EBEL, il Klagenfurt rovina la festa del Lubiana

La partita di ieri contro il Klagenfurt doveva essere, per i tifosi del Lubiana, la partita perfetta: dopo la vittoria ai rigori col Villach e l’exploit ai danni dello Zagabria, una vittoria contro i draghi carinziani avrebbe significato chiudere in maniera perfetta il primo Bezigrad Ice Fest, salire in nona posizione in classifica e salutare degnamente l’idolo Jan Mursak, sulla via del ritorno oltreoceano. Invece, i biancorossi hanno messo sul ghiaccio cuore e muscoli, ribaltando il doppio svantaggio di inizio secondo periodo.

Il Bezigrad Ice Fest 2013, al di là del risultato dell’ultimo match, si può considerare un grosso successo per il team sloveno. Seppur organizzato in maniera  piuttosto frettolosa, l’evento ha fatto registrare il tutto esaurito nelle sfide di domenica 6 (Medvescak, 8:4 a favore dei draghi casalinghi) e martedì 8 gennaio, mentre solo pochissimi posti liberi si registravano all’esordio di venerdì 4, in occasione della sfida poi vinta ai rigori contro il Villach. Le tre partite open air, giocate allo stadio Bezigrad (attualmente in restauro) in occasione dell’ottantesimo anniversario della prima partita di hockey su ghiaccio giocatasi in Slovenia, favorite anche dal contemporaneo addio di Jan Mursak, hanno catalizzato sull’hockey ghiaccio l’attenzione dei media nazionali, già marginalmente interessatisi alle gesta squadra capitolina in occasione del rigore da cineteca di Mike Ratchuk qualche giorno addietro.

La vittoria di martedì contribuirà forse a riportare un po’ di serenità in casa Klagenfurt, dopo il rumoroso addio di Christian Weber, rimpiazzato in panca da Christer Olsson con il chiacchierato Dieter Kalt come assistant coach. Weber, dopo essere rimasto a lungo in bilico, è stato licenziato nonostante l’incredibile numero di titolari infortunati, senza i quali la squadra è stata più volte costretta a scendere sul ghiaccio con una decina di ragazzi provenienti dal team under20.

Di tranquillità c’è estremo bisogno anche a Salisburgo, dopo le polemiche scoppiate attorno al coach Pierre Pagé, notoriamente “sopra le righe” e responsabile del continuo fuggi-fuggi di campioni messi sotto contratto grazie al lockout, che tuttavia preferivano tornare in patria dopo solo poche partite con la maglia biancorossa. Dopo Tobias Enstrom, David Clarkson e Derek Dorsett, a metà dicembre se n’era andato sbattendo la porta pure Derick Brassard, che una volta tornato a Columbus aveva poi definito “poco professionale” l’atteggiamento del club salisburghese.

In testa alla classifica continua la marcia del Vienna, felicemente al di fuori del turbine di arrivi e partenze successivo all’annuncio della ripresa dei giochi in Nordamerica. In seconda posizione, la grande incognita Zagabria: dopo un avvio di stagione imbarazzante, gli orsi hanno messo in piedi uno squadrone capace di potersi permettere di fare a meno di Ryan Kinasewich, girato al Milano. Ora, la partenza di Dustin Jeffrey, attorno al quale era stata costruita la parte migliore della squadra, rimette in discussione la tenuta del team e le otto reti rimediate dal Lubiana sono un chiaro campanello d’allarme.

Le posizioni di rincalzo sono, ad oggi, appannaggio dei cugini carinziani Villach e Klagenfurt, mentre dietro di loro Linz, Graz e Znojmo si contendono i posti migliori in vista dello “split” che dividerà la classifica in Master e Qualification Round. Nulla cambia, invece, nella parte bassa della graduatoria, dove Salisburgo e Fehervar si contendono l’ottava posizione e Lubiana, Dornbirn e Innsbruck conservano i piazzamenti di tre settimane fa.

Classifica
1. Vienna 55 punti
2. Zagabria 53
3. Villach 49
4. Klagenfurt 48
5. Linz 47
6. Graz 47
7. Znojmo 46
8. Salisburgo  43
9. Fehervar 43
10. Lubiana 41
11. Dornbirn 25
12. Innsbruck 15

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