Torneo femminile. È ancora Canada

di Marco Depaoli

Almeno per le ragazze l’hockey si conferma sport “canadese”. Un colpo d’occhio di 19.300 spettatori di rosso vestiti, tra cui gli sguardi attenti delle nazionali maschili nordamericane, del primo ministro canadese Stephen Harper e di “Great One” Gretzky con signora.

La finale più ovvia per il torneo femminile. USA e Canada si ritrovano dopo 2 finali olimpiche e 11 mondiali. Si salva solo la finale di Torino 2006 quando a sorpresa ci arrivò la Svezia a discapito degli Stati Uniti, i quali dopo l'”umiliazione” del bronzo licenziarono l’allenatore Ben Smith. A lui fu imputato soprattutto l’aver tagliato la “bandiera” Cammi Granato pochi giorni prima della presentazione del roster definitivo. Di quella nazionale erano presenti anche a Torino solo 6 giocatrici confermate in questa edizione (Ruggiero, Potter, Chu, Darwitz, Cahow ed Engstrom), mentre per il Canada 6 sono le “novelline”, due di queste decisive in questa finale.
Meghan Agosta Torneo Olimpico Donne: Canada a valanga, buona SvizzeraGli esperti alla vigilia parlano di miglior difesa americana in risposta al miglior attacco canadese. Meghan “Gus” Agosta (a sinistra) ha battuto il record del maggior numero di reti segnate in un’olimpiade: 9 con 5 assist. E’ stata premiata MVP del torneo. USA migliori sotto il piano del parco portieri e dello staff tecnico: prestigioso il curriculum del coach americano ex giocatore Milano Saima e “miracle on ice” Mark Johnson (a destra). Canadesi con un X-factor in più, se non altro perché hanno dietro una nazione intera sugli spalti e incollata in TV a tifare. Prima della partita nello spogliatoio canadese irrompe anche Steve Yzerman suggerendo alle giocatrici di credere semplicemente in loro stesse.

In porta per le americane in maglia blu Jessie Vetter, 3 partite una rete subita, 97.62%. Shannon Szabados con la maglia bianca canadese s’è guadagnata con il suo 95,6% in due partite la serrata concorrenza delle più esperte Labonte e soprattutto St.Pierre, rispettivamente alla seconda e terza olimpade. Numeri indicativi visti i precedenti incontri che per le due squadre hanno rappresentato poco più che amichevoli. La Partita è questa.
Il goalie canadese però al 7° dimostra che la sua percentuale non è solo frutto di inoperosità: grande intervento con una pinzata in spaccata su un contropiede americano di Monique Lamoureux. La collega Vetter risponde all’11° tuffandosi sulla Hefford e poi Shannon Szabados Ecco il Canada per la finale di giovedìpinzando uno slap della Wikenheiser in powerplay. Al 12° gli USA hanno l’opportunità di un 5 contro 3 ma la Szabados (foto a sinistra) ha l’agilità di un gatto. Un muro invalicabile che esaurisce la penalità e lancia l’offensiva canadese che va a segno al 14° con un tiro al volo di Poulin su un assist al bacio di Jennifer Botterill. La mossa di coach Davidson di spostare “Sid” Poulin in seconda linea con la Botterill e Gina Kingsbury ha permesso alla giocatrice di esprimersi con meno pressione addosso.
Al 18° la penalità di Jinelle Zaugg annulla il powerplay degli USA. Da questa interruzione l’autrice dell’1-0 Poulin vince l’ingaggio; il disco finisce a “Scoring Machine” Agosta che però di fa intercettare il tiro da un difensore. Il disco finisce ancora sulla stecca di Poulin che al volo sorprende Vetter per la seconda volta. Per lei è la quinta rete olimpica.
Finisce il primo periodo sul 2-0 canadese con un powerplay americano disastroso: 2 tiri su 3 powerplay, di cui uno doppio di 38 secondi.

Jessie Vetter Sgretolata la Russia. Finlandia, che faticaNel secondo drittel Shannon Szabados è subito miracolosa su un doppio tiro al volo americano su passaggio da dietro porta. Parata d’istinto. Al 12° il Canada si trova più volte solo davanti al portiere ma Jayna Hefford non ha la giusta sicurezza di stecca.
Il Canada insiste e gli USA sono costretti al fallo. Verso metà partita il Canada gioca molti minuti in powerplay ma anche la Vetter (nella foto qui a lato) sa il fatto suo.
Nel finale di secondo tempo è un assedio da parte americano ma il Canada riesce a mantenetre il doppio vantaggio.

Nel terzo periodo le squadre giocano contratte e con la paura di sbagliare. Nessuna prende più di tanto l’iniziativa e non si registrano penalità. Al 12° la Vetter deve superarsi prima uscendo dallo slot tuffandosi per allontanare un disco e nell’azione successiva para un vero e proprio rigore a Haley Irwin. Gli USA tentano l’assalto finale togliendo il portiere ma è il Canada che festeggia ancora una volta bissando Torino 2006. Shut-out per Shannon Szabados, altra giovane stella nata dal cielo di Vancouver.

Canada-USA 2-0 (2-0, 0-0, 0-0)
Marcatrici: 13:55 (1-0) Marie-Philip Poulin, 16:50 (2-0) Marie-Philip Poulin
Tiri: 29-28 (8-7, 10-14, 11-7)
Penalità: 12-10 (6-6, 6-4, 0-0)

Classifica finale:
1. Canada
2. USA
3. Finlandia
4. Svezia
5. Svizzera
6. Russia
7. Cina
8. Slovacchia

Durante la premiazione c’è stata una particolare standing ovation per Marie-Philip Poulin, autrice della doppietta che è valsa l’oro al Canada. 18 anni, è considerata la Sidney Crosby al femminile. Sua coetanea, ha le stesse caratteristiche del Sid nazionale, sia a livello di gioco che, a quanto dicono, come carattere. E’ di Beauceville, Quebec, ed pertanto francofona; gioca nel Dawson College Blues. 168 cm per 72 kg, è la giocatrice canadese più giovane ma anche tra le più talentuose. Gran fiuto per il gol e splendido gioco di stecca, affinato col fratello Pier-Alexandre (Università di Moncton) giocando per casa. Molto legata alla famiglia, gioca con le perle della madre Danye (come si nota nella foto) sotto la maglia durante le partite.
Ha segnato la sua prima rete a 16 anni nel mondiale under 18. Dopo questa finale, con il Canada ha segnato 16 gol e 9 assist in 27 partite ufficiali.

All-Star Team (da parte dei giornalisti, votato prima della finale):

 Portiere:
Shannon Szabados (CAN)
Difensori:
Angela Ruggiero (USA) – Molly Engstrom (USA)
Attaccanti
Meghan Agosta (CAN) – Jenny Potter (USA) – Marie-Philip Poulin (CAN)

 MVP – Meghan Agosta (CAN)

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Flash:
– Dopo la premiazione allo stadio sono rimaste solo le canadesi a festeggiare l’Oro. Davanti a giornalisti e fotografi si sono lasciate andare fumando e bevendo champagne e birra. Tra queste la diciottenne Poulin, quando l’età minima consentita dalle leggi canadesi per bere alcolici è di 19 anni. Il Comitato olimpico ha aperto un’inchiesta.
– Il totale degli spetattori per il torneo femminile è stato di 181.419 con una media di 8.639 a partita.