Milos Ganz, da Falcade ad Alleghe

(com. stampa HC Alleghe Tegola Canadese) – Milos Ganz, classe 1990 è uno dei giocatori più giovani della corte di McKenna, muove i primi passi sotto lo sguardo di papà Roberto sul campo ghiacciato di Falcade. E’ una passione di famiglia l’hockey, Yuri gioca con la Serie C e papà Roberto ha giocato 5 stagioni in Serie A con l’Alleghe, nel 85/86 vince il campionato di Serie B con il Fiemme conquistando la promozione in A e finisce la carriera di giocatore allo Zoldo dove inizia però quella di allenatore. Come coach allena per 5 anni le giovanili del Falcade e diventa secondo allenatore della nazionale femminile. E Milos ne segue le orme giocando nelle giovanili dell’Alleghe con una parentesi nel Fassa in Under 16. E’ stato seguito da Valery Plotysky che ritiene uno dei migliori allenatori che abbia avuto.

Presentati Milos e dicci, perchè ti chiami così?

Mi chiamo Milos perchè mio padre quando era a Zoldo giocava con Milos Kupec, da lì il mio nome. Abito a Falcade dove lavoro presso il Bar al Parco, sono fidanzato con Elena, una ragazza di Taibon e mi piace giocare a calcio. Milito nel Canale d’Agordo e sono compagno di squadra di Carlo Lorenzi. Nel tempo libero passeggio in montagna e mi piace ascoltare Ligabue.

Perchè hai il numero 90?

Io ho sempre avuto il 19 nelle giovanili ma quando sono arrivato in Serie A a 17 anni era già occupato da Manuel Da Tos, allora volevo il 91 ma quell’anno lo aveva Chaulk… allora ho optato per il 90 che è anche il mio anno di nascita.

Come mai hai scelto di giocare in difesa?

Non l’ho scelto io, probabilmente quando ho cominciato c’erano troppi attaccanti quindi mi hanno messo in difesa! Comunque ora è un ruolo che mi piace molto.

Che ricordo ti è rimasto delle nazionali?

Ho disputato 2 mondiali con l’under 18 ed altrettanti con la 20, sicuramente ho bei ricordi. Prima arrivi, non conosci nessuno e ti senti spaesato ma poi in pochi giorni si crea un grande gruppo unito e ci si ritrova tutti amici: questo mi ha aiutato molto a crescere!

Ti ricordi il primo goal in Serie A?

Certamente! Era la stagione 2007/08, giocavamo contro il Brunico nel relegation round al De Toni, ho segnato l’1-0 con lo stadio pieno, è stata un’emozione incredibile… mi pareva di essere in un altro mondo!

Hai giocato molto anche con la Serie C…

Sì, assieme a mio fratello Yuri che vi milita tuttora. Mi sono trovato benissimo, è un bel gruppo e siamo tutti amici, ci divertivamo davvero a giocare!

Hai fatto un’esperienza a Milano, ma è durata poco. Come mai?

Ho avuto troppa fretta a prendere questa decisione, diciamo che non mi sono trovato a mio agio, mi aspettavo un ambiente diverso e sono rimasto un po’ deluso. Comunque penso che i giovani devono provare comunque a mettersi alla prova in altre realtà, tutto aiuta, nel bene e nel male.

Cosa ti auguri per il tuo futuro?

Di poter giocare ad hockey il più possibile, questo sport fa parte della mia vita, mi diverte e mi piace. Poi non lo so, prenderò tutto quello che viene!

C’è ancora qualcosa che vuoi dire?

Vorrei dire grazie ai tifosi, sono anni che ci seguono e ci sostengono anche se abbiamo vinto poco. Nonostante tutto ci sono sempre accanto e per questo voglio ringraziarli.

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