La NHL e le Olimpiadi: si, no, boh….

Dal World Hockey Summit di Toronto non arrivano schiarite in merito alla possibilità, sempre più concreta purtroppo, che la rete all’ overtime messa a segno da Sidney Crosby, che ha regalato la medaglia d’oro olimpica alla nazionale della foglia d’acero contro i rivali degli Stati Uniti, sia l’ultima realizzata da un NHLer in una rassegna olimpica, almeno per ora. Interpellato in merito alla possibilità che la NHL prosegua la tradizione, iniziata nel 1998 a Nagano, di mandare i propri giocatori a rappresentare le rispettive nazioni durante la rassegna olimpica, con conseguente pausa del campionato, Gary Bettman, il commissioner della lega, ha confermato che, pur ammettendo che il torneo a cinque cerchi visto a Vancouver e il suo epilogo all’ overtime tra 2 squadre quasi interamente formate da giocatori provenienti da franchigie della NHL ha regalato agli spettatori (114 milioni in giro per il mondo con un picco dell’ 86% di pubblico in Canada) un’evento entusiasmante paragaonabile a quello di una gara7 dei playoff americani, la lega esige delle risposte prima di rinnovare la propria disponibilità a mettersi da parte per 1 mese e cedere la ribalta planetaria al torneo olimpico.

Bettman ha spiegato che anche se il ritorno (pubblicitario) per la lega è molto, molto buono, ci sono questioni altrettanto importanti da valutare quali la possibilità di infortuni dei giocatori e via di questo passo. Diversi interlocutori hanno fatto sentire la loro voce e pur spingendo per consentire ancora la partecipazione dei giocatori alle olimpiadi, si sono trovati d’accordo con il commissioner riguardo al distinguo tra ragioni ragioni emozionali e ragioni logiche. Tra gli altri a parlare due freschi protagonisti, fuori dal ghiaccio, della sfida per l’oro a Vancouver, Brian Burke GM degli USA e dei Toronto Maple Leafs, e Ken Holland, GM dei Detroit Red Wings e membro dello staff canadese a Vancouver assieme ad un’altra icona dei Red Wings, Steve Yzerman. Pur con tutti i se e i ma del caso però, Bettman non ha di fatto chiuso la porta alla rassegna olimpica (nel 2014 i giochi saranno a Sochi, in Russia e già diversi giocatori russi della NHL hanno fatto sapere che difenderanno comunque i colori della loro nazionale con o senza l’ avallo della lega) affermando che una mancata decisione in questo momento, con più di 3 anni davanti, non è dal suo punto di vista un grosso problema.

Non resta perciò che aspettare e sperare che la lega, al contrario di quello che affermano in molti, prenda na decisione dando per una volta ascolto al cuore e non al portafogli.