Qualificazioni Olimpiche: Italia, wunderbar. La Germania è kaputt

(Bietigheim-Bissingen) – Determinazione, tenacia e un pizzico di fortuna sono state le armi con le quali l’Italia di Pokel ha espugnato l’Ege Trans Arena. Una Nazionale in netta crescita che fa ben sperare per il futuro immediato

Pokel lascia invariate le linee e presenta, a guardia della gabbia, Dennis al posto di Bellissimo; la Germania si getta subito in avanti, gli Azzurri non si lasciano impressionare ed iniziano le loro scorribande dalle parti di Endrass: dà il là Scandella con un backhand, lo imitano de Marchi e Iori a breve distanza. E’ un’Italia determinata che lotta su ogni disco, per nulla intenzionata ad essere la vittima sacrificale della serata. I padroni di casa, prese le adeguate misure, si rendono pericolosi con Rankel al 4.19, il tedesco, recuperato il disco all’altezza della blu, punta Dennis, il goalie Azzurro non si lascia ipnotizzare e blocca il puck senza colpo ferire; la Germania insiste con Gogulla e Moritz Muller, ma ci vuole ben altro per piegare la resistenza italiana. I primi power play della partita sono a favore del Blue Team e al secondo tentativo gli Azzurri colpiscono con la verticalizzazione di Scandella finalizzata da Sirianni. Egger e compagni non si accontentano e vanno alla ricerca del raddoppio con Borgatello. I teutonici, sospinti da 4.517 spettatori pareggiano al 13.29 con Flaake, il cui tiro dall’area d’ingaggio, gonfia la rete dell’Italia. I tedeschi s’infiammano sfiorando il raddoppio con la conclusione dalla blu di Kohl. Le migliori parate del periodo Dennis la riserva nel finale di periodo sventando, al 17.08, su Festerling, in situazione di superiorità, e, al 18.55, intervenendo di gambale su Rankel.

E’ un’Italia, quella della frazione centrale, meno incisiva, gli alti ritmi tenuti nel primo tempo pesano sulle gambe dei ragazzi di Pokel; la Germania chiude gli Azzurri nel terzo difensivo; la Nazionale Italiana fa di necessità virtù e per contrastare il fiato corto usano l’arma della tenacia. Stoicamente e, soprattutto evitando penalità che potrebbero essere fatali, l’Italia respinge gli assalti tedeschi. E’ necessario un power play per ridare sollievo ad una retroguardia messa a dura prova; dal diagonale di Borgatello, Insam prova una deviazione che si stampa su Endras. Il contropiede di Fontanive  dà respiro ad un’Italia in apnea. Pokel, per spezzare il ritmo agli avversari, chiama il timeout; si tenta ogni stratagemma pur di chiudere la frazione di gioco in parità. Scandella, innescato un altro contrattacco, si esibisce in un numero con il quale recupera il puck, dopo essere stato messo a terra da un avversario, riuscendo a servire Sirianni il cui tentativo è senza fortuna.

Il secondo intervallo porta giovamento ai polmoni della squadra capitanata da Egger, meno propensa a subire le iniziative teutoniche: a Festerling risponde Gander per vie centrali e al contropiede di Marcel Muller ribatte Iori con una conclusione dalla blu deviata da Endras con il biscotto. Se la via del goal è preclusa agli Azzurri, lo è anche per la Germania incapace di sfruttare le poche sbavature della difesa avversaria; tuttavia Pokel vuole i tre punti e a 15” dal suono della sirena toglie il portiere per l’uomo di movimento in più. Tutto vano, si va all’overtime e la fortuna, sottoforma di penalità, bacia l’Italia: Petermann è colto in stato di flagranza per una trattenuta, invitato ad accomodarsi nel penalty box, il Blue Team, con Di Casmirro, impiega 9” ad ammutolire i tifosi tedeschi.

Anche se la partita con la Germania non è decisiva al fine della qualificazione, in parte, la beffa subìta nel 2000 a Lubiane è vendicata. Per buona pace di Pat Cortina, al quale gli Azzurri hanno reso più tortuosa la strada che porta a Sochi.

Italia – Germania 2-1 ot (1-1; 0-0; 0-0; 1-0)
Italia: Adam Dennis (Daniel Bellissimo); Christian Borgatello – Alexander Egger – Trevor Johnson – Armin Helfer – Nicholas Plastino – Matt de Marchi – Armin Hofer – Christian Willeit; Markus Gander – Marco Insam – Anton Bernard – Giulio Scandella – Nathan di Casmirro – Robert Sirianni – Diego Iori – Emanuele Scelfo – Vincent Rocco – Nicola Fontanive – Diego Kostner – Patrick Iannone. Coach: Thomas Pokel
Germania: Dennis Endras (Dimitri Kotschnew); Jens Baxmann – Constantin Braun – Nikolai Goc – Moritz Muller – Benedikt Kohl – Felix Petermann – Bernhard Ebner; Jerome Flaake – Garrett Festerling – David Wolf – Kai Hospelt – Andre Rankel – Marcel Muller – Marcus Kink – Felix Schultz – Daniel Pietta – Michael Wolf – Alexander Barta – Philip Gogulla. Coach: Patrick Cortina
Arbitri: Tom Laaksonen (Finlandia) e Alexei Ravodin (Russia) Linesmen: Jari Korteniemi (Finlandia) e Andreas Malmqvist (Svezia)
Penalità: Italia 2 (2/0/0/0) – Germania 10 (6/2/0/2)
Tiri: Italia 21 (10/5/5/1) – Germania 37 (13/13/10/1)
Marcatori: (1-0) 10.15 Robert Sirianni (Giulio Scandella) PP; (1-1) 13.29 Jerome Flaake (Garrett Festerling); (2-1) 62.19 Nathan di Casmirro (Trevor Johnson – Robert Sirianni) PP
Spettatori: 4.517
MVP: Adam Dennis (Italia) e Jerome Flaake (Germania)