La scomparsa di Dario Saletta

(dal sito di Isobel) – Morire così, di colpo, a cinquant’anni, con la testa piena di progetti e la voglia di realizzarli, lo considero quasi un tradimento. Dario è stato un atleta esuberante, un atleta simbolo del Valpellice, squadra per la quale giocò ininterrottamente dalle giovanili a fine carriera; io lo conobbi ragazzino, ne seguii i progressi che lo portarono all’esordio in prima squadra appena quindicenne e ad essere già protagonista nell’anno in cui si vinse la serie B; poi la A e le nazionali giovanili fino alla convocazione per le Olimpiadi di Sarajevo. Nella nazionale maggiore non trovò posto, ma insieme a Mauro Viglianco formò la più forte coppia di terzini valpellicesi di sempre.
Era un personaggio Dario; un personaggio tanto in pista quanto negli spogliatoi: memorabile il suo stile, copiato dall’allora capitano della nazionale Gianfranco Da Rin, memorabili le sue trovate (con Rivoira scese una volta sul ghiaccio con la faccia dipinta di nero per stigmatizzare il trattamento ‘da schiavi’ dei giocatori locali); ha continuato ad essere ‘personaggio’ anche dopo, quando, coinvolto dalla figlia Carola, cominciò ad interessarsi di hockey femminile fino ad assumere, sotto la vicepresidenza di Karl Linter, lo scomodo ruolo di consigliere con delega per il settore. Proprio in questa veste mi manifestò entusiasmi e perplessità (intervista di settembre 2006), ma il suo impegno ha prodotto molto per la nazionale delle ragazze fino al grande successo dell’organizzazione dei Mondiali 2009 disputatisi a Torre Pellice.

Nella foto, Dario è con Heyley Wickenheiser, la migliore hockeysta di tutti i tempi; voglio ricordarlo così, sorridente e fiero, come era lui.
Alla moglie, Manuela, ed alla figlia, Carola, le condoglianze di tutto l’ambiente.

(com. stampa FISG Piemonte) – Dario Saletta (1959 – 2010) è stato per gran parte degli anni settanta e ottanta uno dei giocatori più rappresentativi dell’ HC Valpellice del Presidentissimo Cotta Morandini, esordendo in serie B a soli 15 anni e disputando con la casacca biancorossa numerosi campionati tra A e C.
Pur non avendo mai vestito la maglia della nazionale maggiore vanta un titolo europeo in Olanda con la nazionale Under 20 nel 1978. La sua grande passione lo spinse a continuare a dedicarsi allo sviluppo dell’hockey nazionale anche dopo il ritiro da giocatore ricoprendo l’incarico di consigliere federale con la delega al settore femminile e organizzando nel 2009 a Torre Pellice i mondiali femminili di seconda divisione. Alla sua scomparsa, avvenuta prematuramente nel 2010 a soli 51 anni, l’HC Valpellice ha deciso di ritirare la maglia numero 4 con cui sempre era stato protagonista nei mitici anni del Filatoio ed esporla sulle tribune dello stadio Giorgio Cotta Morandini.

Lo staff di hockeytime si unisce alle condoglianze