Arbitri, passione al femminile

(dalla Newsletter FISG) – Daiana, Mirjam, Sonia ed Helga (nella foto) hanno scelto di arbitrare lo sport più duro, veloce, entusiasmante del mondo. Con tantissima passione, un sorriso e un pizzico di femminilità. Nel cuore, una grande passione. E poi tanto allenamento, tempo rubato allo studio e al lavoro e il desiderio di divertirsi con il proprio sport preferito. Quattro ragazze, le uniche in Italia, hanno compiuto una scelta controcorrente, diventando arbitri nella disciplina sportiva che più di ogni altra è vista nell’immaginario collettivo come dura e maschile.

Daiana Marabese, ventitre anni (nata l’8 settembre 1986 a Bolzano), è alla sua sesta stagione da arbitro:

“ho giocato per sette anni in Serie A e B nella squadra femminile delle Eagles Bolzano. Poi, una volta smessi i panni di giocatrice, volevo assolutamente rimanere nel mondo dell’hockey su ghiaccio e ho deciso di provare con l’arbitraggio. Studio Veterinaria a Bologna e – gare a parte – riesco a ritagliarmi solo due o tre ore alla settimana per allenarmi. Ma il divertimento e la passione per questo sport compensano ampiamente i piccoli sacrifici che devo affrontare”.

Già, la passione: alla base di tutto sembra esserci proprio questa. Sonia Deanesi (nata il 23 dicembre 1990 a Trento), studentessa al liceo e la più piccola del gruppo con i suoi diciannove anni ha le idee chiare e non può che confermare:

“sono innamorata dell’hockey su ghiaccio. Non ho mai giocato in Serie A e B come Daiana, Mirjam ed Helga, ma volevo assolutamente far parte di questo fantastico sport e così, da tre stagioni, indosso la divisa bianca e nera. Appena posso vado a pattinare per migliorarmi, ho tanto da imparare e voglio farlo al più presto. Ma non è un sacrificio, tutt’altro: per me fare l’arbitro nell’hockey su ghiaccio viene prima di qualsiasi altra cosa. Il mio sogno? Diventare un arbitro internazionale”.

Mirjam Gruber, ventitre anni (nata il 22 giugno 1986 a Merano) e studentessa di musica al Conservatorio austriaco di Innsbruck, è al suo sesto anno da mancano:

“dopo aver giocato in Serie B a Merano e in Serie A a Bolzano e nella Serie A austriaca a Innsbruck, volevo assolutamente rimanere nell’ambito dell’hockey su ghiaccio e arbitrare mi è subito sembrato il modo migliore per scoprire un altro lato di questa meravigliosa disciplina. Inoltre, arbitrare è un ruolo di responsabilità che mi piace molto”.  E, come tutti, ha un sogno nel cassetto: “beh, certo, arbitrare in campo internazionale e, perché no, alle Olimpiadi”.

Daiana, Mirjam e Sonia hanno fino ad ora diretto gare di Serie C, di categorie amatoriali e delle giovanili. Chi arbitro internazionale lo è già è Helga Tschörner (nata il 4 dicembre 1981 a Bolzano), la veterana fra le quattro con i suoi ventotto anni e nove stagioni di arbitraggi con alle spalle esperienze nei campionati mondiali femminili e nel campionato italiano di Serie A2:

“ma spero proprio di potermi presto cimentare con la Serie A. Sono molto contenta di quanto sono riuscita ad ottenere, ma è chiaro che si punta sempre al massimo”.

Con due gemelle, Zaira e Yana, il lavoro di insegnante e la frequentazione dei corsi di Scienze della formazione a Bressanone, sede distaccata dell’Università di Bolzano, Helga riesce a ritagliarsi solo qualche ora alla settimana per frequentare la palestra.

“Ma come hanno già detto le mie colleghe, non è un sacrificio: dopo aver giocato per quattro o cinque anni nella squadra di Bolzano volevo rimanere nell’ambiente e l’arbitraggio me ne ha dato la possibilità. Fra l’altro, quello che mi motiva è anche il pensiero di poter essere di stimolo ad altre ragazze, perché si possano avvicinare all’hockey su ghiaccio e all’arbitraggio, oltre naturalmente alla passione personale”.

Ecco la passione che ritorna. Helga ha frequentato in due diverse occasioni un seminario internazionale di approfondimento, pagato di tasca propria.

“Ma la Federazione Italiana – continua Helga – ci da una grossa mano e ci appoggia in ogni situazione, grazie soprattutto al Responsabile degli Arbitri, Renzo Stenico. Uno degli aspetti che più incuriosisce spettatori e non è il rapporto che si crea sulle piste ghiacciate con i giocatori, siano essi amatori, giovanissimi o atleti professionisti”. 

“Con gli adulti – dice Mirjam – l’importante è comunicare sempre, mentre con i bimbi delle giovanili è importante anche spiegare le decisioni prese”. “E’ fondamentale – prosegue Daiana – e credo che faccia parte anche del nostro ruolo in campo, che i bambini imparino il rispetto e l’educazione. Con gli adulti, invece, credo sia importante mantenere il giusto equilibrio fra l’autorità che il ruolo impone e la capacità di comunicare”. “In generale – dice Helga – non manca mai il rispetto sul ghiaccio e che io sia donna non cambia nulla. Le decisioni, giuste o sbagliate che siano, devono essere giudicate per quello che sono e così accade”.