Filippo Traversa: la mia America sognando l’Azzurro della Nazionale U20

HockeyTime nell’impegno di voler dare voce a qualcuno dei tanti ragazzi italiani che milita in campionati giovanili stranieri si è messa in contatto con Filippo Traversa goalie dal promettente futuro, fratello di Tommaso attaccante che quest’anno milita nella Hobart Univeristy che milita nella NCAA e Chiara goalie anche lei e come Filippo tuttora in attività negli Stati Uniti.
Filippo nasce a Torino il 25.08.94 e seguendo le orme dei fratelli ha iniziato a giocare ad hockey su ghiaccio sin dalla tenera dall’età di 4 anni disputando i vari Campionati Giovanili di categoria.
Parallelamente ha da sempre giocato ad Hockey In Line. Ha vinto 10 titoli italiani di Hockey Inline (dalla U13 alla U17) e 1 titolo Italiano Hockey Ghiaccio Under 18-1° div. e un titolo italiano Hockey ghiaccio Under 18 – 2° div.
Ha disputato nel 2011 il Mondiale Inline a Roccaraso e vestito in due tornei internazionali Under 18 la maglia della Nazionale Ghiaccio ed è stato convocato come 3° portiere all’ultimo Mondiale Under 18 Ghiaccio.

La scorsa stagione ha disputato il Campionato di serie C con il Como e quello Under 20 con il Real Torino chiudendo al 1° posto nella classifica dei portieri della Regular Season.

Come mai hai deciso per questa esperienza oltre frontiera? Cosa ti ha spinto di scegliere proprio gli Stati Uniti? Sei stato “attratto” dalle esperienze dei fratelli?

Ovviamente l’esperienza dei miei fratelli è stata determinante nel decidere sia di provare anch’io l’esperienza al di fuori delle mura di casa, che credo sia molto formativa come persona oltre che come atleta, e di scegliere gli Stati Uniti dove eventualmente posso proseguire con gli studi universitari

E dal punto di vista sportivo, raccontaci come funziona il campionato della MNJHL a cui partecipi. Come è regolamentata la partecipazione al vostro campionato?

Direi che è un Campionato ben organizzato nella tradizione classica USA con due Divisioni (Minnesota e Great Lake) formate da 8 squadre ciascuna con incontri di Conference ed extra Conference e con i play off finali per un totale di circa 60 partite.

Come va il campionato dei tuoi Minnesota Owls? Come siete piazzati in classifica?

Il Campionato è agli inizi; noi abbiamo giocate per ora 15 partite ma altri sono già a quota 19. In proiezione potremmo essere nelle prime 3-4 in Regular Season.

E riguardo la tua stagione, sei soddisfatto di come e quanto stai giocando? Le tue stats son dei grandi numeri, hai già fatto 2 SO in questa stagione.

Il mio Campionato per ora va benissimo. Ho giocato 9 partite su 15 e nonostante i 321 tiri presi (l’ultimo incontro 61) ho subito 21 gol con una %SVS di 93.5 che mi consente di essere 2° in classifica portieri nella Lega.

Che differenze hai trovato al tuo arrivo rispetto all’hockey giovanile italiano?

Da un punto di vista tecnico i campi sono più piccoli, si corre e si tira di più e il gioco è più aggressivo e quindi il lavoro dei portieri è sicuramente maggiore anche perché il livello degli atleti è mediamente più alto.

Ci sono molti giocatori europei nella tua lega? O sei una eccezione? Come sono composte le squadre?

Di italiano solo io, ma anche gli europei sono pochi. Solo qualche russo.

Che tipo di allenamenti fate? Sono più o meno intensi rispetto a quando ti allenavi in Italia?

Ci alleniamo tutti i giorni 2 volte al giorno. Al mattino lo facciamo di nostra iniziativa fra i giocatori. Al pomeriggio con tutta la squadra e l’allenatore. Ci s’impegna e si suda parecchio anche perché qui i roster sono frutto di selezioni e sono di una trentina di giocatori di cui 3-4 portieri e la concorrenza è molto alta e 6 o 7 stanno in tribuna ogni partita e ovviamente nessuno ci vuole andare.

L’hockey negli Stati Uniti è una cosa molto seria, quindi immaginiamo che la preparazione porti via molto tempo? Dovendo pensare anche agli studi, sarai parecchio impegnato, raccontaci una tua giornata “tipo” per capire il tipo di impegno che vi è richiesto

Io mi sono organizzato e non andando a scuola in Usa studio per conto mio sui testi italiani e mi tengo in contatto con alcuni insegnanti via skype. A marzo ritornerò in Italia e frequenterò la scuola e darò la maturità. Certo non sarà facilissimo.

E invece come è visto l’hockey della tua lega sui mass media? Avete spazio su giornali e televisioni, anche locali?

Le partite sono trasmesse e commentate in streaming. Non mi pare ci siano televisioni locali. La Federazione Americana (USA HOCKEY)  pubblica un Magazine realizzato molto bene con spazi dedicati a tutte le varie leghe.

Veniamo alle tue passioni, qual è il tuo idolo come giocatore? Ti ispiri a qualche portiere in particolare? Quanto ha influito tua sorella Chiara nella scelta del ruolo?

Direi Messi… ma visto che parliamo di hockey: Sidney Crosby.

Sfortunatamente sei in Nord America in un anno in cui la NHL è in sciopero, ma se dovesse iniziare pensi di andare a vedere qualche partita degli Wild e tifi per loro oppure hai altre squadre preferite?

Sicuramente se dovesse iniziare farò il possibile per andare a vedere qualche partita degli Wild. Visto che non tifo per una squadra in particolare, essendo qui in Minnesota, tiferò sicuramente per loro.

Come è vissuto l’hockey dai giovani del Minnesota? Se ne parla molto o gli  sport dominanti sono altri tipo baseball o football americano?

Il Minnesota è chiamato State of Hockey, perché fra i classici sport americani l’hockey è sicuramente al primo posto. In particolare il movimento giovanile è molto sviluppato e tenuto molto in considerazione. Ci sono circa 200 squadre di High School che disputano il loro Campionato.

In Italia ti dilettavi anche con l’hockey inline, hai provato anche li, oppure non c’è il tempo materiale per fare tutto?

Ho cominciato anche nell’In Line da piccolo, ho vinto parecchi titoli italiani giovanili e ho giocato anche un Mondiale U20 e anche molte partite da giocatore di movimento e mi sono divertito molto. Però qui veramente non ho certo il tempo di farlo.

Riesci a seguire il campionato italiano? Non essendoci il Real Torino tifi per qualche squadra in particolare?

Sì, continuo a seguirlo sui siti web e qualche volta vedo anche le partite il giovedì su Raisport in streaming. Ho una simpatia per il Milano Rossoblu perché ci giocano alcuni miei amici.

Sei mai stato contattato da qualche team italiano per giocare qui in squadre senior o anche nelle giovanili?

No, anche perché sono stato sempre nel Real e quest’anno sono venuto qui in Usa.

 Che rapporti hai con gli organismi federali Italiani? Senti mai qualcuno? Ricevi delle convocazioni? A dicembre ci sono i Mondiali Under 20 pensi che sarai convocato?

Negli ultimi anni ho ricevuto qualche convocazione ed ho vestito la maglia azzurra in Tornei. I tecnici quindi mi conoscono e spero che mi considerino bene. Avere una convocazione per un Mondiale è sempre una grandissima soddisfazione. Spero di continuare con i risultati attuali. La concorrenza è tanta… Ma non si sa mai.

C’è qualche suggerimento/consiglio che ti piacerebbe dare a chi gestisce l’hockey italiano per tutelare i ragazzi che come te militano in campionati esteri?

Certo non sono io in grado di consigliare chi gestisce l’hockey italiano ma i tecnici Federali sono sicuramente preparati e seguono certamente anche i ragazzi che giocano all’estero. Devo dire che chi ha la fortuna di fare un esperienza come la mia normalmente è ben considerato perché sicuramente fa una grande esperienza ed ha la possibilità di giocare ad un ottimo livello.

Cosa vedi nel tuo futuro? Pensi fermarti in America a lungo oppure pensi che prima o poi ti venga data l’opportunità di tornare in Italia per giocare in serie A?

Intanto penso a fare un buon campionato con la mia attuale squadra e farmi notare dagli scouts dei Colleges per avere un borsa di studio e come mio fratello Tommaso e mia sorella Chiara frequentare negli States l’università e giocare ovviamente ad hockey. Poi fra cinque anni si vedrà.

 Si ringrazia Filippo Traversa per la cortese disponibilità