L’Ambrì incappa in una serata storta e si arrende allo Zurigo

(Com. stampa Ambrì Piotta) Brutto affare per l’Ambrì Piotta che, nell’ottava giornata di campionato, è stato sconfitto 5-2 dallo Zurigo tra le mura amiche della Valascia, davanti a più di 5’000 spettatori. La formazione di Constantine non è riuscita a riproporre la bella prestazione offerta martedì all’Hallenstadion contro gli stessi avversari, ed anzi, è andata in contro ad una “serata no”.
Tutta la squadra ha infatti fornito una prestazione meno brillante rispetto al solito, al cospetto di una truppa zurighese zeppa di nomi importanti ma sicuramente non trascendentale. Per tutta la partita, i biancoblù si sono dimostrati inefficaci in attacco ed hanno a volte fatto confusione in difesa, rendendo la vita più facile agli ospiti che, dopo avere ottenuto il punto del 2-1, si sono rifugiati nel loro settore difensivo ed hanno colpito solo in contropiede. Il cecchino Tambellini è stato implacabile e, grazie anche ad un arbitraggio a tratti quanto meno dubbio, la reazione della squadra di casa si è rivelata troppo timida.

Messi di fronte alla necessità di fare il gioco, i leventinesi sono infatti solo a sprazzi riusciti a mettere in difficoltà la retroguardia ospite e, se si esclude un sussulto d’orgoglio all’inizio del terzo periodo, non hanno dato l’impressione di poter ribaltare il risultato negativo.
Le migliori cose a livello di singoli le ha mostrate la scattante seconda linea formata da Raffainer, Walker e Lakhmatov. I tre sono stati in grado, grazie alla loro velocità e caparbietà, di creare diverse occasioni da gol, ma, vuoi per imprecisione o vuoi per le grandi parate di Flüeler, non sono riusciti a trovare la via del gol. La sconfitta non deve comunque essere presa con troppa negatività, così come dopo quattro vittorie consecutive non ci si era lasciati prendere dall’euforia. Una serata in cui alcune cose vanno storto può capitare e non deve andare ad intaccare quanto di buono fatto in precedenza, l’Ambrì ha già dimostrato il suo valore ed ha indubbiamente i mezzi per continuare sulla strada imboccata.
Per l’ambiente sarà molto importante dare segnali di reazione già a partire da sabato a Davos, dove i ticinesi affronteranno i campioni svizzeri in carica in una sfida che appare molto difficile.