EBEL: Vienna e Klagenfurt già in semifinale

Si stanno avviando a conclusione i quarti di finale dei playoff della ErsteBank Eishockey Liga 2013: ieri sera si è giocata gara-5 e sono terminate le serie tra Vienna e Znojmo e tra Klagenfurt e Graz. Ma procediamo con ordine.

Dopo la prima fase della stagione, la classifica è stata divisa a metà: le prime sei classificate si sono sfidate nel Master Round, le altre squadre si sono invece contese gli ultimi due posti per i playoff nel Qualification Round. Al termine di questa fase, le prime quattro classificate hanno avuto la possibilità di scegliere il proprio avversario fra le squadre classificatesi tra la quinta e l’ottava posizione. Questo formato, grande novità di questa stagione, è stato scelto al fine di evitare le messinscena dello scorso anno, quando più di qualche squadra (clamoroso fu l’atteggiamento del Lubiana) perse intenzionalmente le ultime partite della stagione per sfidare un team piuttosto che un altro.

Vienna (1) – Znojmo (7) 4:1 [6:3, 3:1, 3:4OT, 7:0, 4:0]
I Vienna Capitals, che per una sola lunghezza sono riusciti a conservare la prima posizione, hanno scelto di affrontare ai quarti le aquile di Znojmo, settime in classifica e vincitrici con una certa tranquillità del Qualification Round. La scelta del direttivo capitolino si è rivelata azzeccata e, a parte il piccolo incidente di percorso di gara-3, per i giallorossi si è trattato quasi di una passeggiata. Le aquile ceche escono prematuramente dalla competizione a testa alta: dopo i disastri della scorsa stagione, arrivare ai playoff sembrava impossibile. Confermiamo quanto andiamo dicendo dallo scorso gennaio: nel giro di due o tre stagioni, crisi economiche permettendo, lo Znojmo diventerà un serio contendente al titolo.

Linz (2) – Villach (6) 3:2 [2:4, 3:2, 5:0, 3:2, 2:3]
Dopo la cocente sconfitta di gara-1, i giornali stigmatizzavano impietosi la scelta dello staff campione in carica, reo di aver selezionato un avversario tutt’altro che abbordabile come il Villach, piuttosto che il Graz, contro il quale il team aveva ben figurato nel corso di tutta la stagione. Per quanto i ragionamenti che hanno portato il coach Rob Daum a scegliere le aquile carinziane come avversario rimangano un mistero, di certo il Linz ha dimostrato nelle partite successive di avere tutta la stoffa per poter passare agilmente il turno, a patto che la squadra si ricordi di detenere il titolo e non si lasci andare a imbarazzanti blackout difensivi, come quelli visti nei primi quattro minuti di gara-5, quando le “ali nere” hanno gettato alle ortiche la possibilità di chiudere la serie alla prima occasione utile davanti al proprio pubblico.

Klagenfurt (3) – Graz (5) 4:1 [2:1, 1:5, 5:1, 3:0, 5:2]
I meno interessati in assoluto alle motivazioni di coach Daum di cui sopra sono certamente i draghi di Klagenfurt, che si limitano a ringraziare la “contestabile” scelta tecnica dello staff nerazzurro e, evitato lo spauracchio derby carinziano e archiviata la pratica Graz in cinque gare neppure troppo tirate, si godono un po’ di meritato riposo in attesa di conoscere i nomi dei prossimi avversari. Da quando, finalmente, l’infermeria biancorossa si è un po’ svuotata, nel capoluogo carinziano si respira un’aria totalmente diversa e la finale, sogno proibito dei tifosi biancorossi ad inizio stagione, non sembra poi così lontana… anche perché la sconfitta contro il Linz dello scorso anno brucia ancora.

Zagabria (4) – Salisburgo (8) 2:3 [3:2, 3:4OT, 2:5, 5:2, 4:5OT]
Qualcuno se lo doveva prendere. E, chiaramente, nessuno dei primi tre team se l’è sentita di correre un rischio così elevato. Alla fine, la serie contro il Salisburgo è toccata allo Zagabria, quarto classificato e quindi ultimo team ad avere voce in capitolo nella scelta degli avversari… anzi, primo team a non averne. La rivalità tra orsi e tori è ormai nota, e se durante la regular season ogni match tra i due team è occasione per una buona scazzottata, quando le due squadre si incontrano ai playoff il livello di scorrettezza si alza di molto, arrivando ad influire sul risultato delle partite. Negli ultimi match si è visto praticamente di tutto: risse, cariche pericolose, violente interferenze sui portieri… insomma tutto quello che c’è nel repertorio del discusso coach salisburghese Pierre Pagé, condannato a vincere pena il licenziamento dopo una stagione disastrosa, in cui è riuscito a tesserare qualcosa come 57 giocatori e guadagnarsi i playoff solo grazie alle crisi di Fehervar e Lubiana. Il Medvescak, di contro, sembra attraversare un momento molto delicato, specialmente dal punto di vista fisico. Il roster, dopo gli ultimi infortuni, è talmente corto che, nell’overtime di gara-5, due difensori hanno giocato in attacco, mentre in difesa ruotavano appena tre terzini.

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