Forte ricambio generazionale al mondiale femminile

A margine del mondiale femminile in svolgimento in Svizzera, il sito dell’IIHF ha fatto il punto sulle ragazze che dopo una brillante carriera in nazionale, dopo le Olimpiadi hanno deciso negli ultimi due anni di chiudere con l’hockey internazionale. Il numero è discretamente elevato e col rinnovamento a questo mondiale si sono viste ai nastri di partenza 47 giocatrici alla loro prima esperienza.
5 le canadesi che hanno appeso i fatidici pattini al chiodo: Colleen Sostorics (due ori olimpici e tre mondiali), Carla MacLeod (oro in due olimpiadi e un mondiale) e, il mese scorso, Jennifer Botterill. Questa continuerà la sua carriera nell’hockey come speaker e terrà dei seminari a Toronto mentre MacLeod è assistant coach del settore femminile della Mount Royal University e spera in una carriera televisiva. Becky Kellar ha due bambini, ha giocato quest’anno nella CWHL ma ha dato l’addio alla nazionale. Anche Gina Kingsbury ha smesso e ora allena presso l’Okanagan Hockey Academy a Penticton in British Columbia. Kellar e Botterill hanno giocato tutte e 4 le edizini delle olimpiadi.

Le rivali americane ne salutano due di giocatrici: Natalie Darwitz dopo le olimpiadi di Vancouver s’è presa un anno sabbatico allenando le tragazze dell’Università del Minnesota. Nella Arrowhead High School del Wisconsin allena le ragazze Jinelle Zaugg-Siergiej, tenendo anche il camp del Crazy Eights Hockey Camp.
Nella nazionale di casa svizzera dopo 19 anni da protagonista non c’è più la 38enne Monika Leuenberger, presente già nel 1990 alla prima edizione del mondiale femminile. Dopo l’ultima rassegna iridata nel 2009 ha cominciato ad allenare l’under 10-12 delle giovanili di Zurigo. Leuenberger ha inoltre vinto quest’anno il campionato femminile con lo Zurigo in qualità di vice allenatrice di Daniela Diaz, sorella della Rafael impegnata a questo mondiale.
La Finlandia schiera 10 nuove giocatrici e saluta l’addio alla nazionale di 6 giocatrici tra cui Kati Kovalainen, 6 bronzi dal 1997 al 2009, ora infermiera ad Helsinki. Ancora in attività ma non più a livelli internazionali per impegni personali, Heidi Pelttari, Mari Saarinen, e Marjo Voutilainen. Si sta dedicando alla maternità Saija Sirvio mentre impegni lavorativi (alla Borsa finlandese) hanno fermato Emma Laaksonen che continua comunque a giocare nell’Espoo.
La vicina Svezia non conta più su Maria Rooth, più volte decisiva ai mondiali e soprattutto all’Olimpiade di Torino quando per la prima (e unica) volta nella storia dell’hockey femminile una squadra europea ha battuto una nord-americana. La 31enne di Ängelholm è rimasta in USA per allenare con Shannon Miller la squadra dell’Università del Minnesota-Duluth con la quale è stata eletta nell’All Star Team dell’ultimo decennio come seconda top scorer di sempre con 232 punti e 119 gol. Stop con le Tre Corone anche per Joa Elfsberg, in nazionale dal 1997 per 10 anni, che giocherà solo nella sua squadra di club. E’ stata fermata invece da un infortunio nel 2009 Ann-Louise Edstrand, nella Svezia dal 1994 al 2008.
Non poteva mancare la Russia nella carrellata redatta dall’articolo dell’IIHF. Yelena Bialkovskaya, 11 anni di carriera (1997-2007), lavora in un centro commerciale a Mosca, Tatyana Sotnikova, 1999-2010, tre olimpiadi, è diventata mamma. Giocano ancora ma non più in nazionale il portiere Irina Gashennikova del Fakal Chelyabinsk e Kristina Petrovskaya.