Un Milano più forte, ma serve l’aiuto di tutti

di Marco Depaoli

Milano Rossoblu

L’hockey a Milano non solo resiste ma sta mettendo le basi per tornare grande. In una conferenza stampa più piena del solito, lontana dalla stanza degli arazzi di Palazzo Marino che l’aveva ospitata per anni, il Milano Rossoblu di Migliore alza il sipario su ciò che sarà la nuova stagione. Presentati uno per uno i giocatori, spicca la maggiore robustezza degli atleti che hanno lavorato sodo durante l’estate e lo sguardo impavido di Frank De Frenza, il nuovo “paisà” che promette di far togliere al Milano parecchie soddisfazioni. Assenti gli organi istituzionali del Comune di Milano che pure hanno preso impegni consistenti anche per quest’anno con l’HCM, ma hanno risposto all’appello tante altre facce vecchie e nuove, dello sport e dello spettacolo. Prezioso a detta del Presidente l’apporto dell’eurodeputato Carlo Fidanza, da sempre appassionato a questo sport.

La società è sana e gli sponsor sono raddoppiati. Saranno Norda, Denicar, Desuite appartamenti, Cmb, Promocard, Car&Car Rent, Zeppelin, Termofrigo, Forst, GetFIT, Isokinetic e l’Agorà.
«Milano – spiega il presidente ex gloria meneghina Ico Migliorenon ha più un magnate che mantiene tutto quanto ma ci siamo noi che ne abbiamo raccolto le ceneri. L’elemento soci+sponsor è quindi determinante, come pure l’apporto del pubblico che speriamo quest’anno sia più numeroso».
L’anno scorso la squadra si classificò al settimo posto davanti a Torino e Varese ma sfiorò un clamoroso colpaccio ai quarti di finale play-off col Vipiteno poi campione cadetto. Grande attenzione anche al settore giovanile dall’under 13 all’under 18, con l’organizzazione di alcuni tornei tra cui il “città di Milano”. Continueranno gli accordi con la Bocconi e il San Carlo per avvicinare scuola e giovani.
Usando una sorta di metafora di Migliore, il Milano Rossoblu «è un po’ un “bio-sport”: cerchiamo giovani, li alleviamo e li manteniamo con gli sponsor locali. Una microeconomia vitale che sta funzionando. Serve però più visibilità ed è per questo che abbiamo ideato questo progetto di coinvolgere anche altre componenti dello sport e dello spettacolo».

Una sinergia da cercare con tutti, a partire dalle istituzioni e dalla scuola. In proposito interviene anche Filippo Grassia, presidente del CONI a Milano, che ricorda come il CONI sia presente in tutte le scuole del capoluogo lombardo e in quelle elementari della Provincia. «Lo sport – aggiunge Grassia – come si sa riduce l’esborso sanitario e sostiene anche psicologicamente i ragazzi. Ha un’importante funzione sociale. Tuttavia negli ultimi 50 anni c’è stata una grande lacuna che occorre colmare. L’hockey ai fini di questo progetto sarà uno sport sperimentale». S’era già parlato in passato con l’ex assessore Terzi riguardo un impianto al Lido che sfruttasse lo scambiatore di energia della struttura ma l’idea è tramontata come pure, ricorda Grassia, quella di rimettere in funzione il Saini, vergognosamente abbandonato alla sterpaglia.

Non è dello stesso avviso Pompeo Guarnieri, presidente dell’Agorà, che rilancia il vecchio progetto sposato da Di Canossa di ampliare la struttura che già c’è in via Ciclamini, costruita nel 1987 e rimasta grossomodo la stessa. Le balaustre sono state sostituite di recente ma la pista è ormai obsoleta e andrebbe rifatta. Secondo Guarnieri sarebbe utile anche una pista esterna per coltivare al meglio i giovani talenti. «Serve però – chiede Guarnieri – l’aiuto del Comune per un progetto insieme. L’Agorà non è solo un contenitore: è una scuola di 1.600 bambini e rappresenterà l’Italia ai Giochi Olimpici con 5 atleti». Campioni sfornati anche in passato, con la coppia più celebre Fusar Poli-Margaglio campione europea e mondiale.
Già l’anno scorso la struttura è venuta incontro all’hockey con dei prezzi di favore e questo connubio con il Milano Rossoblu ci sarà anche quest’anno. «Una squadra che vince 5 scudetti non può sparire – sostiene Guarnieri -. Servirebbe creare una polisportiva con hockey più pattinaggio di figura (dell’Agorà è attualmente la prima coppia in Italia) e pattinaggio di velocità, per il quale stiamo allenando due potenziali campioncini».

L’idea della polisportiva piace anche al presidente milanese del CONI Grassia che fa notare come in tutta Europa ci siano polisportive che conducono a risultati interessanti soprattutto in termini di sopravvivenza stessa. La proposta è di «destinare almeno uno 0,5% del fatturato del calcio milanese agli altri sport per aiutarli, per fare un “Club Milano” non però come la vecchia esperienza del Milan finita con la chiusura di tutte le attività».
Sulla stessa lunghezza d’onda Onorato Arisi, direttore del Museo Stadio San Siro, che ricorda come nel 1954 Milano vinse lo scudetto nel calcio con la società di Angelo Moratti e Ivanoe Fraizzoli, e nell’hockey con una squadra chiamata, guarda caso, HC Milano Inter. Un invito non troppo velato per Massimo Moratti.

Nell’agenda meneghina dopo le amichevoli con il Gherdeina e il Merano c’è quella casalinga di domenica contro l’Appiano e quella del 25 contro il Torino, mentre è ancora in progetto a novembre una sfida contro l’Ambrì Piotta con fini benefici. Si sta cercando inoltre di convincere il Ritten Sport a spostare la partita di primo turno di Coppa Italia a Milano anziché giocarla a Collalbo.
Dopo Natale potrebbe anche esserci un’amichevole a Cortina, una specie di “trofeo delle Dolomiti” che gli organizzatori vorrebbero diventasse un appuntamento fisso natalizio.