Eleonora Dalprà si racconta tra presente ad Agordo e un sogno nel cassetto

Stagione partita con l’EWHL ed entusiasmo di sempre. Ecco una delle giovani promesse dell’hockey “rosa”, l’attaccante dell’Agordo e della nazionale italiana nonché top scorer dell’ultimo campionato italiano Eleonora Dal Prà.
Come si diventa hockeysta? Come ti sei avvicinata all’hockey?

«Mi sono avvicinata all’hockey in tenerissima età (5 anni) per merito di mio papà che mi iscrisse ad un corso di pattinaggio su ghiaccio. La società HC Cornacci di Tesero (Val di Fiemme ndr) mi permise poi di entrare a far parte dell’under 8 maschile. Ero la sola ragazza ma l’allenatore non fece disparità di trattamento e nacque un grande amore: l’hockey».

Sei pronta ad iniziare la nuova stagione? Che progetti avete con l’Agordo? 

«Ogni anno la voglia di cominciare è alle stelle perché l’amore per questo sport è grande, senza non so come farei. Con l’Agordo parteciperemo al campionato italiano alla coppa campioni e all’EWHL, speriamo con buoni risultati».

Pensi sia una cosa positiva per il confronto Eleonora Dal Pràcon squadre di altri paesi oppure pensi che i lunghi viaggi vi stancheranno facendovi sprecare preziose energie per il campionato?

«Partecipare all’EWHL è sicuramente una cosa positiva perché si gioca con squadre più forti che ci danno l’opportunità di migliorare e imparare tecniche nuove. Di sicuro i lunghi viaggi stancano un po’, a mio avviso, ma influenzano marginalmente la prestazione in campo. Ovviamente è una cosa soggettiva, influenza molto di più positivamente la coesione come squadra e le motivazioni che nascono in campo».

In tema di nazionale, a tuo parere cosa è mancato a voi azzurre agli ultimi mondiali disputati a Torre Pellice per essere promosse?

«Beh sicuramente sono mancati i ritiri preparatori: più giochi assieme più sai come comportarti in campo con le compagne di squadra. Il coach, comunque, ha fatto un buon lavoro a fronte dei pochi giorni che aveva a disposizione per completare la nostra preparazione sia tecnica che atletica. Siamo state sfortunate in attacco e abbiamo fatto degli errori in difesa che ci hanno punito. Mi viene in mente la partita con l’Inghilterra, giocata sempre in attacco, creando molte azioni da goal non sfruttate e castigate per errori banali in difesa, quali contropiedi o lasciando il portiere solo. Comunque è un bel gruppo e sono convinta che se ci fossimo allenate e affiatate di più avremmo potuto vincere. Ogni partita ha la sua storia, non sai mai cosa ti aspetta».

Sappiamo che giochi con successo anche ad hockey inline, quale disciplina preferisci tra ghiaccio e rotelle??

«Non sono bravissima nel gioco di hockey inline, lo vedo come un divertimento nel tempo libero. Di gran lunga preferisco l’hockey su ghiaccio, sport che faccio da 15 anni e che considero parte della mia vita. Vero è che se si tratta di sport, qualiasi esso sia, non mi tiro indietro».

Che progetti hai per il tuo futuro hockeystico? Hai mai pensato di provare un’esperienza all’estero come già fatto da altre ragazze?

«Guarda a dirti la verità è già da un po’ che penso di fare un’esperienza all’estero. Sono affascinata molto alla Svezia, dove il livello dell’hockey è molto più alto che in Italia, se riesco a coniugare sport e università cercherò di andarci l’anno prossimo. Penso sia una bellissima esperienza, sia sul piano hockeistico sia sul piano personale. Invidio gente come la Sabina Florian, Valentina Bettarini e Chiara Traversa che hanno già provato questa esperienza. La raccontano in modo entusiastico e molto coinvolgente».

Si ringrazia Eleonora Dalprà e la società Agordo per la cortese disponibilità