C’è “campo” per Eriksson?

Gara uno di semifinale ha offerto grande spettacolo e gran equilibrio. La mattina dopo però non sono stati più che altro commentati i gesti atletici ma si parla di un’altra questione. Il busillis riguarda il portierone del Gherdeina Magnus Eriksson, tesserato gli ultimi giorni di mercato per allenare i due portieri locali Großgasteiger e Saurer. Tanto che la società ladina in una nota ufficiale ha tenuto a precisare che la fiducia sarebbe rimasta ai due giovani gioiellini gardenesi ed Eriksson sarebbe stato utilizzato solo in caso di necessità. Großgasteiger ha ripagato la fiducia parando ai quarti di finale contro il Torino con una lusinghiera media del 91.3%, secondo solo a Thomas Tragust del Vipiteno.
L’infortunio di Bourassa ha però creato un buco non indifferente nella difesa rossoblu e pertanto Ron Ivany ha deciso di mettere in pista lo svedese in gara uno contro il Milano. Eriksson proprio contro la sua ex squadra (che lo tagliò poco prima dei play-off per dare una scossa al gruppo) ha messo sul piatto uno shutout che ha contribuito in modo determinante al successo in gara 1. Ma dove sta il problema? Con fuori il canadese Bourassa del resto si è liberato un posto tra i transfer card.

Alcuni già nelle scorse settimane hanno fatto notare una norma nel regolamento ufficiale, disponibile sul sito della FISG a questo indirizzo, pagina 14, scritta in rosso e in grassetto.

Le Società potranno tesserare 6 giocatori di movimento di CAT. B (giocatori di cittadinanza e/o formazione straniera), di cui al massimo 2 di CAT. B2, extracomunitari, ed utilizzarne per ogni incontro 4 e 18 giocatori di CAT. A.

Presa la regola alla lettera sembrerebbe pertanto che non sia possibile tesserare portieri stranieri. Questa regola è stata introdotta quest’estate sostituendo quella che avrebbe permesso, per chi avesse voluto tesserare uno straniero tra i pali, di poter mettere a referto in pista altri due stranieri invece di tre. La prima domanda è pertanto questa: è un cosiddetto “refuso” quella specificazione “di movimento” riportata maldestramente modificando il vecchio regolamento o s’è invece voluta continuare la filosofia del favorire i portieri italiani avendo a fianco una serie A1 che schiera solo portieri stranieri o oriundi?
La seconda domanda è: se Eriksson non poteva essere tesserato per una regola della FISG, perché la stessa federazione ha accettato il cartellino?

Tra le obiezioni fatte vengono tirati in gioco il portiere slovacco schierato dall’EV Bozen 84, Dalibor Kucera, e quello del Milano Paolo Della Bella.
Per quanto riguarda il primo giocatore, la società biancoblu ha ammesso rammaricandosi di non aver letto attentamente la nota. Tuttavia, avendo tutti strapazzato i coraggiosi orsi bianchi, nessuno ha avuto l’interesse di intraprendere un ricorso per ottenere vittorie già conquistate in pista. Nel caso gardenese un ricorso del Milano ribalterebbe invece la situazione della semifinale. Riguardo proprio il portiere meneghino di formazione svizzera, il suo stato di straniero è voluto solo dal patto tra società della LIHG. Quel gentleman agreement che stabilisce agli oriundi il punteggio di 0.5 in serie A1 e punteggio pieno in A2, sempre per favorire i giocatori italiani tout court. Per la FISG Della Bella, titolare azzurro in un Euro Challenge, è italiano a tutti gli effetti e rientra nella CAT. A. Come riprendendo lo stesso regolamento si legge a pagina 13, articolo G al punto 2.

CAT. A: Giocatori di formazione italiana per vivaio o per nazionalità
Sono da intendersi come tali: (…)
2. i giocatori provenienti da Federazione straniera in possesso anche di cittadinanza italiana che abbiano già disputato almeno 2 consecutive stagioni sportive complete nei Campionati Italiani, senza interruzione di transfer card, o che abbiano maturato la eleggibilità per la squadra Nazionale.

Come si risolverà questo “incidente”? In attesa di chiarimenti ufficiali da parte di Gherdeina, Milano o la federazione stessa, viviamoci queste semifinali con questo dubbio amletico.