La “ragazzaccia” scende sul ghiaccio

In occasione della presentazione dell’Hockey Asiago abbiamo avvicinato una componente della neonata formazione dell’Asiago sezione femminile: Piera Costa.

Ti abbiamo visto per tanti anni seguire da tifosa la squadra maschile dietro allo scriscione “le Ragazzacce”, in seguito ti abbiamo vista dedicarti all’inline ed ora sei tornata sul ghiaccio ma da protagonista. Parlaci di questa tua metamorfosi.

«Hai ragione, per molti anni ho seguito l’Asiago hockey da tifosa. E’ stato mio papà a farmi conoscere l’hockey portandomi fin da bambina allo stadio ad Asiago e ai mondiali in Svizzera e in Germania. Ovviamente mi sono innamorata di questo sport ma abitando a Vicenza non ho mai avuto l’occasione e la possibilità di poter giocare. Nel frattempo mi son data ad un altro bellissimo sport, la pallavolo. Ma dopo 20 anni, una stagione in serie D con il Grifone Volley e tre anni di in line (prima con le Pink, con la B dei Diavoli a Vicenza e Ghost Padova femminile) è arrivato il momento di “realizzare” il mio sogno di poter giocare sul Ghiaccio proprio con la mia squadra del cuore! Forse a 27 anni è un po’ azzardato, ma è una sfida e voglio sfidare!»

Come è nata l’idea di costituire, direi finalmente, anche una squadra femminile ad Asiago, città con lunga tradizione hockeystica?

«L’idea di preciso non so come sia nata, forse era semplicemente l’ora. Come dici te Asiago vanta una tradizione hockeystica molto lunga, ha un bel vivaio, un settore giovanile molto organizzato che sta mettendo a nostra disposizione allenatori e dirigenti.
Sono tutti entusiasti di questa “avventura”, e quando questa estate mi è stato chiesto di giocare non ci ho pensato due volte».

In che ruolo giochi? Come ti trovi?

Piera Costa«Scusami se faccio spesso riferimento alla pallavolo, ma dopo anni di “libero” dove devi prendere più palloni possibili (un po’ come il portiere) ad hockey inline gioco come attaccante.
Su ghiaccio devono ancora assegnarmi un ruolo, io spero di giocare come centro, mi piace come ruolo anche se forse è il più duro di tutti».

Hai avuto difficoltà a passare dalle rotelle al ghiaccio?

«Durante i primi allenamenti ho trovato difficoltà a pattinare, forse erano dieci anni che non mettevo i pattini da ghiaccio ma dopo un po’ ci si abitua. La cosa più difficile sicuramente sarà la grandezza del campo e giocare in 5 e non più in 4 con ruoli diversi dall’inline».

Cosa ti aspetti a livello personale da questa nuova esperienza?

«Ah beh… Ho molte aspettative, come si dice? “Grandi obiettivi grandi risultati”… Caratterialmente sono un po’ testarda e se mi metto qualcosa in testa faccio fatica a toglierlo, quindi mi aspetto di migliorare e di riuscire ad arrivare ad un buon livello. Questo vuol dire allenamento, allenamento e allenamento. Non essendo cresciuta giocando a hockey adesso è molto difficile, ma tutto possibile. Mi aspetto di creare un bellissimo gruppo e una bellissima squadra, giocar bene e sempre al massimo…Poi quel che sarà sarà.
Ah, mi aspetto anche di divertirmi logicamente!!!».

Come sono gli allenamenti, più duri quelli sul ghiaccio?

«Dipende, sono si più duri, ma non c’è paragone, la sensazione del ghiaccio è fantastica.
Poi, più duri sono più torno a casa soddisfatta».

Quali sono gli obiettivi per la vostra primo anno di costituzione?

«Di obiettivi ce ne sono tanti. La cosa più importante è essere iscritte al campionato, riuscire a confrontarci con le ragazze di Agordo, Bolzano e Torino cercando di giocare ad un buon livello, poi i risultati saranno quel che saranno. L’importante per me è giocare bene, creare un bel gruppo, dare sempre il massimo come squadra, e i risultati arriveranno da soli. Sono dell’idea che il segreto per riuscire ad ottenere un obiettivo è la squadra, quando questa c’è, è unita beh.. si può arrivare molto in alto. Certo, giocare contro chi è cresciuto con l’hockey sarà dura ma ci proveremo. Sperando che le mie ex compagne di inline di Padova (es. Eleonora Dalprà) non mi facciano troppo male!».

Cosa vuoi dire agli sportivi, vicentini e non, per invitarli a venire a vedere le vostre partite oltre a quelle della formazione maschile?

«Domanda difficile… Già l’hockey maschile purtroppo non è molto seguito in Italia, ma sai una cosa? Vedere ragazze che danno il massimo e credono in un progetto, secondo me gia questo è bello ed entusiasmante. Poi, voglio dire, rispetto alla pallavolo siamo più vestite ma sempre ragazze siamo!».