Coach Liberatore: «C’è un buon gruppo»

Terminato da pochi giorni il raduno della nazionale italiana femminile, tenutosi a Egna nello scorso weekend, abbiamo voluto sentire il selezionatore della nazionale, coach Marco Liberatore.

Ciao Marco, volevamo sapere da te innanzitutto le indicazioni che hai avuto da questo raduno?

«Sono molto soddisfatto del lavoro svolto, questo è un gruppo molto valido con alcune ragazze di esperienza e qualche novità, abbiamo lavorato bene e di questo sono felice».

Sei soddisfatto anche delle partite amichevoli giocate con l’Austria? C’è qualche ragazza che ti ha convinto più delle altre?

Lo staff dell'Italia femminile con Marco Liberatore (in mezzo)


«Molti potrebbero pensare che, visti i risultati (la prima partita persa 4-1 e la seconda persa 2-1 ai rigori)  le cose non sono andate bene, invece io sono di parere contrario, devo anche tenere conto che le ragazze non facevano un raduno e quindi giocavano assieme da parecchio tempo, ho visto ragazze motivate e una giusta mentalità, infatti dopo la sconfitta di sabato mi è piaciuta la reazione della domenica dove abbiamo tenuto testa alle austriache, sono soddisfatto di tutte le ragazze ma se devo fare un nome come mi hai chiesto, ti dico che mi è piaciuta la tenuta e la reazione della Giulia Mazzocchi, ma ripeto quello che mi è piaciuto di più è lo spirito di gruppo e di squadra».

Mancano ancora diversi mesi al mondiale che si terrà in Francia, quali sono i propositi per la rassegna iridata?

«Vincere!, senza dubbio vincere, è un mondiale alla nostra portata, sappiamo che per vincerlo dobbiamo giocare al meglio delle nostre possibilità con ogni elemento della squadra, ma sappiamo che se noi giocheremo al meglio, sarà dura per le altre squadre batterci, quindi noi dobbiamo assolutamente partire con propositi di vittoria finale, se poi troveremo qualche nazionale che farà meglio di noi saremo pronti a complimentarci».

Nel tuo gruppo ci sono diverse ragazze che militano in campionati esteri, sei favorevole a questo tipo di esperienza da parte loro?

«Certo certo, se vanno a giocare in campionati con un buon livello tecnico possono solo migliorare e quindi portare il loro bagaglio di esperienza alla nazionale e al loro club quando torneranno, e ti dirò di più, per quanto mi riguarda io sarei favorevole all’innesto di giocatrici provenienti da federazione straniera anche nei club del nostro campionato, ovviamente parlo di giocatrici di buon livello tecnico, da cui le nostre giocatrici possono apprendere qualcosa per migliorarsi».

Veniamo al campionato italiano, dopo le prime partite quali considerazioni ti senti di fare?

«Guarda manca ancora tanto, ma mi sento di sbilanciarmi in un pronostico, penso che questo sarà l’anno buono affinchè lo scudetto venga vinto dal Torino, hanno una squadra veramente tosta, completa in ogni reparto dalla porta all’attacco, vedo le ragazze del Real Torino come la squadra favorita».

In Italia oltre al campionato, purtroppo fatto di sole 4 squadre ci sono altre squadre che si stanno preparando con la speranza e il proposito di poter poi fare il campionato, riesci a seguire anche queste squadre.

«Si certo, ovviamente non direttamente io ma ho validi collaboratori quali la Wally Kaser che mi aiutano a visionare le varie realtà, sono contento che ci siano squadre di ragazze dislocate un po in tutto il Nord, da quelle di Pontebba a quelle di Brunico piuttosto che Asiago o Milano e tutte le altre, noi cerchiamo di monitorare l’intero movimento dalle squadre maggiori alle giovanili, prova ne sta il fatto che in occasione del raduno di Egna abbiamo fatto un raduno per circa 70 giovanissime atlete dai 10 ai 17 anni che stiamo seguendo».

Allora Marco ti ringraziamo e ti facciamo “in bocca al lupo” per il tuo lavoro e speriamo di sentirci presto.

«Crepi il lupo e grazie a voi per lo spazio che ci dedicate, ci sentiamo alla prossima».