Dopo 10 anni torna a giocare Brett Stewart, indimenticato attaccante di Fiemme e Appiano

di Marco Depaoli

Sì sì è proprio lui, Brett Stewart, l’attaccante canadese dell’ultima stagione del Fiemme in serie A nel lontanissimo 1994. Nel bel mezzo del grande hockey degli Anni 90 quel Fiemme chiudeva quasi un decennio sul palcoscenico della serie A più affascinante della storia dell’hockey italiano.
La campagna acquisti trentina aveva portato in Val di Fiemme Brett Stewart, semplicemente una scommessa dal momento che proveniva dell’Appiano. Pur avendo realizzato qualcosa come 69 punti personali (33 gol e 36 assist) in 32 partite, l’Appiano era pur una squadra arrivata in finale del campionato di serie B2 (alias serie C), sconfitta poi dal Pergine di Cary Farelli.
L’ex lupo trentino soffriva l’omonimia pesante con il Bill che dopo essere passato alla leggenda col Saima ruggiva ancora nella retroguardia del Gardena dopo aver appena conquistato un altro scudetto nei Lions berlusconiani. Quel Fiemme di Brett Stewart si giocava l’ultimo posto con l’altra trentina Fassa ma quella che ne uscì fu invece una stagione molto soddisfacente. Con i gialloneri di coach Steve Smith (ex beniamino del Brunico) giocavano dei giovanissimi Fabio Armani, Giorgio De Bettin e Armando Chelodi, talentuosi oriundi come Sacco, Piero Greco, John Massara e Mario Nobili, ed onesti stranieri come Tarrant, McRory ed Ales Tomasek, in questi ultimi anni allenatore dei Killer Bees di Varese. In un’Alpenliga stellare il Fiemme del presidente Patuzzi con 17 punti si classificò all’11° posto davanti a Gardena, Fassa, Asiago e Brunico. Storica la vittoria sul Feldkirch lassù in Vorarlberg ma anche i pareggi con Milano, Aosta e Alleghe.

Il 25enne Brett Stewart risultò il 9° marcatore dell’intero torneo con 24 gol (e 12 assist) in 14 partite. Davanti a lui giocatori dal nome altisonante di Vostrikov, Dino Felicetti, Wahlsten del Klagenfurt, Dallman del Graz, Maslennikov, Pasin, Alston del Varese e Wheeldon del Feldkirch.
Con queste premesse e con questo bomber assoluto per l’outsider Fiemme, l’obiettivo play-off in un campionato italiano a 11 squadre sembrava a portata di mano. Invece, nonostante altri 20 gol e 22 assist in 20 partite di Brett Stewart, il Fiemme rimase con un palmo di naso al nono posto, un punto dietro al Gardena (che verrà sbranato dal Milan ai quarti) e 4 dietro alla rivale n° 1 Fassa. Di quel campionato rimane comunque il gran colpaccio al Piranesi strappando un punto al mostruoso Milan, quarto in Europa con un difensore della nazionale russa, uno della Cechia, due francesi e mezza nazionale italiana.
Nato il 6 gennaio 1969, Stewart lasciata l’Italia dopo la chiusura del club si trasferì in Germania nel Riessersee di seconda Bundesliga. Fu subito promozione in DEL grazie soprattutto ai 96 punti (53+47) del canadese in regular season aggiunti ai 27 (12+15) in 10 gare di play-off. Prolifica anche la stagione in DEL portando i bavaresi dritti fino ai play-off. Seguono altre stagioni a Lillehammer (con finale di stagione a Klagenfurt), Newcastle Cobras (Inghilterra) e il ritorno al Riessersee ridisceso nel frattempo in 2. Bundesliga. Poi subito Heilbronner verso i play-off, Esbjerg in Danimarca, Olofströms in Div 1 svedese e infine Trondheim in Norvegia dove Stewart conclude la sua straordinaria carriera nel 2002, a soli 33 anni. Nella terra dei fiordi Brett ci lascia il cuore e decide di stabilirsi a Vegårshei nel sud del Paese verso la Svezia. Apre una palestra ma l’hockey resta nel sangue. Continua ad allenarsi con la formazione della vicina Arendal e alla fine cede al richiamo del puck. Esattamente 10 anni dopo l’ultima stagione agonistica, Brett Stewart viene ingaggiarlo da una formazione di terza categoria norvegese, il Skien IHK, come allenatore-giocatore.

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