H.C. VALPELLICE: opaca prestazione a Milano e pronto riscatto con l’Appiano

di Paolo Vola

Dopo 22 partite segnate da almeno un punto (in realtà ben 56) la Valpe incappa in una brutta serata in quel di Milano e perde, senza recriminazioni, per 3 a 1 con il Milano Rossoblu.
Pochi sugli spalti dell’Agorà (anche se il referto parla di 700 spettatori) e curva degli Ultrà milanesi vuota per protesta contro le Forze dell’Ordine; sono una quarantina tra curva e tribuna i supporters valligiani guidati dal presidente Barbero. Valpe in giallonero che si schiera in formazione al completo con la sola eccezione del febbricitante Demetz rilevato da Platè; arbitra Cavazzana, che non influirà sull’esito del match.
Dopo i primi 5 minuti di studio è il Milano Rossoblu a piazzare la stoccata con la sua linea migliora: disco lavorato da palla per Mitterer che tira, sul rebound è lesto lo sloveno Remar a segnare. La Valpe non si scuote e raramente impegna un Dalla Bella comunque assai attento ed il primo periodo termina, tra gli sbadigli, sotto 1 a 0.

Meglio il secondo periodo che tuttavia si apre con il raddoppio meneghino a 21.14 con l’altro sloveno Slack che, a dispetto della mole, si insinua agevolmente tra le maglie di una “allegra” difesa giallonera e batte per la seconda volta un non impeccabile Platè.
Ora però la Valpe c’è; malgrado la serata non felicissima dei suoi uomini migliori sono gli uomini di Da Rin a fare il match e Dalla Bella deve superarsi per fermare gli attacchi dei Bulldogs. Alla prima penalità a favore è Siren a indirizzare un disco verso la gabbia rossoblu che Sasha Petrov è lesto ad indirizzare alle spalle del goalie milanese.
Siamo al 30.51e ci sarebbe ovviamente tutto il tempo di rimontare.
Ma il Milano è assai più motivato della Valpe e pattina e lotta su tutti i dischi togliendo lucidità ai valligiani; anzi è Betti a fine tempo, con il Milano in doppia superiorità numerica, a colpire il palo alla sinistra di Platè.
Ci si aspetta un terzo tempo da “capolista” ed invece dopo soli 53 secondi dal faceoff e con il Milano ancora in powerplay è Sotlar (l’ultimo sloveno in pista) ad indirizzare un disco verso la gabbia di Platè che sfortunatamente lo devia sull’accorrente Lombardi che insacca.
Doccia gelata per la Valpe che non riesce a cambiare ritmo e fatica a perforare la difesa di Insam che ora è assestata tutta sulla propria linea blù in attesa di ripartire. Dalla Bella chiude ancora un paio di occasioni valligiane ma di fatto non corre mai grossi pericoli neanche quando Da Rin prova l’extra hattacker nell’ultimo minuto di gioca.
Finisce 3 a 1 per i (giustamente) festanti giovani rossoblu che incamerano 3 inaspettati e preziosissimi punti nella corsa playoff a scapito di Torino e Varese.

Dimenticare Milano era l’imperativo per la Valpe di ieri sera e la curiosità dei 2.000 del Cotta Morandini: l’avversario era di quelli tosti, l’Appiano di Hell, ed i biancorossi hanno inanellato una splendida e convincente prestazione vincendo 6 a 3.
Dopo l’influenza rientra un grande Demetz tra i pali, per il resto Da Rin schiera la formazione standard delle ultime partite.
Ma, pur con gli stessi effettivi, i Bulldogs son ben altra cosa di quelli visti all’Agorà ed il gioco arioso ed aperto dell’Appiano, unito ad un buon arbitraggio di Mirrione, consentono al match un alto tasso di velocità e spettacolarità.
E’ necessario un powerplay a 8.15 per la prima rete valligiana; solita orchestra diretta da Lefebvre e De Frenza e sassata dalla blu di Dinamite Virta che buca l’incolpevole Hell.
Sullo slancio i biancorossi raddoppiano; è il minuto 11.39 e la coppia Lefebvre – Grossi innescano il bomber italo canadese Frank De Frenza che non fallisce sottoporta.
L’Appiano non stà a guardare e grazie alla spinta di Lehtonen ed alla brillantezza della coppia Ansoldi – Twordik impensierisce più volte un attenta retroguardia valligiana ed un brillante Demetz. Un po’ in ombra Bergstrom ma si saprà poi che era febbricitante.
Il match è ancor più bello ed equilibrato nella seconda frazione; è ancora un powerplay orchestrato da Grossi e Lefebvre a consentire a De Frenza la botta la volo all’altezza dell’ingaggio per il 3 a 0 al 30.50.
Poi inizia la disperata rimonta dei gialloblù che riducono le distanze con Twordik lesto a ribadire in rete un bellissimo assist di Ansoldi a 35.09 al termine di buon powerplay ospite ma il tempo si chiude sul 3 a 1.
E’ un violento slap di Lehtonen, che centra l’angolo alto della gabbia di Demetz, a 43.16, con la Valpe in inferiorità numerica, ad alimentare le speranze dell’Appiano ma i Bulldogs hanno la capacità di reagire immediatamente e di trovare il nuovo allungo, un minuto dopo, con la seconda “sberla” dalla blu di Turo Virta innescato, manco a dirlo, da Grossi e Lefebvre.
Il 4 a 2 “taglia le gambe” agli ospiti che allentano il pressing e si fanno trafiggere altre due volte: al 48.14 hat trick di De Frenza dopo splendida azione Grossi – Lefebvre ed al 49.20 con una controfuga di David Stricker, innescato magnificamente da Ermacora, sontuosa partita la sua, e da Silva che scarta Hell e deposita in rete.
Gli ultimi 10 minuti diventano pura accademia e c’è solo tempo per la seconda rete personale di Twordik su assist di Ansoldi.
In sintesi bella partita e una grande Valpe in cui si fatica a trovare il migliore: 3 reti di De Frenza e 2 di Virta, 5 assist di Lefebvre e 4 di un Grossi stratosferico, grande sostanza di Petrov e giocate sopraffini di Silva e Stricker, attenta difesa dove hanno dominato anche Tremolaterra – Rivoira, grande dinamismo della line dei “bocia” guidata dal solito Coco.
Ora è tempo di dreby; mercoledì ore 20.30 al Tazzoli alla Valpe toccherà contenere la fame di punti del Real Torino che è scivolato all’ultimo posto in coabitazione col Varese in attesa del big match del 25 gennaio che deciderà probabilmente l’assegnazione dell’ultimo posto utile nella griglia playoff.
In casa biancorossa il pericolo, come a Milano, è quello della scarsa concentrazione che contro le “grandi” specie al Cotta Morandini non si verifica mai.
Sarà quindi necessario il supporto dei fans torresi per fungere da ulteriore stimolo per la capolista impegnata nella conquista del primo posto finale della regular season che le consentirebbe un calendario più agevole nei playoff e la soddisfazione, per la prima volta, di terminare in testa nella fase preliminare.