La meteora bolzanina Fernholm resta in KHL

A Bolzano durante la stagione 2004/05 ha giocato solo 7 partite ma è stato uno dei migliori giocatori di quel campionato segnando il suo nome nei ricordi bolzanini. Era l’anno dello sciopero NHL e l’Europa vide un’invasione di campioni, alcuni dei quali finirono anche in Italia. Daniel Fernholm era un ventunenne svedese di belle speranze ma sulla sua squadra di appartenenza, il Djurgårdens, si catapultarono personaggi dal nome di Dan Boyle e Daniel Tjärnqvist che allungarono troppo la panchina. La forte squadra svedese mandò in prestito Johannes Salmonsson, Robert Nilsson e infine il difensore svedese Fernholm che vestì la maglia del Bolzano in una squadra assemblata alla bene e meglio con tanti talenti ma poca coesione. Arrivò al posto di Lundmark, l’NHL dei New York Rangers che tanto aveva fatto sognare i bolzanini ma sulla carta: nonostante fosse risultato il miglior realizzatore del Bolzano con 10 gol e 10 assist trasudò spesso svogliatezza fino alla decisione di tornarsene a casa. Fernholm, 195cm per 100kg, ci mise invece tutto il suo impegno ordinando la difesa in modo esemplare, ma poco dopo venne richiamato in patria. Al suo posto a Bolzano arrivò Deron Quint, l’altro giocatore che tenne in piedi la difesa del Bolzano quasi da solo con minutaggi spaventosi.

Draftato dai Penguins nel 2002 come quarta scelta, Fernholm quello stesso anno venne chiamato in nazionale dove giocherà in pianta stabile fino alla medaglia d’argento ai mondiali della scorsa primavera.
Ha continuato a giocare in Elitserien (Djurgårdens e Linköping) fino al 2010 quando la Russia ha avuto bisogno di lui. In KHL l’anno scorso ha giocato nel Neftekhimik Nizhnekamsk per poi finire la stagione nella Dynamo Minsk. L’anno che viene giocherà nei sobborghi moscoviti con l’Atlant Mytishchi (finalista l’anno scorso) allenato dal connazionale Bengt-Åke Gustafsson, un’icona nel paese delle Tre Corone.

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