Nel derby del Ticino l’Ambrì vince e convince

Vincere: denominatore comune di Lugano e Ambrì, al loro ultimo derby stagionale. I luganesi in cerca della conferma del quinto posto, i leventinesi con l’obiettivo di avvicinarsi al decimo posto che darebbe loro il vantaggio di campo nella serie di playout contro il Rapperswil Jona Lakers.

Se i biancoblu si presentano  nella capitale ticinese con una formazione falcidiata dagli infortuni, il Lugano può contare sul rientro di Domenichelli, ripresosi dal lungo infortunio (frattura tibia e perone) patito lo scorso ottobre.

E’ un derby vibrante, come giusto che sia; l’Ambrì costringe, in avvio, il Lugano a chiudersi nel proprio terzo difensivo, Trunz ha la migliore occasione; i padroni di casa prendono le misure e al 2.00 replicano con le conclusioni dalla media distanza di Kostner e Vauclair. Nei minuti successivi i bianconeri provano ad imporre il proprio gioco, tuttavia gli ospiti sono sempre pronti ad innescare il contropiede: Donati, al 4’, è il primo interprete, l’attaccante, giunto davanti a Flückinger centra il goalie. La prima penalità della partita è a favore dell’Ambrì Piotta, ma a sfiorare il vantaggio è il Lugano con il backhand di McLean; la superiorità biancoblu dura appena 42”, Reichert è invitato ad accomodarsi nel penalty box per uno sgambetto. In quattro contro quattro Nummelin ha una ghiotta occasione, la mira imprecisa non permette al difensore finlandese di inquadrare la gabbia. Dopo una fase di predominio della formazione capitanata da Hirschi, l’Ambrì torna a farsi vedere dalle parti di Fluckiger al 16.48 con Noreau in una nuova situazione di quattro contro quattro. Gli ospiti chiudono il periodo con maggiore spigliatezza, ciò nonostante, a 11” dal suono della sirena Linglet, solo davanti al Schaefer, si divora letteralmente un’occasione d’oro tirando, in backhand, sopra la traversa.

Nella frazione centrale il Lugano alza il ritmo, i padroni di casa cingono d’assedio la roccaforte dell’Ambrì: al 22.21 il backhand di Ulmer, posizionato davanti allo slot, è bloccato da Schäfer. I leventinesi non stanno solo a guardare, ma si propongono anche in avanti con Noreau e Mieville. La gara vive sul filo dell’equilibrio, spezzato, al 31.12, dal fendente dalla blu di Williams in power play. La reazione  degli uomini guidati da Huras si concretizza con la botta centrale di prima intenzione di Linglet al 36.16. Troppo poco per trovare il pareggio. E’ grazie ad un’altra situazione di cinque contro quattro che l’Ambrì raddoppia: Schlagenhauf vince un ingaggio, il disco finisce sulla stecca di Trunz, il quale, dalla blu, annichilisce Flückiger.

Serve un goal al Lugano per riaprire la partita, Nummelin, sempre alla ricerca del punto che gli permetterebbe di raggiungere Andy Ton in testa alla classifica dei giocatori del Lugano con più punti, ci prova dalla blu senza fortuna. La dea bendata non assiste i bianconeri neanche in power play e Pestoni, al 46.31, mette a segno la terza marcatura della serata con un gioco di stecca che gli consente, al termine di una verticalizzazione, di indirizzare il puck sulla stecca di Nummelin, il quale lo devia nella propria gabbia, nonostante il tentativo disperato di  spazzarlo via. Gli ospiti gridano al goal, la terna arbitrale consulta la prova video e convalida la rete; è game over per il Lugano, che, nei minuti successivi, subisce l’iniziativa ospite senza riuscire più a pungere concretamente in attacco.  Al 58.24 Noreau cala il poker approfittando della porta sguarnita.

Lugano perde la quinta posizione a favore del Ginevra, la formazione romanda batte il Rapperswil Jona che vede i leventinesi avvicinarsi pericolosamente al decimo posto. Per Pelletier e i suoi ragazzi la missione è compiuta. Lo shutout di Schäfer è la ciliegina sulla torta di una serata perfetta.

Lugano – Ambrì Piotta 0-4 (0-0; 0-2; 0-2)
Lugano: Michael Flückiger (Elvis Merkzlikins); Julien Vauclair – Johan Morant – Steve Hirschi – Stefan Ulmer – Dominik Schlumpf – Petteri Nummelin – Luca Fazzini – Matteo Nodari; Thomas Rüfenacht – Glen Metropolit – Charles Linglet – Hnat Domenichelli – Brett McLean – Daniel Steiner – Sebastien Reuille – Oliver Kamber – Dario Simion – Jordan Murray – Flavien Conne – Diego Kostner. Coach: Larry Huras
Ambrì Piotta: Nolan Schäfer (Lorenzo Croce); Adrian Trunz – Zdenek Kutlak – Reto Koblach – Maxim Noreau – Julien Bonnet – John Gobbi – Gianni Donati – Isacco Dotti; Marc Reichert – Richard Park – Paolo Duca – Jason Williams – Alain Mieville – Inti Pestoni – Elias Bianchi – Roman Schlagenhauf – Marco Pedretti – Vitaly Lakhmatov – Mattia Bianchi – Räto Raffainer. Coach: Serge Pelletier
Arbitri: Brent Reiber e Marc Wiegand Linesmen: Franco Espinoza e Andreas Kihler
Penalità: Lugano 10 (4/4/2) – Ambrì Piotta 12 (4/2/6)
Tiri: Lugano 32 (8/13/11) – Ambrì Piotta 31 (8/16/7)
Marcatori: (0-1) 31.12 Jason Williams (Marco Pedretti – Inti Pestoni) PP; (0-2) 38.28 Adrian Trunz (Roman Schlagenhauf) PP; (0-3) 46.31 Inti Pestoni (John Gobbi – Alain Mieville); (0-4) 58.24 Maxim Noreau ENG
Spettatori: 7.135
MVP: Michael Flückiger (Lugano) e Nolan Schäfer (Ambrì Piotta)

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