Giulia Mazzocchi, il futuro dell’hockey “rosa”

Abbiamo avuto la possibilità di intervistare una delle giovani promesse dell’hockey italiano, il portiere del Bozen ’84 Giulia Mazzocchi. Le abbiamo rivolto domande a 360° sul movimento hockeystico femminile in Italia.

HockeyTime: Ciao Giulia, quest’anno ad un certo punto si vociferava che le Eagles di Bolzano non avrebbero partecipato al campionato, quindi immaginiamo la felicità già per il fatto di essere presenti.
Giulia Mazzocchi: piu che una non partecipazione del Bolzano al campionato italiano si parlava addirittura di una chiusura delle Eagles dopo l’abbandono del presidente; c’è stata quindi questa trattativa con l’EV Bozen 84 di cui adesso facciamo parte, e per quest’anno partecipiamo solo al campionato italiano e non all’EWHL come le 3 passate stagioni. C’è comunque da dire che con questa nuova società ci troviamo bene e non ci fanno mancare nulla.

HT: il progetto del Bozen ’84 è una cosa temporanea o ti risulta essere progetto pluriennale. Se sì, quali sono gli obiettivi?

GM: da quello che sappiamo noi giocatrici l’impegno dell’EV Bozen ’84 è un progetto pluriennale e credo definitivo. Come obiettivo per quest’anno c’è sicuramente la conquista del titolo italiano. Per i prossimi anni invece sarà partecipare di nuovo all’élite women’s hockey league, una sorta di Alpenliga.

HT: Come sta andando il campionato? Sei soddisfatta dei risultati?
GM: Per noi Eagles il campionato non è iniziato nel migliore dei modi dopo la prima trasferta a Torino. Purtroppo in Italia le giocatrici non sono professioniste e quindi spesso, per problemi di lavoro, alcune non possono essere presenti a tutte le partite come è successo nelle prime giornate. Comunque ci siamo allenate meglio e l’abbiamo dimostrato nell’ultimo week-end. La squadra sta iniziando a fare bene e quando siamo al completo, siamo un buon gruppo.

HT: La squadra è profondamente cambiata, molte giocatrici hanno cambiato squadra, tu che a 17 anni sei una delle colonne di questo Bolzano, come valuti il roster?
GM: Quando sono arrivata alle Eagles 4 stagioni fa, la squadra era completamente diversa, ero la piu piccola del gruppo e la maggior parte delle giocatrici che la componeva aveva un’età compresa fra i 20 e 30 anni, con gia una grande esperienza in nazionale. Infatti la prima stagione l’ho passata quasi tutta in panchina dietro a Luana Frasnelli, portiere anche alle Olimpiadi. Già dalla stagione successiva pero molte hanno smesso, alcune perché stufe, altre per studio, lavoro o altri motivi; sta di fatto che in 4 stagioni, parlando solo delle Eagles, hanno abbandonato circa una 15ina di ragazze lasciando la squadra non in ottime condizioni. Quest’anno l’età della nostra squadra è sicuramente molto bassa dato che, tolte 5/6 giocatrici, il resto del roster ha dai 14 ai 18 anni, e credo che sia una cosa sicuramente positiva perché le nuove arrivate sono veramente brave e fra qualche anno le Eagles torneranno come prima.

HT: Quest’anno vi manca il confronto a livello europeo e questo frena un po’ la tua crescita sportiva?
GM: Il fatto di non partecipare al campionato europeo è spiacevole perche lo facevamo ormai da 3 anni e con buoni risultati. Le squadre che incontravamo erano di alto livello e ci divertivamo molto come squadra. Purtroppo sì, non partecipando a questo campionato le possibilità di crescere sono minori ma sto appunto cercando di allenarmi con la squadra maschile U19 dell’EV Bozen, cosa che gli altri anni non facevo molto. Quindi diciamo che la differenza dall’anno scorso a questo sta nel fatto che prima la crescita era dettata dall’elevato numero di partite che facevo a stagione fra EWHL, campionato italiano e coppa campioni, adesso sta tutto negli allenamenti e nelle poche partite che facciamo. Quest’estate avendo partecipato a un development camp in Finlandia, assieme ad altre 6 mie compagne, ho avuto la possibilità di conoscere un sacco di giocatrici di molti stati anche impensabili per l’hockey femminile come Taipei cinese o l’Irlanda, ma soprattutto di conoscere anche allenatori di alto livello. Questo mi avrebbe permesso di andare a giocare all’estero ma per motivi di studio, visto che devo ancora finire il liceo, i miei genitori non erano molto d’accordo a lasciarmi andare prima che prendessi la maturità.

HT: Nonostante la tua giovane età sei anche uno dei pilastri della nazionale, che tornei farete quest’anno, quali gli obiettivi che avete come Blue Team?
GM: L’unico torneo che faremo saranno i mondiali a Torre Pellice (Torino) dal 12 aprile a cui spero di andare. E l’obiettivo è semplicemente uno: arrivare prime.

HT: Il futuro della nazionale per la difesa è a posto con te, la Bettarini e la Sparer, mentre in attacco alcune ragazze tra cui la "famosa" Leitner hanno smesso, ci sono ragazze valide tra le giovani leve, facci qualche nome di ragazze emergenti in attacco.
GM: Katharina Sparer gioca ancora ma credo che già dal mondiale scorso abbia deciso di non voler più fare parte della nazionale, anche se io spero ci ripensi. In difesa comunque non ho sicuramente in posto assicurato, bisognerà guadagnarselo al prossimo raduno della nazionale in marzo. E credo che a contedercelo saremo io, Debora Montanari (portiere del Torino) e Chiara Traversa (che gioca negli Stati Uniti). Tra le giovani credo proprio che ce ne siano di emergenti come, a parere mio, le gemelle Beatrix e Tania Larger, mie compagne di squadra nel Bozen. Ma non solo, dato che sicuramente ci sono ragazze valide anche a Torino e Agordo.

HT: Quanto è faticoso conciliare l’hockey con scuola, le amicizie ecc…? Sei costretta a fare molte rinunce?
GM: Gli anni precendenti era molto più difficile perché giocavamo in posti lontani anche 13 ore di pulmino e per i quali dovevamo partire il venerdì sera o sabato mattina. Dovevo quindi perdere scuola il sabato e andarci a fatica il lunedì, poiché si tornava la notte tardi. Ho avuto però professori abbastanza tolleranti e a scuola me la cavo abbastanza bene. Se si vuole si riesce quasi sempre a fare coincidere lo sport con tutto il resto senza fare troppe rinunce, basta farlo essendone convinti.

HT: Come vedi il movimento dell’hockey femminile nei prossimi anni? Prevedi una ripresa o si va verso la scomparsa?
GM: Io a differenza di altre mie compagne di squadra sono abbastanza ottimista e almeno per la mia squadra vedo un percorso in ripresa, visto che la squadra è molto giovane e le giocatrici valide. La società è seria e di voglia ne abbiamo abbastanza. Non so bene però come siano messe le altre squadre anche se mi sembra di capire che anche il Torino abbia ragazze giovani ed è molto migliorato dagli anni passati, mentre la situazione dell’Agordo non la conosco proprio anche se hanno sempre delle grandi giocatrici. Comunque si sente anche che l’anno prossimo si iscriverà al campionato la squadra femminile di Appiano e quindi finalmente torneremo 4 squadre. Si spera che le altre squadre come quella di Brunico riescano a crescere e a giocare fra qualche anno il campionato italiano.

Si ringrazia Giulia Mazzocchi per la gentile disponibilità