La Bielorussia fatica ma accede al qualifying round

Ungheria – Bielorussia 1-3 (0-1, 1-0, 0-2)
 

Vende cara la pelle l’Ungheria prima di cedere ai più esperti e compatti bielorussi che avanzano così al turno successivo, mentre i magiari si giocheranno la permanenza nel gruppo di elite nell’insidioso relegation round a partire da venerdì.

La partita è stata piacevole e dopo la batosta subita contro il Canada, gli ungheresi hanno ancora dimostrato, come già cntro la Slovacchia, di non essere dei turisti di passaggio a questo livello, creando molte occasioni da goal, ma senza il killer instinct necessario per chiudere la gara. La Bielorussia conferma invece di essere una squadra solida con buone individualità, a cui manca forse proprio il giocatore “speciale”, chi possa risolvere una gara con un’invenzione o con colpi di classe. Questa figura potrebbe essere Mikhail Grabovski, ma l’attaccante dei Maple Leafs non ha ancora inciso in modo determinante. E’ allora ancora la vecchia guardia, in attesa dell’ultimo arrivo, il 24enne difensore degli  Hartford Wolf Pack Vladimir Denisov, a domare gli ungheresi: Alexei Kaliuzhny segna in power play l’1-0 nel primo periodo, poi ci pensa ancora Andrei Mezin, eroe contro la Slovacchia, a mantenere il vantaggio bielorusso fino al minuto 25, quando deve capitolare sulla conclusione di Imre Peterdi, ben liberato da un assist di Balazs Ladanyi. E’ qui e all inizio del terzo periodo che l’Ungheria manca il colpo del KO, con Mezin decisivo su Ladanyi e Janos Vas. Ma al 54:25, da un face off vinto, ancora Kaliuzhny si inventa un passaggio geniale per Alexei Ugarov che taglia in diagonale il quarto ungherese, salta anche Szuper e segna il 2-1. La gara si chiude al 59:10 col goal a porta vuota di Mikhail Grabovski, per la terza delusione dei numerosi tifosi ungheresi sugli spalti