Rick Cornacchia: “Non ho mai temuto di non farcela”

(Budapest) – Al termine della conferenza stampa ufficiale il coach Azzurro, Rick Cornacchia, si è trattenuto con i media per rispondere ad altre domande che non siano le solite di rito dettate dal protocollo.

Lo scorso dicembre hai dichiarato ai nostri microfoni che eri rimasto sorpreso dei giovani convocati. Alcuni di loro li hai portati a questi Mondiali. Sono pronti per la Top Division?
Passo dopo passo. Ci vuole tempo ed esperienza, molti giovani hanno giocato contro la Polonia e la Francia; per far esperienza sono venuti al raduno crescendo di giorno in giorno. Ho visto Larkin, Roland Hofer che è quasi pronto, Simon Kostner, Tommaso Traversa. Peccato che Anton Bernard si sia infortunato, altrimenti era sicuro che avrebbe giocato con questa squadra. Il prossimo anno servirà a fare ulteriore esperienza.

Stasera hai mai temuto di non farcela?
Mai. Neanche sul 3-3; il carattere di questa squadra è incredibile, quando hanno un’opportunità riescono a coglierla.

Quest’anno scade il tuo contratto. Verrà rinnovato?
Senz’altro.

Com’è vincere in uno stadio stracolmo di tifosi avversari?
Ho vinto un campionato di Major Junior davanti a ventimila spettatori in doppio overtime per 4-3.

Parco, il Team Manager Talamini, Cornacchia e PolloniIn questa settimana sei stato più il coach o psicologo?
Il lavoro di allenatore implica anche quello di psicologo.

La scelta tra Tragust e Bellissimo è stata difficile?
Avevo già fatto la mia scelta. Non ho mai avuto dubbi.

In questa squadra ci sono tredici giocatori nuovi rispetto al Mondiale del 2009. E’ una squadra senza “senatori”.
E’ tempo di dare fiducia ai giovani. Sono molto contento che i nuovi leaders siano riusciti a portare avanti questa squadra. C’è voluto un po’ di tempo, perché è più facile seguire che condurre.   

Cosa serve a questa squadra per rimanere in Top Division?
Sempre la stessa cosa: i goal; noi facciamo fatica a segnare. Speriamo di risolvere il problema on l’arrivo di altri giocatori che sanno segnare, come Sirianni o Edwardson, che ha ottenuto il passaporto italiano, in aggiunta a giocatori come Insam, che è cresciuto ed ha preso più confidenza con il tiro.

Come mai Larkin non ha giocato nel terzo tempo?
Scelta tecnica. In quel momento serviva maggiore esperienza sul ghiaccio. Lui gioca e anche tanto; giocherà anche in NHL in futuro.

Con l’arrivo dei nuovi oriundi da te citati prima, cambierà il rapporto numerico tra giocatori di scuola italiana e nordamericana?
No, non cambierà.

La prima vittoria è sempre la più bella, questa che sapore ha?
L’importante è vincere, non importa come.

Cosa pensi delle prestazioni di Armin Helfer?
Favoloso, incredibile. E’ il nostro miglior giocatore e miglior terzino.

L’anno scorso ci sono stati dei problemi.
Non sapevamo che aveva problemi di salute dovuti ai valori del sangue (carenza di ferro, n.d.r.). Io non capivo perché lui giocava in quel modo; lui stesso mi ha chiesto di non convocarlo più. In seguito sono andato a Brunico a parlare con lui e gli ho chiesto di tornare e lui ha accettato. Lui è un gran giocatore.

Ti dispiace che Gruber abbia deciso di ritirarsi dalla Nazionale?
Sì, come lo è stato per De Bettin,  Roland Ramoser e altri. Lui si è aggregato alla squadra volentieri, non si è mai lamentato se non ha giocato. E’ sempre stato a disposizione della squadra.