Non lasciate le vostre stecche da hockey in macchina

Dopo tre anni in Procura è finito favorevolmente il processo a Simone Costa, 30enne attaccante dell’Hockey Como accusato di detenzione di arma impropria. Nessuna pistola o coltello, secondo i Carabinieri di Cermenate era da considerarsi tale il bastone di hockey che il giovane teneva appoggiato sul sedile posteriore. Rende nota la vicenda un articolo apparso su La Provincia di Como lo scorso 21 dicembre.
Probabilmente il giocatore sapeva che non sarebbe stato opportuno stare in un parcheggio deserto col bastone in fibra di carbonio, ma più che altro perché qualcuno avrebbe potuto spaccare il vetro per portarlo a casa, non poteva certo immaginare che sarebbero state proprio le forze dell’ordine e metterlo nei guai. I fatti risalgono a tre anni fa durante un controllo dei Carabinieri alle 23.30 di giovedì 5 novembre 2009 nel parcheggio delle piscine di via Europa Unita sulla Novedratese a Cermenate. Il ragazzo nativo di San Fermo della Battaglia aveva appena concluso un allenamento in preparazione all’impegno casalingo in programma quel weekend contro l’Alleghe. La voglia di andare a trovare la fidanzata e l’idea di ottimizzare i tempi poteva costare cara al giocatore che ha dovuto ricorrere agli avvocati per giustificare il fatto che si trovasse in auto da solo con l’oggetto evidentemente del mistero.

I militari dell’Arma non hanno voluto sentire ragioni, hanno sequestrato il bastone e hanno portato Costa in caserma. Il buon senso dato dall’essere un giocatore di hockey e dal non riuscire a farci stare un bastone nel baule senza romperlo non è servito. Per dimostrare la propria innocenza Costa ha portato a testimoniare i compagni e lo staff tecnico, e a presentare copie dei pagamenti in un primo momento inutilmente perché il giocatore venne condannato a un’ammenda di 2.550 euro. Tuttavia il giovane comasco non s’è arreso ed è voluto andare fino in fondo a questa grottesca storia appellandosi al Tribunale a Cantù che il 20 dicembre scorso l’ha finalmente assolto. Secondo il giudice Ferdinando Buatier de Mongeot, il fatto non costituisce reato.
E per fortuna, un giudizio contrario avrebbe reso fuorilegge tutti noi appassionati di hockey.