Valentina Bettarini si confessa

di Marco Depaoli e Andrea Valla

Eccola Valentina Bettarini, l’azzurra emigrata oltrebrennero quattro anni fa e attualmente alle Sabres Vienna. Giovanissima, classe 1990, è da anni una delle colonne portanti della nazionale italiana con fiore all’occhiello la partecipazione alle Olimpiadi di Torino 2006 dove era per altro l’atleta azzurra più giovane tra tutte le discipline. La sua maglia numero 9 a soli 15 anni era già in mondovisione, a combattere contro le più esperte giocatrici del mondo. 170 cm per 66 kg, Valentina s’è fatta le ossa con le giovanili maschili  dell’HC Bolzano (nella foto a sinistra) giocando nell’under 16 già a 14 anni. Nel 2005 con l’under 14 è già campionessa d’Italia, l’anno che la vede in nazionale ai mondiali femminili di Asiago. In seconda divisione con la maglia azzurra arriva seconda nel 2005 e 2007, quarta nel 2008 e 2009. In campionato con le ragazze delle Eagles vince lo scudetto nel 2005 e 2006, prima di volare in Germania dove arriva terza nel 2007 e nel 2008 con la maglia del Riessersee. L’anno scorso rimane in Baviera ma passa al Planegg dove in Bundesliga arriva seconda solo all’OSC di Berlino, avversaria dell’Agordo in Coppa Campioni settimana scorsa. Una manifestazione alla quale Valentina non poteva mancare: l’anno scorso ha disputato il girone del primo turno con la maglia dell’Agordo, avversaria del suo Planegg, per poi giocarsi con le compagne tedesche il girone di semifinale. L’anno precedente la sfida all’Europa era stata lanciata con le sue Eagles Bolzano, con le quali partecipò in EWHL nel 2005 arrivando terze. Medesimo piazzamento 2009 con le ragazze del Planegg.

Giocatrice a tutto tondo la Bettarini gioca anche ad inline con le ultime stagioni nello Spinea di Sacchetto e nelle Ghost Padova di Massimo Frizzi. 

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Il sogno americano di Valentina

di Andrea Valla

Valentina l'anno scorso con la formazione tedesca del Planegg

Valentina l'anno scorso con la formazione tedesca del Planegg

Cosa ti ha spinto a fare l’esperienza di giocare a hockey in giro per l’Europa? E’ piu una scelta per motivi di studio o prettamente sportiva?

Giocare all’estero è sempre stato un mio sogno. Sicuramente le mie mete più ambite sono la Svezia e gli USA e chissà, forse un giorno ce la farò a giocare anche li. La prima occasione di giocare all’estero si è presentata subito dopo le Olimpiadi di Torino, dove tramite Sabina Florian sono arrivata a giocare a Garmisch, dove sono rimasta per due anni. Poi mi ha cercata il Planegg e il Vienna. I primi tre anni all’estero sono stati una scelta prettamente sportiva in quanto andavo in Germania solo i weekend per le partite, mentre durante la settimana ero a Bolzano dove studiavo e mi allenavo con i ragazzi della under 19. Quest’anno invece la scelta è legata anche allo studio sebbene devo ammettere che ho scelto dove andare a studiare in base a dove avevo la possibilità di giocare a hockey a un buon livello.

Prima Riessersee, poi Planegg e Vienna, cosa ti stanno portando queste esperienze a livello hockeistico?

Sicuramente ogni squadra, ogni allenatore e ogni campionato nuovo mi hanno insegnato molto a livello hockeistico, anche perché avendo iniziato con queste esperienze all’estero da giovane avevo e ho tuttora da imparare molto. Ma devo ringraziare anche gli allenatori del Bolzano e i ragazzi con cui mi allenavo se ora sono arrivata ad essere quella che sono.

Come hai avuto i contatti con queste squadre? Come funziona insomma il “mercato” dell’hockey femminile?

Il primo anno sono stata presentata all’allenatore dell’SC Riessersee da Sabina Florian, che aveva già giocato un anno a Garmisch. Poi una volta che ti trovi in un buon campionato dove altre squadre e altri allenatori hanno la possibilità di vederti, funziona un po’ come nell’hockey maschile: un allenatore ti vede, la squadra ti contatta e ci si mete d’accordo. Solo che nel mondo femminile non entrano in gioco molti soldi, anzi quasi niente. Fortunatamente molte squadre giocano la EWHL e la EWCC che sono un buon scenario per farsi notare da squadre di altre nazioni. E’ stato cosí che sono stata contattata dal Vienna.

Descrivi brevemente le Sabres, punti deboli e punti di forza, clima in spogliatoio… 

Uno dei punti deboli è la difesa, basterebbe un’altra giocatrice per ritrovare l’equilibrio nelle due linee, mentre penso che il nostro punto di forza al momento sia l’attacco. Ma in generale il punto di forza è la perseveranza e la voglia di vincere anche quando siamo indietro di 4 gol. Come in ogni squadra in spogliatoio ci sono degli alti e bassi ma quest’anno abbiamo sicuramente un bel gruppo e soprattutto molto giovane che in futuro otterrà degli ottimi risultati.

La tua ex squadra, il Planegg, è scivolata con l’Agordo riaprendo i giochi per la vittoria in EWHL. Non avete più scontri diretti, quali saranno le partite decisive e quali temete di più? 

Quest’anno ogni partita è decisiva, basta vedere i risultati “strani” di tutta la stagione. Penso che questo campionato sia ancora ricco di molte sorprese. Nessuna delle squadre che partecipano all’EWHL sono da sottovalutare. Proprio ieri infatti abbiamo perso contro lo Slovan Bratislava, alcuni fattori ci hanno giocato contro come il fatto di essere arrivate allo stadio dieci minuti prima della partita. Abbiamo quindi iniziato la partita senza riscaldamento. Sicuramente non deve essere una scusa ma ogni partita nell’hockey ha la sua storia e ciò che conta è solo il risultato finale.

Ultimamente stai segnando con regolarità, ti trovi più a tuo agio schierata come attaccante? 

Durante questi 13 anni tutti dedicati all’hockey mi è capitato più volte di sentimi dire da alcuni allenatori che io sono un “attaccante nato”… non so se sono un attaccante nato o meno, più che altro penso di avere la fortuna di sapermi adattare alla situazione e di avere una visione di gioco abbastanza buona da poter giocare sia in attacco che in difesa. Io mi diverto molto in entrambi i ruoli, sta solo agli allenatori decidere se hanno bisogno di un attaccante o di un terzino. 🙂

L’anno prossimo sai già dove sarai? Sarai ancora a Vienna? 

Questa è una domanda a cui non so proprio rispondere. Sicuramente Vienna mi ha dato molto, ma il mio sogno sono la Svezia e gli USA come già detto o perché no anche la Finlandia o la Svizzera non mi dispiacerebbero. Al momento però penso a dare il massimo a Vienna e aiutare la mia squadra a vincere e poi si vedrà…

Quanto ti alleni / giochi in più rispetto a quando eri in Italia?

Con le ragazze di solito abbiamo due/tre allenamenti alla settimana e in più abbiamo la possibilità di fare 2 allenamenti con i ragazzi ogni martedì e giovedì mattina dalle 8 alle 9 potendo dunque arrivare anche fino a 5 allenamenti la settimana, ovvero il numero di allenamenti che facevo a Bolzano dove mi allenavo con i ragazzi. Per quanto riguarda il numero di partite penso che più o meno sia uguale ma cambia un po’ il livello.

Cosa differenzia maggiormente il movimento femminile tedesco, austriaco e quello italiano?

Sicuramente una grande differenza è che sia in Germania che in Austria si possono avere 2-3 straniere, ci sono più squadre, ci sono più campionati e l’organizzazione solitamente è un po’ più professionale ma parlando comunque di non professioniste non c’è moltissima differenza. Un problema che invece accomuna tutte le nazioni è la carenza di soldi, che hanno un ruolo fondamentale perché permettono di iscriversi ai vari campionati, permettono di fare più allenamenti, permettono di fare trasferte lunghe…

Escluso l’attuale, qual è stato l’allenatore che ti ha fatta crescere di più? 

Questa penso sia la domanda più facile… sicuramente ringrazio con tutto il cuore Mikhail Vasiliev, ex giocatore della nazionale russa e attuale allenatore della nazionale russa maschile under 18. A lui devo davvero molto.

Valentina Bettatini in maglia azzurra

Valentina Bettatini in maglia azzurra

Cosa ti ricordi delle olimpiadi di Torino?

Delle Olimpiadi di Torino mi ricordo tutto come fossero state ieri, ma uno dei ricordi più belli è stato vedere 9.000 persone alzarsi in piedi e cantare l’inno italiano nonostante noi stessimo perdendo 16 a 0 contro il Canada… da pelle d’oca! 

Cos’è mancato all’Italia per tornarci alle Olimpiadi di Vancouver? 

Purtroppo quello che noto io è che a volte manca un po’ di amalgama tra le ragazze probabilmente a causa dei pochi momenti di ritiro che abbiamo a disposizione durante l’anno.
Abbiamo un buon gruppo e sicuramente non siamo lontane dal livello della Slovacchia che ce l’ha fatta a qualificarsi, abbiamo bisogno di qualcuno che creda in noi e che ci sostenga. Per ottenere dei risultati bisogna investire dei soldi e forse il primo anno non si otterrà il risultato che si desidera ma continuando a lavorare su un buon gruppo i risultati arrivano.

Quel è il futuro della nostra nazionale? La vedi in maniera pessimistica o ottimistica? 

Per quanto riguarda il gruppo la vedo in modo ottimistico, in quanto stanno arrivando molte ragazze giovani con le quali si può lavorare molto bene, ma abbiamo sicuramente bisogno di maggior supporto da parte degli organi federali con l’organizzazione di un numero maggiore di ritiri collegiali.

Cosa ti piace fare oltre all’hockey? Che passioni/hobby hai?

Oltre all’hockey mi piace seguire vari sport alla tv, mi piace la musica e cantare ma solo sotto la doccia…

Cosa segui dell’hockey maschile? NHL, campionato italiano…? Tifi qualche squadra?

Seguo la NHL o meglio seguo i Pittsburgh Penguins, la mia squadra preferita.

Hai seguito i risultati delle le tue amiche dell’Agordo nell’avventura in EWCC? 

Si le ho seguite e sono molto contenta che abbiano passato il primo turno perché il secondo turno è un esperienza davvero fantastica che ho sperimentato l’anno scorso. Il secondo turno purtroppo ho visto che non è andato molto bene, ma si sa che il livello già nel secondo turno è davvero molto alto. Penso che sia stata comunque un esperienza più che positiva per del ragazze dell’Agordo e sicuramente ne hanno fatto tesoro.

Pensi che prossimamente una squadra italiana potrà competere con le formazioni scandinave e russe per la vittoria nei trofei continentali? 

Penso che per arrivare a competere con nazioni come Svezia Russia ecc c’è bisogno di qualche anno di serio e duro lavoro, che però richiede soldi, dedizione e sacrifici. Non è impossibile, ma è davvero dura considerando anche che queste nazioni hanno un numero molto maggiore di giocatrici con cui lavorare.

Cosa farai “da grande”? Hai già progetti o sogni nel cassetto?

Il sogno nel cassetto è essere una giocatrice professionista, ma siccome nel mondo femminile ci sono delle professioniste solo in Canada e America penso che mi concentrerò a studiare qualcosa che mi permetta di restare nel mondo dello sport.

Grazie per la disponibilità
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Il campionato del Vienna e di Valentina Bettarini

di Marco Depaoli

Tanto rammarico per le ultime due sconfitte consecutive e la consapevolezza di aver forse buttato al vento l’EWHL 2009/10.
Le Sabres di Vienna furono la prima squadra a vincere questo torneo internazionale nel 2005. Dopo anni un po’ bui e la fusione con le Flyers, la squadra capitolina quest’anno è tornata protagonista anche grazie alla bolzanina Valentina Bettarini, lo scorso anno nella squadra dell’attuale capoclassifica: il Planegg.
Fino a questo momento Bettarini, prima difensore e ora attaccante, ha realizzato 15 punti in 11 partite, frutto di 5 reti e 10 assist che tradotto in classifica marcatrici vale a dire 15° posto. Lusinghiero anche il plus/minus di +17 e considerevole il numero di minuti di penalità subiti: 18.
Questo il cammino delle Sabres di Vienna:
12.09.2009 S. Vienna-Agordo 18-4 (4-1, 4-3, 10-0) 
13.09.2009 S. Vienna-Agordo 17-2 (4-0, 4-1, 9-1) 
19.09.2009 S. Vienna-Planegg 2-5 (1-2, 0-2, 1-1) 
26.09.2009 S. Vienna-S. Bratislava 6-2 (1-1, 2-1, 3-0) 
03.10.2009 Planegg-S. Vienna 5-3 (4-0, 1-1, 0-2) 
04.10.2009 Planegg-S. Vienna 1-3 (1-0, 0-3, 0-0) 
31.10.2009 S. Bratislava-S. Vienna 0-5 (0-2, 0-2, 0-1) 
14.11.2009 S. Vienna-Salisburgo 4-2 (2-1, 1-0, 1-1) 
21.11.2009 Maribor-S. Vienna 4-7 (1-4, 0-1, 3-2) 
28.11.2009 S. Vienna-Maribor 2-4 (1-1, 1-2, 0-1) 
09.12.2009 S. Bratislava-S. Vienna 6-4 (4-0, 0-3, 2-1) 
02.01.2010 Salisburgo-S. Vienna
06.01.2010 S. Vienna-Maribor
09.01.2010 Salisburgo-S. Vienna
16.01.2010 Agordo-S. Vienna