Continental Cup – La reazione inglese

Mentre a Bolzano la delusione è grande ed inizieranno i processi, si festeggia in Inghilterra per il raggiungimento delle finali di Continental Cup, evento di per sé storico per il movimento britannico. L’ultima volta che una squadra della Regina si giocò le Final Four fu nel 2001 quando i London Knights dell’ex bolzanino Dutiaume persero a Zurigo contro i Lions. Nella Final Eight di Milano due anni dopo i Belfast Giants non andarono oltre il sesto posto.

Gli Steelers non sono partiti col favore del pronostico (sono al momento penultimi in campionato nonostante le ultime 4 vittorie consecutive) ma ci han creduto fino in fondo, come pure i 150 supporters di tutte le età giunti a Bolzano per sostenere la squadra. «E’ stata una notte incredibile – commenta a caldo l’allenatore David Matsos sul sito ufficiale degli Steelers – i tifosi ci sono stati vicini tutti e tre i giorni ed è stato importante per i miei ragazzi».

Dave Matsos, foto skysports.com

Dave Matsos, foto skysports.com

L’allenatore di Burlington (Canada), dipinto come “senza esperienza” alla vigilia, definisce “eroi” tutti i suoi giocatori ma menziona particolarmente Joe Talbot, canadese al terzo anno a Sheffield (a destra nella foto d’apertura con Jeff Legue). L’autore domenica di una doppietta «ha giocato nonostante già venerdì fosse stato colpito da un virus – racconta Matsos. – Non ha dormito, aveva i muscoli bloccati e non tratteneva i liquidi».

«Ha trascorso tutto sabato in ospedale dove è stato sottoposto ad esami del sangue e una flebo – prosegue coach Matsos -; era bianco come un cencio e onestamente eravamo tutti preoccupati per lui. Nonostante questo è voluto ugualmente scendere in pista contro il Maribor visto che eravamo a corto di giocatori. Benché sia girato in pochi cambi ha fornito l’assist vincente per il gol necessario a battere gli oladesi. Era malato anche ieri sera (stamattina sembra un cadavere) ma ha voluto lo stesso aiutarci, con una doppietta nella partita più importante degli ultimi 10 anni della storia degli Steelers. Joey è stato un vero leader, un esempio, ha mostrato ai compagni grinta e tenacia».

Assenti Rod Sarich (frattuta del pollice) e Scott Basiuk (spalla), gli inglesi hanno affrontato il match contro i biancorossi con 14 giocatori effettivi, vale a dire meno di tre linee. Nonostante questo hanno giocato accorti e hanno dato il massimo sfruttando le occasioni.

«La difesa è stata eccezionale – secondo il coach canadese, 36 anni appena compiuti -. Il Bolzano, grande squadra di talento, ha avuto spesso il possesso del disco ma l’abbiamo mantenuto lontano proteggendo molto bene Verner che quando è stato chiamato in causa ha risposto molto bene».

I complimenti arrivano anche dai Nottingham Panthers, l’acerrimo rivale degli Steelers. Lo fa in veste ufficiale con un comunicato il capitano delle pantere Danny Meyers: «Ottimo lavoro ragazzi, qui tutti si congratulano con voi». L’attaccante Marc Levers aggiunge che la vittoria degli Steelers «riempie d’orgoglio tutta la Lega e l’intero Paese» come pure il presidente Neil Black secondo il quale «è un gran giorno per l’hockey britannico».

A Grenoble, con Salisburgo e Minsk, ci saranno loro.