Dal presidente: Basta torce e fumogeni

(Dal sito hcap.ch) – Ho detto al termine della scorsa stagione che c’era una sola occasione all’anno in cui potevo capire l’accensione di torce alla Valascia e anche pagare di tasca mia la relativa multa: era appunto l’ultima partita della stagione che ci portava finalmente alla salvezza!

Tutto il resto è inaccettabile:
– per la sicurezza delle persone e per i danni che si provocano (c’è persino chi si è rivolto – inutilmente – all’Ambri per farsi rimborsare abiti bruciacchiati);
– per le pesanti multe della Lega (fino a decine di migliaia di franchi l’anno, per intenderci) che colpiscono l’Ambrì già sempre in ristrettezze finanziarie;
– per la pessima immagine che si dà in tutta la Svizzera, quando invece a noi preme far passare la simpatia per la nostra squadra.

Quanto accaduto mercoledì a Lugano rappresenta un’ulteriore escalation che va condannata senza esitazioni. La torcia accesa nel nostro settore e lanciata nel settore avversario – anche se non esplosiva, per fortuna – avrebbe potuto di sicuro ferire qualcuno.

Non penso si possano incolpare di ciò i responsabili della sicurezza, o accontentarsi di dire “è stato solo un individuo isolato”. Con buona probabilità, chi ha portato la torcia era accompagnato da altri che sapevano, e di sicuro è stato visto dai vicini nell’accensione e nel lancio. Che nessuno abbia avuto il buon senso di fermarlo, fa di questo gesto sconsiderato una responsabilità collettiva.

Per questo il mio appello va oggi a TUTTI i tifosi che amano l’Ambrì: BASTA torce e fumogeni allo stadio! Non fatelo, e fermate per favore quelli che stanno per farlo. E se non ci riuscite, denunciateli. CON LA SICUREZZA NON SI SCHERZA!

Aggiungo un appello, personale, a colui che ha acceso e lanciato la torcia a Lugano: se sei un vero tifoso e se vuoi fare qualcosa di buono per l’Ambrì, annunciati spontaneamente al Club. Sarà un segnale importante che potremo dare alle autorità sportive: l’Ambrì è una vera famiglia, e anche quando sbaglia sa correggersi al proprio interno.

Filippo Lombardi

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