Il destino dei Coyotes ancora in bilico

Continua a rimanere nebbioso il destino della franchigia di Phoenix dopo che nei giorni scorsi si è fatto avanti il socio di minoranza dell’attuale management, John Breslow, mettendo insieme un gruppo di imprenditori intenzionati a rilevare la maggioranza azionaria ma soprattutto a tenere la franchigia in Arizona.

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Jim Balsillie

L’acquisto dei Coyotes da parte di Breslow e soci scongiurerebbe la relocation tanto osteggiata da Bettman e che invece è condizione irrinunciabile per il multimilionario canadese, CEO della Blackberry, Jim Balsillie, per portare avanti la trattativa. Balsillie per salvare la franchigia e portarla ad Hamilton (Ontario) è pronto a  mettere sul piatto 212.5 Milioni di dollari ma questo nuovo “concorrente” rischia di complicare una situazione che già risulta poco chiara. Neanche la politica si tiene fuori da questa telenovela e infatti due senatori dello stato di New York, Charles Schumer e Kirsten Gillibrand,in una lettera inviata a Bettman, parlando della possibile relocation nel sud dell’ Ontario della franchigia dell’ Arizona, prendono le parti della lega e di Bettman stesso, affermando che lo spostamento danneggerebbe in maniera significativa i Buffalo Sabres che giocano a circa 45 minuti di macchina da Hamilton. La lega dal canto suo ha chiesto al giudice che analizza e gestisce la bancarotta della franchigia, di mantenere alla NHL la possibilità di controllare chi è proprietario delle squadre e dove esse devono giocare.

Ricordiamo che l’unica possibilità di relocation in Canada che Bettman potrebbe prendere in considerazione, per sua stessa ammissione, è quella che vedrebbe il ritorno della NHL a Winnipeg (Manitoba) in una sorta di rollback ventennale. Difatti è proprio dalla relocation dei Winnipeg Jets a Phoenix che sono nati nel 1996 i Coyotes