La Sinfonia ceca incanta la Russia. Bronzo per Jagr & Co.

(Bratislava) – La scorsa stagione Hockeytime aveva definito il duello per l’oro tra Jagr e Ovechkin, uno scontro tra titani; un anno più tardi le due squadre si sono incontrate per conquistare la medaglia meno preziosa. Entrambe sconfitte in semifinale, Jagr e Ovechkin hanno avuto un cammino personale speculare: se Jagr ha dimostrato di essere un giocatore immortale e al tempo stesso ancora decisivo, collezionando 8 punti, frutto di 5 goal e 3 assist e un plus/minus di +4, Ovechkin, giunto in terra slovacca una settimana fa, dopo l’eliminazione dei Washington Capitals dai playoff NHL, con le sue prestazioni non ha mai inciso in maniera determinante; condizionato dalla lunga stagione NHL che l’ha svuotato a livello mentale, l’attaccante russo ha totalizzato in questo Mondiale 0 punti in 70 minuti di gioco e un plus/minus di -2.

Nei primi minuti di gioco la Russia fa subito capire ai cechi l’intenzione di conquistare la medaglia di bronzo, dopo 25 secondi il primo affondo è di Radulov, il cui tiro finisce a lato di poco; all’1.07 Ovechkin impegna il goalie avversario con una conclusione angolata. La Russia tiene i cechi nel loro terzo difensivo, ma l’arma del contropiede li ripaga della strenua resistenza con il goal del vantaggio con un’azione iniziata da Plekanec, il cui passaggio centrale è finalizzato, al 3.33, da Cervenka. La tattica ceca si dimostra pericolosa anche nei minuti successivi con il tiro centrale di Jagr al 9.02. La maggiore propensione all’attacco dei russi permette loro di raggiungere il pareggio con un tiro angolato di Kovalchuk, assistito da Radulov al 9.25. Disco al centro e quindici secondi più tardi i russi ribaltano il risultato con Kulikov che, ricevuto il puck da Afinogenov, ha tutto il tempo di aggiustarselo, mirare e battere Pavelec. L’1-2 potrebbe mettere in ginocchio i cechi, i quali, di contro reagiscono immediatamente: Marek e Rolinek impostano e Prucha realizza, al 10.40, con uno slapshot che si infila nel sette alla sinistra di Barulin. La Russia torna a procurare qualche grattacapo a Pavelec  al 12.09 con il tentativo dalla blu di Kalinin e al 16.44 con Afinogenov. Al 18.53, Pavelec, la termine di un’azione russa insistita, deve deporre le armi sulla conclusione ravvicinata di Kovalchuk.

La gara vive momenti esaltanti anche nel secondo tempo: al 21.13 Marek conquista il disco in zona neutra, portatosi nel terzo d’attacco l’azione è vanificata dalla retro guardia russa. La Repubblica Ceca insiste e al 22.09 la botta centrale di Prucha si insacca sotto la traversa riportando il risultato in equilibrio. La partita mantiene la sua vivacità grazie ai continui capovolgimenti di fronte, i più concreti, in questa fase sono i cechi i quali osano maggiormente: al 25.19 Nemec tenta la via del goal, senza trovarla, al 28.01 Elias, da dietro la gabbia, cede il disco a Zidlicky, l’intervento di Barulin gli nega la gioia del goal che è rinviata di lì a poco: al 30.45 da una liberazione della difesa ceca, Atyushov, posizionato all’altezza della blu, non aggancia il puck sul quale si avventa come un rapace Cervenka, involatosi verso Barulin lo supera dando di nuovo il vantaggio al Repubblica Ceca. La Russia sembra incapace di creare veri pericoli ed è costretta, al 32.03, a subire un’altra azione ceca con la quale Rolinek colpisce la traversa.  Con il trascorrere dei minuti la Russia è sempre meno incisiva e al 35.10 i cechi allungano con Cervenka che devia sotto porta un il disco scagliato da posizione defilata da Plekanec; la “Sbornaja” ha un sussulto al 36.08 con il goal in mischia di Tarasenko, confermato anche dalle immagini televisive richieste dalla terna arbitrale. Il match, fin qui corretto (solo 2’ di penalità assegnati a Kalinin al 37.31), vive momenti di nervosismo al 38.42 con una breve rissa che coinvolge Elias, Rachunek e Afinogevov invitati ad accomodarsi nel penalty box.

L’ultima frazione di gioco registra ritmi più blandi con i portieri meno impegnati. Il primo a togliere le castagne dal fuoco alla sua squadra è Barulin, durante il primo power play della frazione di gioco assegnato alla Repubblica Ceca; il portiere russo deve intervenire su Jagr, Elias e Rachunek; al 46.30 non riesce ad opporsi a Marek che lo infila facendo èassare il disco tra i gambali. Alla Repubblica Ceca non rimane che controllare la partita e rendere evanescenti le poche azioni pericolose costruite dalla controparte. Bykov, nonostante tutto, non perde le speranze e al 57.41, nel tentativo di riaprire il match, toglie il portiere per l’uomo di movimento in più, tuttavia la mossa non si rivela vincente e al 58.16 Plekanec  mette il sigillo finale segnando a porta vuota.

Repubblica Ceca – Russia 7-4 (2-3; 3-1; 2-0)
Repubblica Ceca:
Ondrej Pavelec (Jakub Stepanek); Zbynek Michalek – Karel Rachunek – Marek Zidlicky – Martin Skoula – Petr Caslava – Ondrej Nemec; Roman Cervenka – Jaromir Jagr – Tomas Plekanec – Milan Michalek – Michael Frolik – Patrik Elias – Petr Hubacek – Jiri Novotny – Petr Vampola – Petr Prucha. Coach: Alois Hadamczik
Russia: Konstantin Barulin (Vasili Koshechkin); Vitali Atyushov – Fyodor Tyutin – Konstantin Korneyev – Denis Grebeshkov – Dmitri Kalinin – Dmitri Kulikov – Ilya Nikulin – Alexei Yemelin; Sergei Zinoviev – Alexander Radulov – Ilya Kovalchuk – Nikolai Kulyomin – Yevgeni Artyukhin – Vladimir Tarasenko – Alexander Ovechkin – Konstantin Gorovikov – Maxim Afinogenov – Alexei Tereshenko – Danis Zaripov – Alexei Morozov. Coach: Vyacheslav Bykov
Arbitri:  Danny Kurmann (Svizzera) e Christer Larking (Svezia) Linesmen: Ivan Dedioulia (Bielorussia) e Miroslav Valach (Slovacchia)
Penalità: Repubblica Ceca 4 (0/4/0) – Russia 6 (0/4/2)
Tiri: Repubblica Ceca 28 (7/12/9) – Russia 43 (17/15/11)
Marcatori: (1-0) 03.33 Roman Cervenka; (1-1) 09.25 Ilya Kovalchuk (Alexander Radulov – Fyodor Tyutin); (1-2) 09.40 Dmitri Kulikov (Maxim Afinogenov – Konstantin Gorovikov); (2-2) 10.22 Petr Prucha (Tomas Rolinek – Jan Marek); (2-3) 18.53 Ilya Kovalchuk (Alexander Radulov – Sergei Zinoviev); (3-3) 22.11 Petr Prucha; (4-3) 30.45 Roman Cervenka (Petr Prucha); (5-3) 35.10 Tomas Plekanec (Roman Cervenka); (5-4) 36.03 Vladimir Tarasenko (Sergei Zinoviev – Konstantin Korneyev); (6-4) 46.30 Jan Marek; (7-4) 58.16 Tomas Plekanek (Jaromir Jagr – Roman Cervenka) ENG.
Spettatori: 9.283
MVP: Roman Cervenka (Repubblica Ceca) e Ilya Kovalchuk (Russia)