“Ho conosciuto lo Sledge per caso…”

Il portiere lombardo dell’Armata Brancaleone è stato uno dei protagonisti dello splendido 6° posto finale ai Mondiali di Ice Sledge Hockey gruppo A di Ostrava, Rep. Ceca.
Nominato per 2 volte miglior giocatore italiano, 5° nelle statistiche finali dei portieri nonostante abbia subito più tiri rispetto agli altri colleghi, ha parato il 96,4% dei tiri nella partita decisiva contro la Germania, meritando così di essere il primo intervistato.

HockeyTime: Come hai conosciuto lo sledge hockey? Cosa ti ha spinto a iniziare? Come vive la tua famiglia questa scelta?
Santino Stillitano: Ho conosciuto lo Sledge per caso, pensa che ho ricominciato a fare atletica dopo tanti anni che non praticavo nessuno sport, anzi andavo spesso a vedere le partite di calcio. Ricominciai 4 anni fa perché ho incontrato il mio ex allenatore di atletica e nel parlare mi disse: “perché non vieni in palestra? ci sono ancora tuoi amici che si allenano”, ci pensai e un giorno mi presentai. Dopo qualche tempo un mio amico vedendo che avevo delle belle prestazioni mi convinse ad iscrivermi a qualche società di disabili, io non ne conoscevo neanche una e non pensavo neanche che esistesse lo sport agonistico per disabili. Dimenticavo, la società dove mi alleno si chiama Atletica Rovellasca, ci tengo a sottolinearlo perché è merito loro se adesso sto raggiungendo grandi obiettivi.

Ti racconto in breve com’è andata, uno dei miei amici consceva un certo Giorgio Ferrando di Celle Ligure che organizza sempre meeting internazionali di atletica normodotati e inserisce sempre gare per disabili, lo chiamai e mi diede il numero di Daniela Colonna-Preti (presidente della polisportiva per disabili POLHA Varese, n.d.i.) organizzammo un incontro a Varese e ci accordammo per l’iscrizione come settore lanci di atletica, ad un certo punto del discorso mi propose se volevo provare lo sledge gli dissi “ok”, anche se non sapevo di cosa stesse parlando. A settembre andai a Bressanone che c’era il ritiro della Nazionale, provai lo slittino, mamma mia che fatica! Comunque mi piaceva. Al ritorno a Varese cominciai ad allenarmi seriamente ma facevo molta fatica ad imparare. sono arrivato quasi al punto di mollare, a quel punto però mi venne in mente che da ragazzo giocavo a calcio in porta, lo dissi a Marchio (Roberto Marchiorato, storico attrezzista dell’Armata Brancaleone e della Nazionale) e mi vestì da portiere anche perché a Varese c’era solo Fabrizio Cozzi e un altro portiere faceva comodo. Cominciai a imparare prendendo consigli da Marchiorato e soprattutto da Fabrizio che lo ringrazio tantissimo, a quel punto cominciavo a sentirmi soddisfatto perché riuscivo e tornavo a casa contento, mia moglie mi vedeva felice e condivideva con me il momento.

HT: Dopo il tuo primo allenamento, ci puoi descrivere cosa hai provato in questi momenti? La tua prima partita nell’Armata e la tua prima partita nella Nazionale.
SS: In campionato la partita di esordio fu a Merano, ad un certo punto della partita Matteo Bianchi, allenatore di allora, mi fece esordire, ero emozionato ma andò abbastanza bene. Con la Nazionale esordio disastroso a Pinerolo ai Campionati Europei 2007, mamma mia l’emozione era così tanta che dopo 2 minuti mister Da Rin mi tolse perché presi 2 goal stupidi dalla Svezia,che figura!!!!!!!!! Il giorno dopo c’era la Germania non mi fece neanche cambiare, ma la mia consacrazione fu il giorno dopo contro la Norvegia: io e Da Rin parlammo prima della partita, mi fece bene quel chiarimento perché mi diede una carica esplosiva, feci una grande partita e mi premiarono come best player, fantastico. Anche la mia famiglia era contenta e mi diede un grosso stimolo per andare avanti tranquillamente.

HT: La tua più grande soddisfazione sportiva?
SS:E’ stato il 13/05/2009 aver contribuito alla qualificazione per le Olimpiadi di Vancouver, penso che sia stato un giorno memorabile ripensando a tutti i sacrifici che abbiamo fatto.

HT: In tempi di par condicio… la tua più grande delusione sportiva?
SS: Fu 2 anni fa quando per 1 punto ci facemmo scappare lo scudetto… che disdetta (campionato italiano 2006-07, vinto dai Tori Seduti, n.d.i.).

HT: Come vedi lo sledge hockey italiano tra 5 e tra 10 anni?
SS: Per come la vedo io se non entrano nuovi giocatori (giovani) sarà dura che lo sledge italiano vada avanti comunque per i prossimi 3 anni dovrebbe essere tutto tranquillo sempre che qualcuno della vecchia guardia non molla anche perché per chi ha famiglia è dura.

Ringraziamo Santino Stillitano per la disponibilità.