Dov’è Peter Jaks?

Grande apprensione in Svizzera per le sorti di Peter Jaks; da domenica mattina non si hanno più notizie dell’ex attaccante della Nazionale elvetica, l’ultimo contatto è avvenuto con una delle figlie tramite un sms inviato alle 5.30, poi il nulla. L’allarme è stato dato dalla madre che attendeva Jaks in Repubblica Ceca nei giorni successivi; i tentativi di parenti e amici di contattarlo sono risultati vani, il cellulare è stato rinvenuto nella sua abitazione spento di Bellinzona e la sua auto regolarmente parcheggiata sotto casa. Le ricerche lungo gli argini del fiume Ticino, da parte delle autorità cantonali svizzere, le quali hanno impiegato un elicottero della Rega (Guardia aerea svizzera di soccorso) e delle unità cinofile e lacustri, non hanno avuto alcun esito. Eppure nulla avrebbe fatto presagire una fuga improvvisa: nelle ore precedenti il commentatore televisivo della RSI era spettatore alla partita di calcio tra il Bellinzona e il Winterthur e coloro che hanno avuto modo di parlare con lui, l’hanno trovato tranquillo. Alcune testimonianze affermano che Jaks avrebbe cambiato dei Franchi svizzeri in Euro e sarebbe salito su un treno diretto in Italia. La conferma del suo spostamento nella Penisola si è avuta ieri: fermato dai carabinieri per un controllo, alle 2.35 di lunedì notte, presso la stazione di Potenza Superiore, l’ex attaccante elvetico, senza documenti al seguito, ha dichiarato ai militari di essersi recato nella Capitale italiana ad assistere alla partita di calcio tra Roma e Atalanta; salito sul treno per tornare in Svizzera si sarebbe addormentato e al suo risveglio si sarebbe accorto di essere stato derubato della borsa che aveva al seguito, inoltre si sarebbe accorto di essere salito sul treno sbagliato e di essere in attesa di prendere quello che lo avrebbe portato verso nord.

Ieri sera, al termine della partita tra Rapperswil e Lugano, ai microfoni della seconda rete della televisione svizzera italiana, l’attaccante Hnat Domenichelli, in lacrime, ha lanciato un appello a Jaks, invitandolo a tornare e a chiamarlo in caso di bisogno. Da giocatore Peter Jaks, oltre ad essere stato un attaccante della Nazionale rossocrociata, dal 1983 al 2003, ha vestito le maglie dell’Ambrì Piotta, Lugano e Zurigo Lions. In Italia è ricordato soprattutto a Varese, dove ha contribuito negli anni ’80 allo sviluppo dell’hockey della Città Giardino, militando in una delle formazioni amatoriali di quell’epoca.
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Appesi i pattini al chiodo, ricoprì la carica di Direttore sportivo della squadra leventinese dal 2003 al 2009, al termine di quella esperienza ha intrapreso il ruolo di commentatore tecnico per la RSI venendo apprezzato per le sue qualità di competenza.

Chi avesse informazioni può contattare la Polizia cantonale svizzera telefonando al numero 0041 848 25 55 55. I connotati di Jaks presenti sul loro sito lo descrivono “di carnagione bianca, corporatura robusta, 184 cm, viso ovale/rotondo, occhi castani, calvizia totale, tatuaggio avambraccio destro “K R V”. Nessuna indicazione sull’abbigliamento indossato al momento della scomparsa. Di lingua madre italiana, si esprime anche in tedesco, francese, inglese.”

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