio di cinque gare, i biancorossi sono andati a segno in una sola partita, subèndo quattro shutout e sedici reti. Parte del merito va sicuramente riconosciuto al Traktor, ma la semplicità con la quale gli orsi approdano in finale pone le sue basi nel completo blackout dimostrato dal reparto offensivo avversario.

Finali di Conference – Ovest
SKA San Pietroburgo (1) – Dynamo Mosca (3) 0:2 [2:3, 2:4]
Il rematch della finale dello scorso anno sembra avere lo stesso copione. Se dodici mesi fa lo SKA venne eliminato dai capitolini in sole quattro gare, grazie ad una prestazione superlativa di tutta la squadra in fase difensiva, quest’anno le cose non sembrano essere cambiate più di tanto: la Dynamo, dopo le prime due gare fuori casa, ha ora la possibilità di chiudere anzitempo la serie con due vittorie davanti al proprio pubblico, girando il coltello nell’unica piaga evidente dello SKA, ovvero la loro cronica difficoltà ad “entrare in partita” e a non subìre reti nei primi minuti della gara. E’ fondamentalmente questa la chiave di lettura di questi primi due impegni della serie: i vincitori della regular season, iniziano a giocare veramente non prima del decimo minuto di gioco, permettendo così ai biancoblù di organizzarsi sul ghiaccio e, perché no, portarsi in vantaggio anche solo dopo pochi secondi, come successo in gara-2.

Finali di Conference – Est
Bars Kazan (1) – Traktor Chelyabinsk (3) 2:0 [2:1OT, 3:1]
Le due sconfitte sull’ostico ghiaccio di Kazan mettono fine alla serie di battute circolate sul web e sulla stampa russa riguardo alle presunte tracce di sostanze aliene di cui il Traktor avrebbe iniziaato a fare uso, dopo la pioggia di meteoriti sulla regione delle scorse settimane e la seguente prestazione “aliena” con la quale gli orsi avevano eliminato l’Omsk per 4:1, subendo reti in una sola partita.
Decisivi, finora, gli special teams, con quattro delle cinque reti a referto per i rossoverdi giunte in situazione di superiorità numerica. L’impressione è che gli orsi siano al momento surclassati proprio sul loro terreno preferito, quello del powerplay, che li ha visti primeggiare per buona parte della stagione e che in larga misura aveva contribuito allo straordinario successo sull’Omsk. La serie, anche se sbilanciata a favore delle tigri bianche, è però ancora lunga e gli uomini di Chelyabinsk hanno ora la possibilità di impattare la serie, con due vittorie sul ghiaccio amico della Traktor Arena. Certamente, la parte più difficile sarà fermare Morozov e soci senza incappare in penalità.

Tags: