Stanley Cup 2011 firmata Boston Bruins

Dopo una gara 7 a senso unico, i Boston Bruins si sono portati a casa la Stanley Cup datata 2011. La 6a della loro gloriosa storia.

I padroni di casa, tentano di colpire i futuri campioni solamente durante i primi 20′ di gioco. Grazie ad un Tim Thomas in serata di grazia (superlativo salvataggio su Daniel Sedin al minuto 7:27) e alla poca precisione dei Canucks, i Bruins riescono ad eliminare i papabili danni e sfoderano il primo montante al minuto 14:37 con Patrice Bergeron (Marchand).
Vancouver prova a concentrare le forze e ribattere il prima possibile, ma Boston risulta troppo sicura dei propri mezzi e in grado di gestire il match. La dimostrazione la si trova nei minuti precedenti la rete di Brad Marchand (Seidenberg, Recchi), arrivata 17’36” dopo la prima marcatura : i Canucks creano di più ma la migliore occasione la trova lo stesso Marchand, che viene fermato esclusivamente dal palo.

La bastonata risulta troppo violenta e i padroni di casa si spengono totalmente. I Bruins sfruttano immediatamente la situazione, andando vicinissimi alla terza rete con Mark Recchi. Nemmeno una superiorità numerica sveglia i ragazzi di Vigneault e Boston chiude la partita, in inferiorità a 2’25” dalla fine del periodo centrale, con la seconda marcatura di Patrice Bergeron (Seidenberg, Campbell).
Il periodo finale è pura e semplice formalità, dove i Bruins riescono a trovate un empty net goal, firmato Brad Marchand, a 2’44” dalla sirena finale.

Book fotografico (fonte : NHL.com)

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Casa Bruins

La gioia di Zdeno Chara ha strappato qualche lacrima ad ogni appassionato di questo sport. Quella finale di conference del 2003 contro i Devils, quando ancora indossava la canotta dei Senators, se la ricordano un pò tutti. Lo stesso vale per il dramma dei scorsi playoff. Nel 2003 i Devils andarono a vincere la Stanley Cup, mentre nel 2010 i Flyers approdarono in finale, portando a gara 6 i Blackhawks prima di perdere. Commovente e simpatico il suo siparietto con la Stanley Cup (che aveva avuto dei problemi ad arrivare a Vancouver)

Nel post partita, Mark Recchi ha mantenuto la promessa fatta ed ha annunciato il ritiro. Sublime l’abbraccio tra lui, Bergeron e Marchand pochi secondi dopo l’ultima marcatura di quest’ultimo. A 43 anni suonati, il cittadino di Kamloops lascia in eredità 1680 (638+1042) punti realizzati in 1799 partite disputate nella NHL. Saluti, maestro!

Durante la celebrazione, sul ghiacco si è presentato il signor Nathan Horton. Quest’ultimo ha seguito la squadra per tutta la giornata, dalla colazione all’allenamento, dal viaggio verso lo stadio all’alzata di coppa sul ghiaccio.
Aneddoto pre-match : Horton ha versato dell’acqua sul ghiaccio della Rogers Arena. Intervistato, ha detto che si trattava di “dirty water from Boston“. “Dirty water”, come la canzone che risuona al TD Garden dopo le vittorie.

Brad Marchand : l’animale da playoff. Intervistato da NHL Network, durante l’alzata della coppa, sembrava un bambino al parco giochi. Dopo le solite dichiarazioni di rito, ha iniziato a dire la sua per quanto riguarda i Canucks : “Odiosi. Guardate cos’hanno fatto a Horton e poi continuavano a lamentarsi tramite i media”. La foga del rookie e la gioia del rookie : un mix naturale.

Per quanto riguarda Tim Thomas, non esistono più descrizioni valide. Come già affermato dall’intera stampa mondiale, il fattore di questi playoff. Grazie a lui i Bruins si sono salvati in svariate occasioni. Per capire la maestosità del prodotto, basta sfoderare un numero : con le 798 durante questa post-season, ha aggiornato il record che restava in piedi dal 1994 (guarda caso, proprio dell’allora portiere dei Canucks Kirk McLean).

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Casa Canucks

Terza finale e terza sconfitta. Seconda volta in una gara 7. E’ la terza volta, nella storia della NHL, che dopo 6 gare dominate dal fattore campo gli ospiti espugnano il campo nemico nella decisiva gara 7 (Canadiens nel 1971 a Chicago e Penguins a Detroit nel 2009).

Hanno aggiornato un record : minor numero di reti segnate in una finale. 8 vs 9 del 1945. 66 anni fa! Applausi (anche no).

Non sono riusciti a riportare la coppa in Canada. Manca dal 1993, come già detto dall’intera stampa mondiale svariate volte. Troppa pressione. Comprensibile … ma troppa.

Ryan Kesler, con gli occhi lucidi e la mascella ballerina, si è preso le sue responsabilità. Ricordiamo che il problema fisico non l’ha aiutato. I gemelli svedesi hanno fatto lo stesso, dicendo che non riuscivano a trovare la via della rete. Quest’ultime sono state utilizzate per portare in alto i Canucks e smarrite nel momento del bisogno. Dispiace.

Sicurezza di Roberto Luongo tra le mura amiche? Non pervenuta in gara 7. Per un goalie che viene criticato sempre e comunque quando non raggiunge qualche obiettivo, questa è una brutta mazzata. Intervistato, si è lasciato andare un pò : “E’ un gioco di squadra e non ha senso andare a puntare il dito su un singolo giocatore. I Bruins hanno lavorato bene, non hanno mollato mai e quando l’hanno fatto sono stati salvati dal loro goalie. Una delle due doveva vincere“.