Matt Smith. Dallo scudetto alla cattedra

Ogni giovane atleta che svolge attività hockeystica aspira di poter, un giorno, approdare su palcoscenici importanti; spesso, per sentirsi più vicini ai loro idoli, ne copiano le movenze sul ghiaccio. Ora i ragazzi nati tra il 1991 e il 1995 hanno l’opportunità di provare a rendere più nitido il loro sogno grazie alla Scanlon Creek Hockey International. La Società di scouting organizza nei giorni del 26, 27 e 28 marzo 2010 a Basilea un camp, dedicato ai ragazzi nati tra il 1991 e il 1995, con lo scopo di reclutare giovani da inserire nelle squadre junior del Nord America.

Il costo di partecipazione è di 400 Euro ed include:

  • 3 giorni nei quali verranno disputate allenamenti e partite
  • Fornitura di maglie e calzettoni che i partecipanti potranno tenere
  • Un seminario sull’hockey in Nord America, al quale i genitori sono i benvenuti
  • Un test “a secco”

I ragazzi selezionati saranno invitati a Toronto (Canada) per giocare nella selezione della Scanlon Creek ad un torneo dimostrativo in Nord America.

Ulteriori informazioni possono essere reperite su scanloncreekhockey.com

 scanlon 2 E’ parte dello staff della Società di scouting l’ex difensore del Milano Vipers (2003/04 e 2004/05) e Cortina (2006/07 e 2007/08) Matt Smith.  L’ex giocatore ha contattato hockeytime.net ed ha rilasciato un’intervista con la quale illustra la sua nuova attività e racconta la sua esperienza italiana:

HT: Quando è nata l’idea del progetto Scanlon Creek Hockey International? 

MS: Terminata l’attività agonistica volevo rimanere nell’ambiente dell’hockey, fui contattato da Janya Feldman, mio collaboratore dello Scanlon Creek Hockey International. Jenya è molto rispettato nella comunità dell’hockey e ha al suo attivo 10 anni di esperienza nell’aiutare i giocatori a venire a giocare in Nord America.

HT: Nello staff e tra le Special Guests ci sono tre tuoi ex compagni di squadra (Rob Mulick, Jeff Maund e Ryan Savoia).

MS: Lo scorso anno fu la prima estate con il programma ‘in-residence’; sapevo che avremmo avuto bisogno di persone di qualità per essere sicuri che ogni cosa andasse bene, in più loro erano gli unici ragazzi che avrebbero lavorato accontentandosi di poco; l’estate fu molto positiva in quanto più di 100 giocatori da tutto il mondo vennero ad allenarsi con noi.

scanlon 4HT: E’ la prima volta che Scanlon Creek Hockey International effettua scouting direttamente in Europa? Se sì, per quale ragione avete deciso di organizzare dei camp direttamente in Europa?

MS: Sì, è la prima volta che veniamo in Europa a scoprire nuovi talenti. La scorsa estate abbiamo avuto un grande successo nel piazzare parecchi giocatori europei nelle Junior Hockey in Nord America. Organizzando il camp in marzo ci permette di avere più tempo per trovare delle opzioni per la stagione seguente; tanti giocatori europei non vengono notati e per questa ragione non portano a termine la loro carriera hockeystica. Gli europei avrebbero il desiderio di frequentare corsi scolastici in Nord America oppure vorrebbero giocare nella Major Junior Hockey, ma hanno bisogno di maggiore visibilità per essere scoperti. Oltreoceano non sono molte le squadre che hanno il budget necessario per osservare i giocatori in Europa, quindi noi portiamo i giocatori da loro. 

Scanlon 1HT: Puoi indicarci quale ragazzo da voi reclutato sta avendo la carriera migliore?

MS: Abbiamo allenato, la scora estate,  il russo Denis Boblenkov per 8 settimane: nessuno lo conosceva prima di approdare allo Scanlon Creek Hockey International. Gli abbiamo trovato una squadra nella lega americana Eastern Junior, ora sta disputando una bella stagione ed è stato recentemente aggiunto nella lista del Central Scouting della NHL in vista del prossimo draft. Denis è l’esempio di un giocatore che aveva bisogno di acquistare visibilità in Nord America.

HT: Come si articolerà il vostro camp?

MS: Il camp durerà tre giorni a Basilea in Svizzera e si snoderà in due giorni di partite e uno di allenamento. Le partite ci daranno l’opportunità di constatare la competitività e le facoltà hockeystiche dei partecipanti. Il giorno di allenamento aiuterà i giocatori  a conoscerci e ad aiutarci ad avere una visuale sulle loro attitudini al gioco. Il test a secco fuori dal ghiaccio sarà come il test effettuato dalle squadre della NHL: saranno valutate la forza fisica e la resistenza di ogni singolo giocatore. Non ci saranno domande teoriche sull’hockey. 

scanlon 3HT: Pensi che la tua Società di scouting possa aiutare lo sviluppo dell’hockey italiano?

MS: Sì penso che Scanlon Creek Hockey International possa essere d’aiuto allo sviluppo dell’hockey in Italia. Il vostro Paese ha una grande storia di grandi atleti e l’hockey non è differente. Durante il mio soggiorno italiano, ho giocato con e contro molti giocatori che avrebbero avuto un grande successo in Nord America, ma avrebbero avuto bisogno di perfezionarsi in leghe migliori di quelle che l’Italia può offrire. Se così fosse stato, questi giocatori avrebbero potuto tornare in Italia ed aiutare a sviluppare le tecniche come giocatori, allenatori o dirigenti.

HT: Avete mai pensato di organizzare un camp in Italia? Pensi sia fattibile una collaborazione con la Lega e la Federazione Italiana per pianificarne uno?

MS: Sì, un camp in Italia è nei progetti della Scanlon Creek Hockey International. A Basilea vedremo che tipo di risposta avremo dai giocatori italiani, in seguito decideremo se farne uno o meno. Penso che saremo nel Bel Paese molto presto.

Nella seconda parte dell’intervista Matt Smith ci racconterà della sua esperienza italiana

 

Tags: